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La vita in menopausa: l’importanza dei fitoestrogeni

La dieta nella menopausa deve essere programmata tenendo in considerazione tutte le modificazioni fisiologiche che si manifestano nell’organismo femminile. Le alterazioni ormonali che caratterizzano la menopausa cambiano sensibilmente le necessità nutrizionali e i rischi per la salute delle donne; la programmazione dietetica in questo periodo della vita ha proprio l’obiettivo di ottemperare in maniera completa a tutti i fabbisogni e di garantire un buono stato di forma generale.

Il cambiamento più importante, dal quale dipende la maggior parte delle piccole differenze fra il pre- e il post-menopausa, è rappresentato dalla carenza estrogenica: gli estrogeni sono ormoni gonadici steroidei, tipicamente femminili, che agiscono a livello sistemico. Uno dei disturbi più importanti, ed anche più conosciuti, relativi alla carenza estrogenica è l’alterazione della calcificazione ossea che, se trascurata, o in presenza di altri fattori di rischio, può sfociare in osteoporosi. È fondamentale assicurarsi che il rapporto sintesi/rimodellamento osseo, che normalmente ha luogo di continuo nell’organismo, non venga alterato a causa di un deficit minerale (carenza di Calcio) e/o vitaminico (carenza di vitamina D): a tal proposito, la dieta nella menopausa riveste un ruolo fondamentale.

In menopausa, l’introito di calcio e vitamina D deve essere adattato in una corretta ed equilibrata dieta oltre che potenziato mediante l’utilizzo di integratori alimentari. Non meno importante è l’aspetto biochimico legato a questi ormoni la cui carenza, seppur fisiologica, predispone maggiormente al rischio cardiovascolare essendo, durante tutto il periodo di fertilità, protettori dei vasi sanguigni: al calare della loro produzione, dunque, è possibile che si manifesti un incremento di complicazioni cardiovascolari. Se attraverso l’alimentazione è possibile controllare i deficit alimentari e i potenziali rischi cardiovascolari o di altro genere, non è, invece, possibile ridurre significativamente i sintomi legati alla sindrome menopausale: vampate di calore, sudorazioni notturne, insonnia, ansia, irritabilità, alterazioni dell’umore, scarsità di memoria, riduzione della concentrazione e caduta del desiderio sessuale. Tuttavia, la dieta nella menopausa potrebbe coadiuvare positivamente la terapia farmacologica, garantendo un buon apporto di estrogeni vegetali, anche detti fitosteroli, utili all’abbassamento del livello di colesterolo e capaci di alleviare i suddetti sintomi. I fitoestrogeni sono ampiamente presenti nei legumi, soprattutto nella soia, per cui se ne consiglia il consumo, oltre a latte, yogurt, cereali, uova, olio extravergine d’oliva e frutta.



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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com

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