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Acqua naturale o frizzante? Scegliere con criterio

L’acqua è l’unica bevanda naturale a 0 calorie, gassata o naturale che sia.

C’è chi è convinto, erroneamente,  che l’ acqua gassata sia più dissetante di quella naturale, una convinzione che deriva unicamente dall’effetto delle bollicine di gas disperso in acqua sulle papille gustative: le bollicine solleticano le papille gustative e stimolano i recettori del gusto fino quasi ad  anestetizzarli donando al palato una prolungata sensazione di aver placato la sete e e di freschezza.

Per capacità di idratazione e apporto calorico, pari a zero calorie, l’acqua frizzante, cioè quella naturalmente frizzante, è uguale all’acqua naturale. Non a tutti, però, è consigliato bere acqua frizzante: quando il corpo è maggiormente soggetto a disidratazione e perdita di sali per via del sudore, come accade in estate,  l’acqua gassata, contenente anidride carbonica, seppur  piacevole al gusto, potrebbe provocare disturbi in persone che soffrono di dilatazione gastrica e gonfiore addominale e quindi recare più danni che benefici.
In genere, se si devono assumere tanti liquidi, è consigliato bere acqua naturale, anche più dei due litri raccomandati al giorno. Bere ogni tanto acqua frizzante, alternandola all’acqua naturale, non fa sicuramente male e può aiutare in caso di difficoltà a digerire e pesantezza allo stomaco.
Sulle confezioni d’acqua, le  etichette riportano le proprietà e il contenuto di sali minerali di quella specifica acqua imbottigliata a partire dal residuo fisso, un valore che esprime la durezza e la quantità di sodio presente. Con un residuo fisso inferiore a 50 milligrammi per litro (mg/l), l’acqua naturale o frizzante è definita “ leggera” in quanto molto povera di  sodio e sali minerali e pertanto è indicata per stimolare la diuresi. Le acque oligominerali, cioè quelle che presentano poco sodio e pochi sali minerali hanno un residuo fisso non superiore a 500 mg/l e  sono ottime da bere ogni giorno, ma se superano tale valore vanno consumate con limitazione a seconda dei sali minerali presenti (calcio, zolfo, ferro, bicarbonato, magnesio, eccetera) e comunque vanno alternate ad acque oligominerali. Infine, se il residuo fisso dell’acqua supera i 1500 mg/l si parla di acque curative che dovrebbero essere assunte su indicazione medica vista l’elevata presenza di sali minerali.
In funzione di ciò l’acqua andrebbe scelta con cognizione di causa adattandola al proprio stato di salute:
  • chi soffre di calcolosi renale o renella è opportuno che beva acqua oligominerale leggera che possa diluire l’urina e prevenire la formazione di calcoli;
  • chi soffre di osteoporosi potrebbe puntare su acque ricche in calcio senza, però, fare totale affidamento all’acqua come fonte di questo minerale;
  • chi è soggetto a ritenzione idrica dovrebbe bere acqua povere di sodio;
  • chi ha problemi al fegato dovrebbe, in linea generale, solo idratarsi molto spesso, al di là del tipo di acqua;
  • infine, per chi accusa stanchezza, dal momento che spesso, ma non sempre, può essere dovuta a disidratazione o squilibri idroelettrolitici, cioè di sali minerali come potassio, sodio o magnesio, è consigliato bere acque ricche di sali minerali.


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Dott.ssa Biologa Minicone Sara
sara.minicone@gmail.com

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