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I cibi da non riscaldare nel microonde: un serio pericolo

Pratico e veloce, facile ed economico, il microonde ha conquistato le cucine italiane tanto da essere ormai presente in moltissime famiglie: da un lato semplifica la vita, permettendo di preparare un pasto in pochi minuti, e dall’altro consente una cottura più dietetica dei cibi, abolendo grassi e condimenti. Tutto vero, ma a patto di usarlo bene, soprattutto nelle pratiche che sembrano più semplici, quotidiane e ovvie, come riscaldare gli alimenti già cotti. C’è il rischio che si sviluppino batteri e microrganismi, soprattutto quando si riscaldano cibi già cotti o mal conservati. Gli Istituti di Ricerca Alimentare hanno individuato 5 alimenti a cui prestare particolare attenzione prima che siano riscaldati in microonde: pollo, riso, patate, funghi e spinaci.

 

Pollo
Il problema è dovuto all’elevata quantità di batteri presenti in questo tipo di carne cruda, come la Salmonella o il pericoloso Campylobacter, che solo il calore è in grado di rendere innocui. All’interno del forno, le microonde non penetrano in maniera uniforme in tutte le parti della carne: alcune zone si riscaldano prima e più di altre. Inoltre, le onde penetrano per circa due centimetri nella carne, se ci sono strati più profondi il riscaldamento avviene per induzione. Ecco perché sarebbe importante girare spesso la carne per assicurarsi una cottura o un riscaldamento uniforme o stendere le fette il più possibile sul piatto di cottura. Altra caratteristica che rende il pollo meno adatto di altre carni alla cottura nel microonde è la sua elevata densità di proteine: quando si scaldano, si scompongono in un modo tale che può creare problemi allo stomaco.

 

Riso
In questo caso a fare la differenza, più che la cottura, è il modo in cui il riso cotto viene conservatoIl riso può contenere un batterio chiamato Bacillus cereus che generalmente viene ucciso col calore, ma a volte produce delle spore tossiche e termoresistenti alle alte temperature. Lasciato esposto all’aria, per molte ore, a temperatura ambiente, i batteri possono moltiplicare e produrre sostanze velenose causanti diarrea e vomito. Il riscaldamento nel microonde non eliminerà queste sostanze.

 

Patate
Anche con le patate il problema non sta nel riscaldarle, ma in come si conservano dopo la cottura. Se si lasciano raffreddare a temperatura ambiente, le condizioni possono stimolare la crescita del Clostridium botulinum (il batterio del botulismo), soprattutto se sono state cotte e poi conservate nella carta alluminio che impedisce all’ossigeno di penetrare. Riscaldare le patate nel microonde non sempre uccide questi batteri.

 

Funghi
I funghi contengono proteine che possono essere facilmente distrutte dai microrganismi. Se conservati male si deteriorano velocemente e, quando riscaldati, possono indurre, dopo il loro consumo, dolori addominali. Se, invece, si conservano in frigo, per non più di 24 ore, generalmente non ci sono controindicazioni al loro riscaldamento a una temperatura di circa 70°C, quella di solito viene raggiunta all’interno dei forni a microonde.

 

Spinaci e altre verdure

Gli spinaci, così come altre verdure quali lattuga, bietola, cavolo, rapa e ravanelli, possono contenere alte concentrazioni di nitrati, a seconda di dove sono stati coltivati. I nitrati in sé sono innocui, ma possono diventare nitriti e poi composti organici (nitrosammine) potenziali cancerogeni. Queste sostanze possono influire sulla capacità del sangue di trasportare ossigeno e nei bambini causare una malattia nota come la “sindrome del bambino azzurro”.

È, dunque, difficile pensare di fare a meno di una strumentazione così prepotentemente entrata a far parte dell’uso quotidiano, ma non è mai troppo tardi per rettificare le proprie abitudini: la conservazione corretta dei cibi è il primo step verso la salute, dopo il quale, non da meno, vi è il coscienzioso utilizzo del microonde.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com

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