Servizio CUP

Aperto LUN - VEN
8:30 - 13:00 e 14:00 - 18:30


(+39) 081 0010202


App di Sanità Senza Problemi

L'App della buona sanità è arrivata!
Gratuita e disponibile per Android e iOS, smartphone e tablet!
Scaricala subito dal tuo Store!



PET e SPECT: ruoli e differenze

La tomografia a emissione di positroni conosciuta con l’acronimo PET è un esame diagnostico che fa parte del settore della medicina nucleare.

In medicina nucleare si utilizzano, a scopo diagnostico oppure terapeutico, composti chiamati radiofarmaci: sono costituiti da una sostanza dotata di funzioni biologiche e da un particolare tipo di atomo radioattivo, detto radionuclide. La parte biologicamente attiva ha la proprietà di localizzarsi a livello dei tessuti veicolando in essi il radionuclide al quale è abbinata. I radionuclidi utilizzati sono isotopi instabili degli atomi prescelti che tendono a trasformarsi rapidamente attraverso un processo detto decadimento, durante il quale emettono radiazioni.

Nella PET queste radiazioni vengono captate dall’esterno da speciali apparecchiature di scansione e tradotte in immagini diagnostiche.

Quando un radiofarmaco viene somministrato per l’esecuzione della PET, il radionuclide annesso ha la funzione di rendere visibili le caratteristiche e lo stato di attività dei tessuti nei quali il radiofarmaco va a localizzarsi. A differenza della tomografia assiale computerizzata (TAC) e della risonanza magnetica nucleare (RMN), che rendono visibili le caratteristiche strutturali dei tessuti e degli organi e quindi forniscono informazioni di tipo morfologico, la PET da informazioni di tipo funzionale (analogamente a quanto avviene con la scintigrafia). Nei processi patologici le scansioni PET possono rilevare alterazioni delle funzioni biologiche che accompagnano o talvolta precedono le modificazioni anatomiche riscontrabili con la TAC o con la RMN.  Il composto oggi più utilizzato nella tomografia a emissione di positroni in qualità di radiofarmaco è il fluorodesossiglucosio, indicato dalla sigla chimica 18F-FDG: si tratta di uno zucchero analogo al glucosio associato a un isotopo radioattivo del fluoro (18F).

In quanto simile al glucosio, il 18F-FDG viene incorporato dalle cellule, ma non viene del tutto metabolizzato fino a quando il suo isotopo 18F continua a emettere radiazioni.

In una variante tecnicamente più semplice della PET, denominata tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo e indicata con la sigla SPECT, si utilizzano radioisotopi che non emettono positroni, ma direttamente le radiazioni gamma. Nel corso dell’esame la molecola di fluorodesossiglucosio radioattiva incorporata nella cellula rimane “visibile” allo scanner della PET, assumendo praticamente il ruolo di “tracciante” della sua situazione metabolica del momento.

2.3/5 - (3 votes)
Avatar
Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
1 Comment
  • Avatar
    Fred
    Posted at 13:30h, 23 Luglio Rispondi

    Oggi tutte le PET sono PET+CT, (anello PET & anello TAC) per cui è una macchina di Medicina Nucleare ma anche Radiologica, ai fini di maggiore precisione di localizzazione anatomica.

Post A Comment

Prenota qui la tua visita

Prenoti la sua visita medica o esame diagnostico, una nostra operatrice La ricontatterà per ultimare la prenotazione.


Questo sito internet fa uso di piccoli file di testo (cookie) atti al corretto svolgimento di tutte le funzioni visualizzate. I cookie sono normalmente usati per permettere al nostro portale di funzionare correttamente (cookie tecnici), di generare report e statistiche di utilizzo (cookie statistici) e di generare piccoli contenuti pubblicitari non invasivi in base alle pagine visitate (cookie di profilazione). La Privacy & Cookie Policy è consultabile in ogni momento a questo indirizzo.

Accettandone l’utilizzo, riusciremo ad offrire un servizio sempre migliore e mirato alle vostre esigenze.

Alcuni contenuti o funzionalità del nostro sito non sono disponibili in quanto non è stata accettata l’esecuzione dei cookie.
Questo succede perchè “%SERVICE_NAME%” richiede l’utilizzo di tali cookie. Per visualizzare questo contenuto o funzionalità, è necessario attivarli cliccando qui.