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Il Melograno: etimologicamente mela ma in realtà molto di più

Il nome comune “melo-grano” affonda le radici nel latino “malum” e “granatum”, termini che in italiano rimandano rispettivamente alle parole “mela” e “con semi”. La traduzione letterale “mela con semi” esprime le caratteristiche strutturali del melograno, anche se non si può certo dire che somigli profondamente ad una mela.

Il suo frutto è ricco d’acqua, fibre, fruttosio, sali minerali, antiossidanti non vitaminici e non solo: non apporta colesterolo, contiene lattosio, glutine, istamina, purine e amminoacidi; è fonte di minerali, tra cui soprattutto il potassio e il fosforo, ma si osservano anche buone quantità di sodiomagnesio ferro, seppur poco biodisponibile, mentre lo zinco, il manganese e il rame sono presenti in tracce; infine è ricco di vitamina C. Tutte queste caratteristiche fanno sì che gli si attribuiscano miracolose proprietà curative e antiossidanti.

Le peculiarità, e la costituzione, rendono questo frutto molto versatile ed adattabile a diverse diete di corretta alimentazione o dimagranti. Le proprietà benefiche, però, sono da considerarsi per soggetti sani, eventuali controindicazioni all’utilizzo sono, infatti, riscontrabili in soggetti affetti da patologie metaboliche con base genetica molto forte, legate all’obesità o comunque preesistenti.

Il melograno, pur non contenendo livelli eccessivi di calorie, va limitato , soprattutto in forma di succo o spremuta, nella dieta contro l’obesità. Non solo, apportando prevalentemente fruttosio, troppo melograno potrebbe nuocere a chi soffre di diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia. D’altro canto, questo alimento è anche ricco di polifenoli e vitamine antiossidanti, ragion per cui può rappresentare un buon alleato contro lo stress ossidativo e nella terapia nutrizionale per migliorare la colesterolemia.

La presenza di fibre contribuisce a prevenire e curare la stipsi, oltre a modulare l’assorbimento intestinale (riduzione dell’assorbimento dei grassi, rallentamento della captazione degli zuccheri) e migliorare il senso di pienezza gastrica. In merito a quest’ultimo, è anche necessario ricordare che il fruttosio rappresenta il glucide meno efficacie nello stimolo metabolico di sazietà.

Delle sue proprietà, dopo lunghi dibattiti scientifici, si è giunti a conclusione, e quelle che gli si afferiscono senza alcun dubbio sono le seguenti:

  • Proprietà astringenti;
  • Proprietà antidiarroiche;
  • Proprietà antielmintiche e vermifughe;
  • Proprietà gastroprotettive;
  • Proprietà rinfrescanti per le gengive;
  • Proprietà diuretiche;
  • Proprietà antitrombotiche e antiallergiche.
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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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