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In questa società light, zucchero o dolcificante?

Nella società attuale sempre più light, biscotti, gomme da masticare, bevande e yogurt sono frequentemente presenti nei supermercati nelle loro versioni light: questo significa che lo zucchero naturale è stato sostituito da dolcificanti (edulcoranti) ipocalorici, possibili in due versioni, naturali o artificiali.

  1. I dolcificanti naturali sono sorbitolo, xilitolo, mannitolo e fruttosio;
  2. I dolcificanti artificiali sono aspartame, acesulfame, saccarina e ciclamati.

I primi sono meno calorici del normale zucchero da cucina (saccarosio), fornendo 2,4 calorie al grammo contro le 4 del saccarosio e hanno un potere dolcificante simile. Per questo sono utilizzati in un numero sempre maggiore di alimenti ipocalorici. Inoltre non favoriscono lo sviluppo di carie, in particolare lo xilitolo, che proprio per questo troviamo spesso in prodotti per la salute dei denti e nelle gomme da masticare. Discorso a parte va fatto per il fruttosio il quale, pur avendo lo stesso apporto calorico del saccarosio, ha un potere dolcificante maggiore, per cui ne è sufficiente una quantità minore per rendere dolce l’alimento in questione. Sebbene siano di origine naturale e consentano un risparmio di calorie, l’uso eccessivo di tali dolcificanti naturali ha effetti lassativi.

I secondi sono nati inizialmente per i pazienti diabetici ma oggi trovano largo impiego in molti altri prodotti: assolutamente acariogeni, cioè non provocanti carie, hanno un potere dolcificante elevato, pari anche a 500 volte quello del saccarosio. Ecco perché sono preferiti nella produzione massiccia di alimenti dolci da parte delle industrie diet: ne è necessaria una piccola concentrazione per donare al prodotto finito il giusto grado di dolcezza, il quale  sarà, in questo modo, saporito ma quasi privo di calorie. In termini di bilanci industriali tale scelta rappresenta un risparmio economico e di risorse che non sempre, però, è positivo per la salute sulla quale, invece, non si dovrebbe mai tendere alla scelta più economica bensì esclusivamente a quella più salutare, costi quel che costi!

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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