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Poche regole anti-reflusso

Pasti abbondanti, cibi grassi, fritti, spezie, insaccati e alcolici: tante le attenzioni dietetiche da seguire per chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Questo è un disturbo caratterizzato dalla risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago e per il esistono ormai farmaci efficaci e sicuri in grado di tenere sotto controllo i sintomi.

Oltre ai farmaci, è molto importante seguire una dieta antireflusso gastrico.

Da evitare sicuramente i pasti troppo abbondanti, soprattutto quelli ricchi di cibi grassi o fritti: è una regola universalmente valida, che chi soffre di reflusso gastroesofageo non può proprio permettersi di ignorare, soprattutto la sera. Le cene abbondanti sovraccaricano lo stomaco prima di coricarsi e favoriscono le sgradevoli risalite acide e i malesseri durante la notte. Idealmente, si dovrebbe attendere almeno 3-4 ore prima di coricarsi dopo aver mangiato, quindi, meglio evitare di cenare troppo tardi.

Gli alimenti ideali che impegnano poco lo stomaco e saziano a lungo sono:

  • pasta
  • riso
  • cereali
  • patate

Devono però essere cotti al punto giusto e abbinati a condimenti leggeri: meglio usare piccole quantità di olio extravergine d’oliva a crudo, evitando i grassi di origine animale, come burro, lardo o panna.

Il sugo di pomodoro non è proibito, ma non deve contenere cipolla, aglio né spezie piccanti.

I nemici dichiarati di chi soffre di reflusso sono:

  • peperoncino
  • paprika
  • pepe
  • zenzero
  • cannella
  • noce moscata
  • curry

Queste spezie promuovono la produzione dei succhi gastrici e, in alcune persone più che in altre, tendono ad allentare la tenuta del cardias, la valvola che separa stomaco da esofago, facilitando la risalita dell’acido.

Aromi innocui per lo stomaco sono:

  • prezzemolo
  • timo
  • salvia
  • basilico
  • origano
  • rosmarino

Attenzione a non eccedere con il sale: oltre a favorire l’ipertensione, è uno dei principali stimolatori della secrezione acida gastrica. Da evitare anche salsicce alla brace, costine ai ferri e i tagli grassi di carne di manzo o maiale, in qualsiasi modo siano cucinati. Pochi salumi e soltanto magri, come bresaola, prosciutto crudo e cotto.  Meglio girare al largo dalla cucina etnica, che sia cinese, indiana, magrebina o messicana: troppe spezie e glutammato un po’ ovunque. Via libera a sushi e sashimi, evitando però salsa di soia e wasabi.

Vanno consumati a piccole dosi i frutti più acidi (agrumi, ananas, kiwi e alcuni frutti di bosco) e quelli troppo acerbi, consumandoli preferibilmente durante il pasto di mezzogiorno, anziché a cena.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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