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Patologia dei turbinati: ipertrofia non sempre transitoria

I turbinati sono delle strutture ossee che si trovano all’interno di ciascuna delle fosse nasali, strutture di mucosa ipervascolarizzata. La loro funzione nell’ambito della normale fisiologia nasale consiste nel condizionamento (umidificazione, riscaldamento e depurazione) dell’aria in ingresso durante l’inspirazione al fine di migliorare gli scambi gassosi.

Alcuni soggetti presentano un aumento del loro volume, condizione patologica definita ipertrofia dei turbinati, che impedisce la normale respirazione nasale; il paziente, in questo caso, riferisce ostruzione nasale mono o bilaterale con respirazione a bocca aperta, conseguente secchezza delle fauci, rinorrea e possibile russamento notturno. Questa condizione può sopraggiungere in risposta a diversi fattori: normalmente è solo temporanea e, terminato lo stimolo, la mucosa torna a dimensioni normali; in alcuni casi, invece, l’aumento di volume della mucosa dei turbinati si rende stabile nel tempo andando incontro ad una vera propria ipertrofia permanente.

Una volta instauratasi l’ipertrofia si creano modificazioni a livello degli spazi respiratori nasali, con la conseguenza che il flusso dell’aria può diventare turbolento e difficoltoso: ciò si traduce clinicamente in una forma di ostruzione nasale con sensazione di naso chiuso.

Tra le maggiori cause di ipertrofia dei turbinati vi sono le riniti allergiche e quelle da iperattività nasale aspecifica: le prime sono sostenute da allergie che possono essere stagionali o perenni a causa delle quali il paziente presenta ostruzione respiratoria, starnuti, fuoriuscita di materiale sieroso (rinorrea), prurito e bruciori; le seconde, quelle da iperattività nasale aspecifica, sono legate ad una reazione simil allergica con una sintomatologia non molto differente da quella allergica caratterizzata per lo più da ostruzione nasale e rinorrea. In questo caso il paziente può riferire dei disturbi in base al caldo o al freddo, in base a variazione di posizione o di umidità, in base allo stato emozionale o anche al fumo di sigarette. Dopo un’attenta valutazione clinica del paziente ed avendo accertato le cause dei disturbi riferiti è possibile trattare l’ipertrofia dei turbinati riducendone le dimensioni. Diverse tecniche chirurgiche sono state utilizzate per la riduzione dei turbinati quali trattamenti come la turbinectomia parziale, la mucotomia o lo svuotamento sottomucoso. Negli ultimi anni sono state introdotte nuove tecniche meno invasive che prevedono l’impiego del laser o di radiofrequenze per tali trattamenti.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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