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Il sonno: cos’è e le sue fasi

Arrivati alla sera, quando dopo una impegnativa giornata finalmente ci si abbandona al riposo notturno, il cervello recupera le energie perdute ed elabora le informazioni acquisite durante il corso della giornata. Dormire, così, è un’attività non solo essenziale per il benessere e la salute, ma anche di immagazzinamento ed elaborazione di informazioni: un buon sonno aiuta a migliorare la concentrazione, aumentare le energie e diminuire lo stress.

Di notte l’organismo si comporta in modo diverso rispetto a quanto fa di giorno: i ritmi metabolici rallentano, la temperatura interna diminuisce, l’attività degli enzimi si riduce, la frequenza cardiaca e la pressione si abbassano. Mette in atto, in questo modo, un circuito di azioni che mira al vero rilassamento fisico del corpo. Se da un lato, però, comporta il recupero delle energie, dall’altro il cervello continua attivamente le sue attività: durante la notte, infatti, il cervello non è completamente spento, anzi svolge una serie di azioni quali formare nuovi ricordi, consolidare i più vecchi e collegare quelli più recenti ai più remoti. L’area del cervello particolarmente attiva in questo senso è l’ippocampo, deputato alla creazione e al consolidamento della memoria. Durante il sonno notturno aumenta la creatività in quanto è in questo circoscritto momento che la mente riesce a compiere connessioni inusuali con risultati spesso sorprendenti.

Oltre a tutto ciò, il cervello, durante il sonno, si “ripulisce” eliminando le tossine e le scorie del metabolismo cellulare accumulate durante il giorno e per farlo non utilizza il sistema linfatico come il resto del corpo,  perché è  isolato dalla barriera ematoencefalica, piuttosto sfrutta un sistema chiamato “glinfatico”. La tempestiva rimozione dei rifiuti è indispensabile per evitare l’accumulo incontrollato di proteine tossiche, un fenomeno che si manifesta in tutte le patologie neurodegenerative. Il sistema glinfatico controlla il flusso del liquido cerebrospinale mediante l’azione delle cellule gliali; queste ultime, di notte, sembrano rimpicciolirsi e lo spazio interstiziale tra le cellule del cervello aumenta quasi del 60%, il che favorisce il flusso di liquido che aiuta a drenare le scorie.

Il sonno ha ancora un ulteriore aspetto strabiliante: quello che sembra essere un semplice riposo fisico, dimostra di essere cosa ben più complessa, caratteristica che si evidenzia in una vera e propria strutturazione del sonno.

Esso è distinto in diverse fasi, con diversi livelli di attività cerebrale: quattro di sonno non REM e un’ultima di sonno REM:

  • Durante la prima fase vi è la sonnolenza, i muscoli si rilassano e l’attività cerebrale rallenta. Nonostante ciò si è ancora in uno stato di sonno leggero, dal quale ci si può risvegliare facilmente;
  • Nella seconda fase la temperatura corporea, il battito cardiaco e quello respiratorio iniziano a rallentare progressivamente;
  • Durante la terza e la quarta fase si sprofonda in un sonno profondo in cui l’attività cerebrale mantiene un ritmo lento. È questo il momento in cui possono presentarsi parasonnie, come incubi o sonnambulismo.

Infine, sopraggiunge la fase REM, caratterizzata da rapidi movimenti degli occhi: il tono muscolare si riduce drasticamente, la respirazione e il battito cardiaco diventano irregolari. In questa fase i sogni sono più articolati, e per lo più costituiti da incubi e fantasia. Che essi siano dolci sogni o incubi, è possibile che vengano ricordati al risveglio se questo avviene proprio in questa fase.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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