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QUANDO I GENITORI LITIGANO: spiegare ai bambini la separazione

Alcuni genitori pensano di proteggere i propri figli negando la crisi di coppia. Sicuramente per i bambini, qualche volta, può essere difficile comprendere perché gli adulti iniziano ad urlare per “sciocchezze” senza un apparente motivo, ma è importante ricordare che i nostri piccoli sono creature intelligenti. I bambini nascono con sistema cognitivo che fin da subito è in grado di entrare in relazione con le esperienze della vita. Un bambino viene al mondo con tutte le capacità necessarie per percepire e comunicare.

Detto questo capiamo che i nostri figli avvertono subito che si tratta di una questione “seria ed importante” e se  nessuno spiega loro cosa sta accadendo possono iniziare a pensare “Avrò fatto qualcosa di sbagliato” E’ colpa mia?”.  I bambini restano, poi, incastrati in questi cicli disfunzionali, e potrebbero non riuscire a gestire ed elaborare il senso di colpa, che può mettere radici e fare danno.

Non esiste un realtà così difficile che non possa essere spiegata, ovviamente in modo adeguato all’età. I bambini sono sempre coinvolti nella vita dei genitori, nel bene e nel male. Comprendere quello che sta accadendo aiuta i bambini a ritrovare la tranquillità.

Dobbiamo, quindi, considerare i bambini nella loro dimensione e parlargli di ciò che stanno provando.

Cerchiamo allora di comunicarlo nel modo giusto.

  1. SOSPENDIAMO IL CONFLITTO

In primo luogo cerchiamo di accordarci su cosa comunicare. Questo ovviamente implica la sospensione del conflitto: evitiamo di inondare i nostri figli con la rabbia che invece è rivolta verso il partner. Spieghiamo loro la realtà della situazione, ma non coinvolgiamoli in recriminazioni e dolori che invece riguardano la coppia e non devono assolutamente riguardare i piccoli.  Cerchiamo, inoltre, di avere già ben chiara quella che sarà la nuova routine quotidiana. Condividiamola con i bambini che potranno cosi essere rassicurati. Ciò contribuirà a diminuire l’ansia legata a “ciò che non si conosce”.

  1. USIAMO PAROLE SEMPLICI E CHIARE

Se ci sono più figli parliamone con tutti, insieme, ma concediamo ad ognuno di loro uno spazio individuale in modo da poter ascoltare le preoccupazioni personali.  E’ importante utilizzare parole semplici e adatte all’età e al livello di sviluppo dei bambini, lasciandoli esprimere tutti i loro dubbi e  perplessità, attraverso domande e chiarimenti. Occorre essere chiari e fermi nella spiegazione, esplicitando come la decisione è stata a lungo ponderata e non è possibile fare nulla per cambiare la situazione. Questo riduce nei bambini le fantasie riconciliatorie tra i genitori che, invece, non sono realizzabili. E’ inopportuno raccontare dettagli che i bambini non comprenderebbero appieno e che rischierebbero di confonderli.

  1. RIBADIAMO IL NOSTRO AMORE PER LORO

Il messaggio importante da comunicare, senza alcun tipo di giudizio, è che mamma e papà non riescono più ad andare d’accordo ed hanno bisogno di vivere separati, in due case diverse. Allo stesso tempo, però, cerchiamo di rassicurarli, garantendo loro che ci impegneremo ad andare d’accordo come genitori e che continueremo ad amarli come prima. Raccontiamo loro che l’amore tra marito e moglie può cambiare nel tempo, ma il nostro affetto nei loro confronti non verrà mai a mancare . Ciò che è importante ribadire, infine, a parole e con i fatti, è che, nonostante la separazione, si continua ad essere e a fare i genitori: questo messaggio deve essere spiegato sempre ai bambini, i quali non riescono a scindere il legame coniugale da quello genitoriale.

La separazione è un momento di cambiamento, critico e che di solito comporta l’elaborazione del “fallimento di un progetto” per l’intero nucleo familiare. Ma tutti noi, ancor di più i bambini, abbiamo la capacità di adattarci ai cambiamenti che, dopo un iniziale momento di difficoltà, possono comportare sviluppi più funzionali. Dopo la separazione i rapporti e la vita quotidiana possono migliorare. La fine della  convivenza può attenuare i conflitti legati alla condivisione della quotidianità.

 

Dott.ssa Marilena Palladino

Psicologa-Psicoterapeuta cognitivo Comportamentale

Dott.ssa Marilena Palladino
Dott.ssa Marilena Palladino
palladino.marilena1@gmail.com

Laureata con lode in "Psicologia dei Processi Cognitivi e Recupero Funzionale" presso la Seconda Università degli studi di Napoli. Successivamente si è avvicinata al percorso formativo della scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, approfondendo aspetti relativi alla psicopatologia generale e dell'età evolutiva, e ancora le tecniche di intervento psicoterapeutico cognitivo-comportamentali. Abilitata all'esercizio della professione di psicoterapeuta e iscritta al relativo Albo Professionale della regione Campania con numero progressivo 3784 in data 25/11/2008 ai sensi della Legge 18/2/89 ex art.7. Esercita la libera professione presso il proprio studio. Esperta in psicologia scolastica, svolge attività di consulenza rivolta a studenti nelle scuole primarie e secondarie.

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