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I social come droga e fumo: le nuove dipendenze – i 4 segnali d’allarme.

Social media addiction: di cosa si tratta? Come nasce questo legame cosi intenso con i social?

Si usa il termine “social media addiction” per  intendere una condizione psichica di dipendenza provocata dall’interazione tra una persona e una sostanza tossica. In questo caso specifico la sostanza tossica sarebbe rappresentata dai “social network”.

Questo legame cosi intenso con i social si rinforza grazie all’istantanea gratificazione che da questi deriva: gli stimoli che riceviamo all’udire lo squillo di una notifica, o ancora osservare il numero dei “like” aumentare,  stimola la produzione di ormoni quali le endorfine, la serotonina e l’ossitocina. Gli stessi ormoni che si producono quando facciamo sport o in seguito ad una corsa, o ancora quando abbracciamo un amico o quando la nostra squadra del cuore vince.

Allo stesso modo, però, il tempo eccessivo trascorso sui social fa aumentare anche la produzione degli ormoni dello stress come il cortisolo, e dello stesso ormone prodotto in seguito all’assunzione di droghe, la dopamina, responsabile della stabilizzazione di una dipendenza.

Diversi studi negli ultimi anni sono stati condotti per cercare  di chiarire se esiste una correlazione tra l’abuso dei social e la depressione. Ciò che sembra essere certo è che un utilizzo eccessivo di queste piattaforme può dar vita a fenomeni di ansia sociale, la ricerca continua di seguaci e di “like” scatenerebbe l’ansia di ricevere continua approvazione sociale, dando vita a forme di stress più o meno invalidanti.

Si tratta di comportamenti non funzionali che possono compromettere la nostra vita affettiva e le capacità di relazionarsi con gli altri.

4 SEGNALI DI ALLARME:

  1. Non usciamo più di casa senza il telefono che costantemente ha la batteria scarica,
  2. in bagno ci fa sempre compagnia lo smartphone,
  3. ai concerti passiamo più della metà del tempo a fare foto e video da caricare,
  4. anche a tavola lo smartphone è sempre presente e ci porta ad isolarci e trascurare la compagnia “in carne ed ossa”,
  5. il primo gesto che compiamo al mattino appena svegli è quello di allungare la mano alla ricerca del telefonino per sbirciare i nostri profili ….

3 CONSIGLI UTILI

È tempo di concederci una pausa.

E importante imparare ad auto-imporsi determinate regole:

  1. Rimuovere dalla schermata home tutte le applicazioni che si intende evitare;
  2. Impostare il display dello smartphone in scale di grigio, sembra infatti che colori come il rosso ed il blu spingano in maniera inconsapevole a controllare continuamente il display;
  3. Lasciare il telefono lontano dalla tavola e dalla camera da letto.

 

 

Dott.ssa Marilena Palladino

Psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Marilena Palladino
Dott.ssa Marilena Palladino
palladino.marilena1@gmail.com

Laureata con lode in "Psicologia dei Processi Cognitivi e Recupero Funzionale" presso la Seconda Università degli studi di Napoli. Successivamente si è avvicinata al percorso formativo della scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, approfondendo aspetti relativi alla psicopatologia generale e dell'età evolutiva, e ancora le tecniche di intervento psicoterapeutico cognitivo-comportamentali. Abilitata all'esercizio della professione di psicoterapeuta e iscritta al relativo Albo Professionale della regione Campania con numero progressivo 3784 in data 25/11/2008 ai sensi della Legge 18/2/89 ex art.7. Esercita la libera professione presso il proprio studio. Esperta in psicologia scolastica, svolge attività di consulenza rivolta a studenti nelle scuole primarie e secondarie.

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