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Coronavirus: dopo la SARS un nuovo pericolo

Negli ultimi giorni una preoccupante notizia si sta diffondendo e parte dalla lontana Cina: le autorità sanitarie della Cina comunicano che, a causa del nuovo coronavirus identificato, sono morte almeno sei persone e ci sono oltre 300 casi di infezioni segnalati da diverse città cinesi.

I decessi riconducibili al virus, che causa un tipo piuttosto aggressivo di polmonite, si sono per lo più verificati a Wuhan, area urbana di 11 milioni di persone nella Cina centrale, dove alla fine dello scorso anno erano stati segnalati i primi casi da coronavirus.

I coronavirus sono un tipo di virus appartenente alla famiglia Coronaviridae e utilizzano l’RNA come materiale genetico. L’RNA (acido ribonucleico) è una versione “semplificata” del DNA ma assolve al medesimo scopo di codificare e trasmettere le informazioni genetiche. I coronavirus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio come piccoli globuli contornati da tante punte che ricordano quelle di una corona. Una volta legati alle cellule ospiti, i virus rilasciano il loro RNA modificando il comportamento della cellula, innescando una risposta immunitaria nell’organismo infettato, che cerca in questo modo di sbarazzarsi del virus.

I coronavirus sono piuttosto diffusi tra diverse specie di mammiferi e uccelli: infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinale, causando sintomi di vario tipo. In alcuni casi questi virus riescono a passare agli esseri umani, con sintomi che variano a seconda delle loro caratteristiche.

Viene semplicemente definito “nuovo coronavirus” un coronavirus da poco identificato le cui caratteristiche non sono ancora completamente note. Quello scoperto in Cina è stato per ora chiamato 2019-nCoV dove il numero “2019” indica l’anno di identificazione. La sindrome acuta respiratoria grave (SARS, dalla definizione inglese “Severe Acute Respiratory Syndrome”) è probabilmente la malattia più conosciuta legata a un coronavirus. Il virus che la causa fu identificato tra il 2002 e il 2003 e porta a un’infezione diffusa sia nel tratto superiore sia in quello inferiore del sistema respiratorio. Nel 2003 furono registrati circa 8 mila casi di SARS e si stima che il 10% dei pazienti infettati dal virus sia morto a causa di successive complicazioni. Anche la sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (MERS, dall’inglese “Middle East Respiratory Sindrome”) è causata da un virus con alcune somiglianze con quello della SARS e con il nuovo coronavirus scoperto in Cina.

Quando viene scoperto un nuovo virus, la possibilità di avere in tempi brevi un vaccino è estremamente remota. Anche se ci sono stati notevoli progressi nelle tecniche per svilupparli, i vaccini richiedono anni di ricerche prima di essere pronti e disponibili. Nel caso di 2019-nCoV, non si conosce ancora quanto sia effettivamente aggressivo e in grado di trasmettersi tra gli uomini, quindi, in questa prima fase, l’obiettivo è esclusivamente cercare di contenerlo il più possibile, evitando che si diffonda globalmente. La prevenzione, attraverso il monitoraggio delle infezioni e i luoghi in cui si sono verificate, è alla base dei sistemi per prevenire la diffusione. L’isolamento dei malati in aree protette dei reparti di malattie infettive e il controllo di ogni caso sospetto, negli ospedali come nelle cliniche di comunità (ambulatori, studi medici), sono la prima risorsa per contenere il virus.

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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com
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