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E. coli: fisiologico o patologico?

Escherichia coli (E. coli) è un batterio appartenente alla classe dei “coliformi”, microrganismi ubiquitari dell’intestino di molte specie, compreso l’uomo, ed estremamente diffuso in ambiente o in acqua.

Nell’intestino umano albergano diversi ceppi di questo batterio ma tutti non patogeni, quindi specie che cooperano nel mantenimento omeostatico della flora intestinale. In alcuni casi, però, l’ingestione di bevande o cibi contaminati di ceppi di E. coli patogeni fa sì che tali batteri prendano il sopravvento e pongano l’organismo in una condizione di alterazione del microbioma intestinale, facendolo sfociare in condizioni patologiche più o meno gravi.

Nella maggior parte dei casi, i disagi causati da un’infezione intestinale da parte di E. coli si limitano a una diarrea che si risolve da sola in pochi giorni, senza che sia necessario attuare terapie farmacologiche.

In una minoranza di casi può succedere che ad alterare l’equilibrio intestinale sia un ceppo più violento e lesivo: essi possono causare problemi di salute ai quali si risponde con un ricovero in ospedale, soprattutto quando a esserne interessati sono bambini o anziani aventi difese immunitarie meno forti. Il ceppo responsabile della potente perturbazione a carico di questi delicati soggetti spesso è dovuto al ceppo identificato come E. coli O157:H7. Tale infezione può portare a complicazioni quali la sindrome uremica, una condizione molto critica e potenzialmente letale se non gestita tempestivamente in modo appropriato, caratterizzata da insufficienza renale acuta, anemia emolitica, ossia causata da un’eccessiva degradazione dei globuli rossi, e trombocitopenia, ovvero diminuzione drastica del numero di piastrine con conseguente deficit della coagulazione del sangue.

Riconoscere i sintomi di un’infezione intestinale da E. coli è abbastanza semplice quando sono coinvolti i ceppi più aggressivi “emolitici”, mentre se la forma di diarrea e i disturbi associati sono lievi o moderati può essere anche impossibile distinguerli da quelli determinati da gastroenteriti dovute ad altre cause, come virus della famiglia dei rotavirus, comuni infezioni tra i bambini dai 6 mesi ai 5 anni, o altri batteri all’origine di tossoinfezioni alimentari, quali salmonellosi, listeriosi, colera, gastroenterite da Anisakis ecc.

I discriminanti tra i vari casi possono essere le caratteristiche dei segni e sintomi dell’affezione patologica quali diarrea, acquosa e più o meno profusa, malessere e gonfiore addominali, nausea e vomito, o anche sintomi extra-intestinali quali febbre, apatia, sonnolenza, confusione mentale, disturbi motori ecc.

 In genere, se si tratta di un’infezione da E. coli, il periodo di incubazione è, in media, di 3-4 giorni. mentre se il malessere gastrointestinale insorge nei mesi successivi alla potenziale esposizione,nei mesi tra novembre e marzo e si accompagnano a sintomi simil-influenzali, con ogni probabilità si tratterà di una forma virale a trasmissione oro-fecale.

I test che possono essere eseguiti per la diagnosi sono test su feci, ricerche di tossine, proteine o antigeni specifici, ezzi tramite i quali si può anche discriminare tra una infezione batterica o virale.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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