[datetoday]
Servizio CUP

Aperto LUN - VEN
8:30 - 13:00 | 14:00 - 18:30


(+39) 081 0010202


App di Sanità Senza Problemi

L'App della buona sanità è arrivata!
Gratuita e disponibile per Android e iOS, smartphone e tablet!
Scaricala subito dal tuo Store!



fibra

Fibra: ruolo nel metabolismo di zuccheri e grassi

La fibra alimentare non ha funzione plastica o energetica, ma è fondamentale per la buona salute dell’intestino in quanto aumenta la massa fecale e la velocità di transito intestinale. In base al grado di solubilità può essere classificata come solubile e insolubile.

La fibra insolubile è contenuta soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e negli ortaggi, mentre quella solubile è presente soprattutto nei legumi e nella frutta, anche se alcuni prodotti vegetali contengono entrambi i tipi di fibra.

Principali alimenti ricchi in fibra
Legumi: fagioli, fave, ceci, lenticchie, piselli.
Cereali e derivati: pasta e pane integrali, orzo perlato.
Verdura e ortaggi: carciofi, cavoli, cicoria, carote, melanzane, barbabietole, funghi, agretti, finocchi.
Frutta fresca: pere, mele, fichi, banane, kiwi, lamponi, fichi d’India, ribes.
Frutta secca in guscio: noci, nocciole, mandorle.

Ruolo della fibra sul metabolismo di zucchero e grassi
Oltre ai ben noti effetti benefici che ha sull’intestino, la fibra alimentare è in grado anche di migliorare il controllo glico-metabolico (l’assorbimento degli zuccheri) e influenzare il metabolismo lipidico. I possibili meccanismi d’azione delle fibre sull’assorbimento degli zuccheri sembrano essere per le fibre solubili in acqua, la formazione a livello gastrointestinale, di soluzioni viscose che rendono più difficile il passaggio delle sostanze nutritive dal lume alla mucosa intestinale; mentre per le fibre idrolubili si presuppone che aumenti la velocità di transito intestinale con una riduzione del tempo di assorbimento. Il risultato è una riduzione della produzione di insulina che ha una grande importanza nella regolazione di fame e sazietà. Inoltre un consumo di 5-10g/die di fibre solubili viscose, quali pectine, beta glucani, mucillagini, diminuirebbe la concentrazione plasmatica di LDL attraverso la riduzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare a livello dell’ileo con l’aumento della sua escrezione fecale.

Quanta fibra?
Non esiste un vero e proprio fabbisogno minimo, ma è auspicabile un consumo giornaliero di almeno 25g/die di fibra alimentare derivante da cereali integrali, frutta e verdura. Tale indicazione scaturisce dal rapporto del 2003 dell’OMS che identifica in tale quantità l’effetto protettivo nei confronti dell’obesità. Recenti linee guida APTIII e AHA 2006 raccomandano un consumo di alimenti ricchi in fibra per un introito giornaliero pari a 30g.

è importante ricordare che:

  • Le fibre determinano un maggior senso di sazietà, soprattutto quelle idrosolubili, rallentando lo svuotamento gastrico.
  • Una porzione di verdura sotto forma di contorno o come passato di verdura o minestra, dovrebbe essere presente a ogni pasto; una porzione è indicativamente composta da 200g di verdura pesata a crudo e al netto degli scarti.
  • Mangiare due porzioni di verdura a cena non limita l’assorbimento di carboidrati e lipidi assunti a pranzo, non diminuisce l’indice glicemico del pranzo ed è un pasto insufficiente che porta ad un digiuno notturno più marcato dall’assenza di nutrienti utilizzabili per l’attività metabolica.
  • I legumi contengono buone quantità di fibra, proteine e carboidrati come raffinosio e stachiosio contenuti prevalentemente nelle bucce. Proprio la presenza di disaccaridi non digeribili può provocare fenomeni di meteorismo intestinale accompagnato da dolori e crampi addominali.
  • I soggetti con problemi gastrointestinali dovrebbero preferire legumi decorticati o passati con il passino per evitare il peggioramento della sintomatologia.
  • l’aumento del consumo di fibra, soprattutto di tipo insolubile, può essere utile per combattere la stitichezza.
  • Inoltre l’aumento del consumo di fibra dovrebbe essere graduato nel tempo e derivato da un più elevato consumo di alimenti ricchi di fibra (cereali, legumi, verdure e frutta), piuttosto che da supplementi o concentrati di fibra.
  • Verdura e frutta, devono essere di stagione, possibilmente acquistata da  coltivazione biologiche a Km 0.

Dott.ssa Eleonora Fiorillo

 

Dott.ssa Eleonora Fiorillo
Eleonora Fiorillo
eleonorafiorillo.bn@gmail.com

Laureata in Biologia (curriculum nutrizione) presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, ho svolto attività di ricerca sviluppando la tesi presso il centro INYTA (Instituto de Nutricion y Tecnologia de los Alimentos) dell’Università di Granada. La mia esperienza all’estero mi ha permesso di inserire nel mio percorso formativo oltre a discipline di base come fisiologia della nutrizione, dietetica, biochimica e chimica degli alimenti anche alcune più particolari come nutrizione sportiva, cancro e alimentazione, nutrizione enterale e parenterale. Successivamente alla laurea ho conseguito l’abilitazione alla professione di biologo, preso parte ad un progetto Europeo sulla nutrizione presso il Secondo Policlinico e continuato la mia formazione professionale con i corsi di Nutrizione Umana e di Alimentazione per lo sportivo della Scuola di Nutrizione Salernitana. Attualmente svolgo come attività privata la professione di nutrizionista e data la mia passione per la nutrizione clinica, oltre a ciò, faccio volontariato presso l’ambulatorio di diabetologia e cura dell’obesità dell’Azienda Ospedaliera Monaldi.

Nessun commento

Lascia un commento