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Test iXip per la diagnosi precoce del tumore alla prostata

Scoprire il cancro alla prostata senza ricorrere a pratiche invasive è quanto permette di fare l’indice diagnostico iXip. Tale indice, ottenibile con una semplice analisi del sangue, permette di distinguere la malattia da patologie benigne come l’ipertrofia o l’infiammazione. Rappresenta, dunque, un nuovo test per la diagnosi di tumore alla prostata denominato, appunto, “Ixip” eseguito in un laboratorio analisi su un semplice campione di sangue: l’esito fornisce al medico l’indice di probabilità di tumore alla prostata  (PCa) ancor prima di eseguire la biopsia prostatica, evitando al paziente di essere sottoposto a un esame invasivo.

Il test iXip non nasce per sostituirsi a indagini diagnostiche ma per completare l’accuratezza nella diagnosi, vuole intercettare un bisogno dell’urologia, essendo il tumore della prostata il più importante tra i maschi adulti, al fine di avere una stima potenziale e immediata dell’aggressività del tumore tale da poter pianificare tempestivamente le strategie terapeutiche per il paziente. La biopsia alla prostata (prelievo di piccoli frammenti di ghiandola prostatica utilizzando un apposito ago-guidato da una sonda ecografica introdotta nel retto) è il gold-standard per confermare un sospetto tumore della prostata e anche per acquisire informazioni sul suo grado di evoluzione e differenziazione, ma è una procedura invasiva e rischiosa. Per queste ragioni è importante migliorare l’accuratezza di metodi diagnostici non invasivi per ridurre la necessità di eseguire biopsie.

L’indice iXip è un algoritmo complesso che si basa su quattro elementi clinici:

1) dosaggio del Psa-IgM, il nuovo biomarcatore individuato in grande quantità nei soggetti con tumore alla prostata e che deriva dalla unione del Psa con immunocomplessi Igm;

2) Psa totale;

3) volume prostatico, che viene determinato con l’ecografia trans-rettale (Trus);

4) età.

Sulla base di questi dati viene calcolato l’indice di iXip, che può variare da 0 a 1, e i soggetti vengono classificati in 5 classi di rischio per tumore alla prostata: nullo, basso, medio, alto e molto alto.

Nel corso degli ultimi anni, l’antigene specifico della prostata (PSA) è stato utilizzato come biomarcatore nello screening per questa patologia. PSA è una proteina normalmente prodotta dalla prostata e alti livelli di questo biomarcatore sono riscontrabili in presenza di tumore ma anche in caso di patologie non oncologiche, quali allargamento o infezione (prostatite) della prostata.
Rispetto ad altri indici e metodi attualmente disponibili per determinare la probabilità di tumore alla prostata, iXip:
  • È più efficiente ed affidabile (specificità del 100% per iXip < 0.2);
  • È semplicesicuro e confortevole per il paziente;
  • Permette di ridurre la percentuale di biopsie prostatiche superflue;
  • Aiuta l’urologo nel processo decisionale.
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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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