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	<title>Medicina | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>CHECK UP la cultura della prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sanità Senza Problemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 07:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div      class="vc_row wpb_row section vc_row-fluid " style=' text-align:left;'><div class=" full_section_inner clearfix"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">In ambito medico, il termine &#8220;<strong>check-up</strong>&#8221; indica un iter di esami e test diagnostici, che permettono di valutare in modo approfondito lo stato di salute generale di una persona.<br />
I check-up medici comprendono esami di ogni tipologia e complessità, e sono fondamentali nell&#8217;ambito della diagnosi e del trattamento precoce di gravi malattie nonché della loro prevenzione.</p>
<section class="sal-widget-section sal-mBottom5x">
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Cosa s’intende per Check-up?</h3>
<p>Un <strong>check-up</strong> è un programma di esami e test diagnostici, eseguito su indicazione di un medico, il cui scopo è valutare in modo approfondito lo stato di salute generale di una persona.</p>
<p>Di solito, gli individui a cui i medici consigliano un check-up sono soggetti che, complice l&#8217;età o il sesso, sono a rischio di determinate patologie o alterazioni delle normali funzioni fisiologiche dell&#8217;organismo.</p>
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<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">A Cosa Serve un Check-up?</h3>
<p>I principali obiettivi di un check-up sono:</p>
<ul>
<li>Individuazione dei possibili <strong>fattori di rischio per alcune patologie</strong> (per esempio: fattori di <strong>rischio cardiovascolare</strong>);</li>
<li><strong>Diagnosi precoce</strong> di malattie che in fase iniziale sono silenti o producono sintomi aspecifici.<br />
Una diagnosi precoce di malattie con queste caratteristiche permette di rallentare il decorso delle stesse, di curarle con maggiori probabilità di successo, di evitare la loro degenerazione in complicanze ecc.;</li>
<li><strong>Prevenzione</strong> delle patologie tipiche di una certa età, di un determinato sesso o di una particolare categoria di persone.</li>
</ul>
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<h2 class="sal-mBottom2x sal-widget-title sal-section-heading toc-content-title">Esami</h2>
<p>La parola &#8220;check-up&#8221; comprende esami e test clinici di ogni tipologia: dai semplici questionari relativi alla <strong>storia clinica</strong> e <strong>familiare</strong> sino agli <strong>esami strumentali</strong> più complessi e ai cosiddetti <strong>test di <em>screening</em></strong>, passando per i <strong>controlli del sangue</strong>, <strong>delle urine</strong>, delle <strong>capacità visive</strong> e <strong>uditive</strong> ecc.</p>
<p>Ecco di seguito, riportati in modo abbastanza schematico, i più importanti controlli di check-up e il motivo per cui si eseguono.</p>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Analisi del Sangue</h3>
<p>Conosciute come <strong>esami ematochimici</strong>, le <strong>analisi del sangue</strong> sono test quantitativi di sostanze presenti a livello sanguigno, che forniscono informazioni relative allo stato di salute generale dell&#8217;individuo e, in alcuni casi, di alcuni suoi specifici organi.</p>
<p>Tra gli esami ematochimici più comuni, sono da segnalare:</p>
<ul>
<li><strong>Esame dei trigliceridi</strong> (o <strong>trigliceridemia</strong>). I livelli di trigliceridi nel sangue contribuiscono a decifrare il rischio di malattie cardiovascolari, come ictus, infarto del miocardio, aterosclerosi, coronaropatia ecc.</li>
<li><strong>Esame del colesterolo</strong> (o <strong>colesterolemia</strong>). Serve a quantificare il livello di &#8220;colesterolo buono&#8221; (o HDL) e di &#8220;colesterolo cattivo&#8221; (LDL) in un&#8217;ottica di rischio cardiovascolare.</li>
<li><strong>Glicemia</strong>. È una misura dei livelli di glucosio nel sangue; è fondamentale nell&#8217;individuazione di una patologia come il diabete mellito.</li>
<li><strong>Emocromo</strong>. È una conta e, in alcuni casi, anche una misura dimensionale delle cellule ematiche, quali globuli rossi, leucociti (globuli bianchi) e piastrine.</li>
<li><strong>Sideremia</strong>. È una misura dei livelli di ferro; è utile nell&#8217;identificazione delle carenze di questo minerale.</li>
<li><strong>Azotemia</strong>. È la quantificazione dei livelli di azoto nel sangue; è un indicatore della salute renale.</li>
<li><strong>Creatininemia</strong>. È una misura della creatinina ematica, un indicatore dello stato di salute dei reni.</li>
<li><strong>Uricemia</strong>. È la quantificazione dei livelli ematici di acido urico; è un indicatore dello stato di salute dei reni e del rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari.</li>
<li><strong>Transaminasi</strong>. I livelli ematici di transaminasi permettono una valutazione della funzionalità epatica.</li>
<li><strong>Gamma-GT</strong> (<strong>Gamma Glutamil Transferasi</strong>). La misura di questo enzima rappresenta un indicatore dello stato di salute del fegato.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Esame delle Urine</h3>
<p>Innanzitutto, l&#8217;<strong>esame delle urine </strong>fornisce informazioni in merito allo stato di salute e al funzionamento dell&#8217;<strong>apparato urinario</strong>; per esempio, potrebbe rivelarsi utile nella diagnosi di un&#8217;infezione a carico dei reni o di un altro componente dell&#8217;apparato escretore.</p>
<p>In secondo luogo, l&#8217;esame delle urine permette di valutare l&#8217;efficienza di trattamenti per condizioni quali <strong>diabete</strong>, <strong>ipertensione</strong> o <strong>malattie epatiche</strong>.</p>
<p>Infine, l&#8217;esame delle urine rappresenta un indicatore dello <strong>stato di salute generale</strong> dell&#8217;individuo.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Misurazione della Pressione Arteriosa</h3>
<p>La <strong>misurazione della pressione arteriosa</strong> permette di rilevare anomalie pressorie, quali la <strong>pre-ipertensione</strong>, l&#8217;<strong>ipertensione</strong> e l&#8217;<strong>ipotensione</strong>.</p>
<p>Particolarmente importante è l&#8217;ipertensione, una condizione silente associata a rischio di <strong>malattie cardiovascolari</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Elettrocardiogramma</h3>
<p>Indolore e per nulla invasivo, l&#8217;<strong>elettrocardiogramma</strong> permette di analizzare l&#8217;attività elettrica del cuore; pertanto, è un esame utile allo studio della funzionalità cardiaca.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Ecocolordoppler</h3>
<p>Noto anche ecodoppler, l&#8217;<strong>ecocolordoppler</strong> è un esame ecografico non invasivo, che permette di analizzare il flusso ematico all&#8217;interno dei vasi arteriosi e venosi.</p>
<p>Questa metodica diagnostica è utile nell&#8217;individuazione di <strong>occlusioni od ostruzioni vascolari</strong>, nel rilevamento di fenomeni trombotici (es: <strong>trombosi venosa profonda</strong>) e dell&#8217;identificazione di condizioni particolari, quali per esempio gli <strong>aneurismi</strong> o l&#8217;<strong>insufficienza venosa</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Visita Oculistica</h3>
<p>Importante per gli individui over-40, la <strong>visita oculista</strong> serve a individuare per tempo patologie oculari tipiche dell&#8217;età adulta, come <strong>presbiopia</strong>, <strong>cataratta</strong> e <strong>degenerazione maculare senile</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Visita Otorinolaringoiatrica</h3>
<p>Indicata alle persone over-40, la <strong>visita otorinolaringoiatrica</strong> indaga le capacità acustiche del paziente, evidenziando un&#8217;eventuale <strong>calo dell&#8217;udito </strong>dovuto all&#8217;età, e stabilisce se è il caso o meno di ricorrere a un supporto uditivo (es:<strong> apparecchio acustico</strong>, <strong>impianto cocleare</strong> ecc.).</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Visita Odontoiatrica</h3>
<p>Una <strong>visita odontoiatrica</strong> periodica consente di monitorare la <strong>salute dei denti e delle gengive</strong>.<br />
Il benessere del cavo orale è importante non solo per salvaguardare la dentatura, ma anche per ridurre il rischio di <strong>disturbi cardiaci</strong>; esiste, infatti, una correlazione tra la cattiva salute dentale e le <strong>cardiopatie</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Ecografia Addominale</h3>
<p>Indolore e per nulla invasiva, l&#8217;<strong>ecografia addominale </strong>consente di osservare organi e strutture anatomiche contenute nell&#8217;addome (quindi, fegato, milza, reni, grossi vasi ecc.) e di individuarvi eventuali anomalie (es: tumori, stenosi, cisti ecc.).</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Controllo Dermatologico dei Nei</h3>
<p>Un <strong>controllo dermatologico periodico dei nei</strong> è fondamentale nell&#8217;individuazione precoce dei <strong>tumori maligni della pelle</strong>.<br />
Questo esame è particolarmente indicato alle persone con una pelle chiara e sensibile, e a chi trascorre molte ore al sole.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Ricerca Sangue Occulto nelle Feci, Rettosigmoidoscopia e Colonscopia</h3>
<p>La <strong>ricerca di sangue occulto nelle feci</strong>, la <strong>rettosigmoidoscopia</strong> e la <strong>colonscopia</strong> sono tre indagini finalizzate alla diagnosi precoce del tumore al colon-retto.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata)</h3>
<p>La <strong>MOC</strong> (o <strong>mineralometria ossea computerizzata</strong>) misura i livelli di calcio e altri minerali nelle ossa dello scheletro umano, fornendo un parametro noto come densità minerale ossea (BDM); la densità minerale ossea è un indicatore della resistenza delle ossa alle fratture e, in ambito clinico, è utile ai fini della diagnosi di osteoporosi e osteopenia, due condizioni tipiche dell&#8217;età avanzata.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Visita Ginecologica ed Ecografia Pelvica</h3>
<p>Nelle donne, la <strong>visita ginecologica</strong> periodica combinata all&#8217;<strong>ecografia pelvica </strong>è fondamentale per valutare e monitorare dello stato di salute generale dell&#8217;apparato genitale femminile (quindi canale vaginale, cervice uterina, utero, ovaie ecc.), prima della menopausa (età fertile), durante la menopausa e dopo la menopausa.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Pap-test, HPV DNA test e Colposcopia</h3>
<p><strong>Pap-test, HPV DNA test e colposcopia</strong> sono gli esami che, nella donna, servono all&#8217;individuazione precoce del tumore della cervice uterina; per la precisione, il Pap-test e l&#8217;HPV DNA test sono le indagini di <em>screening</em> di primo livello, mentre la colposcopia è quella di secondo livello.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Mammografia</h3>
<p>La <strong>mammografia</strong> è l&#8217;esame radiologico per l&#8217;identificazione precoce del tumore al seno nelle donne che hanno superato i 50 anni.</p>
<h3></h3>
<h3 class="sal-section-subheading sal-mBottom2x">Esplorazione Rettale Digitale e Dosaggio del PSA</h3>
<p>L&#8217;<strong>esplorazione rettale digitale </strong>e il <strong>dosaggio del PSA</strong> sono, rispettivamente, l&#8217;esame clinico e il test di laboratorio che, nell&#8217;uomo, sono di supporto alla diagnosi precoce del tumore alla prostata.</p>
</section>
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		<title>Fibroscan: il nuovo passo per conoscere il fegato</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/fibroscan-il-nuovo-passo-per-conoscere-il-fegato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 07:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">Il <strong>fibroscan</strong> è una tecnica di diagnostica per immagini utile a <strong>quantificare la fibrosi epatica</strong>, cioè è capace di studiare il fenomeno di <strong>cicatrizzazione</strong> che consegue malattie come l’epatite virale e che può portare alla cirrosi epatica. Tale indagine, definita anche <strong>elastografia</strong> <strong>epatica</strong>, è eseguita grazie ad un apparecchio costituito da una <strong>sonda ad ultrasuoni</strong>, simile a quella dei comuni ecografi, montata su un sistema vibrante che applicata sulla cute del torace, in corrispondenza del lobo destro del fegato, emette una vibrazione meccanica che viaggia all’interno del fegato con una velocità diversa a seconda che l’organo sia sano o che ci siano fibrosi e/o cirrosi, che rendono più duri i tessuti. Dunque, l’impulso genera la propagazione di <strong>un’onda elastica</strong> attraverso il fegato, la cui velocità, misurata per mezzo degli ultrasuoni, è direttamente correlata alla sua rigidità dipendente dalla quantità di fibrosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La sonda è collegata a un computer che calcola la velocità con cui le vibrazioni meccaniche raggiungono il fegato e le converte in un numero tradotto in <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/"><strong>stato di salute del fegato</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’area di indagine è molto grande se confrontata a quella di una tipica biopsia: è una sezione cilindrica di 4 cm di lunghezza e 1 cm di diametro, circa 100 volte più grandi di un campione prelevato tramite biopsia. In questo modo aumenta la superficie per lo studio, la rappresentatività del campione nonché l’accuratezza del risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad ora per avere le informazioni specifiche sullo stato di salute del fegato era necessario procede con una <strong>biopsia</strong>, con il fibroscan, invece, si fa un lungo passo in avanti verso una tecnica indolore, non invasiva e ripetibile svariate volte.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esame può essere prescritto a qualsiasi malato che soffra di una patologia epatica che esponga un rischio di fibrosi e di cirrosi. Nonostante ciò, non può essere eseguito in soggetti con <strong>ascite</strong>, caso in cui la cirrosi è già conclamata, e nelle donne in gravidanza. Inoltre, può rivelarsi complicato in soggetti con importante sovrappeso e con spazi intercostali stretti, caratteristica puramente congenita e soggettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"> Attualmente il fibroscan non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale perché ancora “molto giovane” per cui anche il costo è piuttosto elevato, s’aggira intorno a cifre pari o superiori a 100 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si volessero passare in rassegna gli aspetti positivi e benefici di questa tecnica rispetto alla “vecchia” biopsia, si possono menzionare delle caratteristiche ben precise: il fibroscan non è invasivo, né doloroso ma è ugualmente <strong>affidabile</strong>; può essere <strong>ripetuto</strong> frequentemente; offre risultati <strong>oggettivi</strong>, che non dipendono dall’esperienza dell’operatore; è <strong>rapido</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’evidenza di tutti questi vantaggi, la <strong>biopsia</strong> resta la scelta preferenziale per la diagnosi iniziale, per valutare il grado di morte delle cellule del fegato (<strong>necrosi</strong>), o per capire la quantità di grasso presente nell’organo. La nuova tecnica più che a sostituire la precedente, mira a limitarne l’uso in tutti quei casi di fibrosi in cui bisogna determinare il grado della malattia, la sua progressione nel tempo, l’eventuale miglioramento del disturbo dovuto alle cure.</p>
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		<title>Aloe: uno sguardo più da vicino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 07:15:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aloe è una pianta anticamente definita “magica”, utilizzata tutt’oggi per le sue molteplici proprietà tra le quali si annoverano quelle antinfiammatorie, depuratici e nutrienti. L’estratto delle sue foglie è un succo denso e gelatinoso, piuttosto concentrato di principi attivi responsabili delle sue proprietà: i primi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>L&#8217;aloe</strong> è una pianta anticamente definita “magica”, utilizzata tutt’oggi per le sue molteplici proprietà tra le quali si annoverano quelle <strong>antinfiammatorie</strong>, <strong>depuratici</strong> e <strong>nutrienti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L’estratto delle sue foglie è un succo denso e gelatinoso, piuttosto concentrato di principi attivi responsabili delle sue proprietà: i primi costituenti sono i <strong>mucopolisaccaridi</strong>, degli zuccheri complessi ai quali è riconducibile la proprietà gastroprotettrice, in quanto capaci di aderire allo stomaco e formare una sorta di pellicola che offra protezione nei confronti di acidi o agenti irritanti potenzialmente lesivi per le parati gastriche. I mucopolisaccaridi vantano una potenzialità straordinaria anche nello <strong>stimolare</strong> il <strong>sistema immunitario </strong>dell&#8217;organismo, proteggendolo da eventuali attacchi di agenti patogeni. Agendo ancora lungo il tratto gastrointestinale, si sposta più giù la sua azione andando a ripristinare la funzionalità dell&#8217;intestino pigro, svolgendo un&#8217;azione riequilibrante del pH e della flora batterica, utile nei casi di stitichezza e diarrea. Per questi motivi il <strong>succo di aloe</strong> è indicato in caso di gastrite, colite, intestino irritabile, ulcera, e per qualsiasi infiammazione delle mucose.</p>
<p style="text-align: justify">Altri componenti fondamentali sono i polisaccardidi derivati dal mannosio, ovvero i <strong>glucomannani</strong>, dalle proprietà <strong>cicatrizzanti</strong> e <strong>riepitelizzanti,</strong> oltre che <strong>attivanti</strong> i <strong>macrofagi</strong>, quindi, in generale, il sistema immunitario di cui i macrofagi stessi fanno parte, e <strong>stimolanti</strong> la <strong>rigenerazione</strong> <strong>cellulare</strong>, migliorando così cartilagini e articolazioni. Infine nell’aloe è presente anche una componente steroidea: gli <strong>steroidi</strong>  esercitano un’azione antinfiammatoria, simile a quella esercitata dai farmaci di sintesi a base steroidea, frequentemente utilizzati nelle malattie reumatologiche di origine autoimmune, ma, in quanto pianta naturale è priva di tutti gli effetti collaterali tossici che, invece, le sostanze chimiche dei farmaci hanno.  È per questo che l&#8217;assunzione del succo d&#8217;aloe favorisce la <strong>disintossicazione</strong> dell&#8217;organismo ed è in grado di attuarla sia nei confronti di tossine esogene, provenienti quindi dall&#8217;ambiente esterno all’organismo, introdotte per via orale o respiratoria, che da quelle endogene, come i prodotti di scarto del metabolismo, aiutando così il fegato nel suo prezioso compito di depurare l’organismo. Ultimi costituenti degni di nota sono i <strong>minerali</strong> quali acido folico, manganese e selenio responsabili dell’apporto di ossigeno ai tessuti e di una migliore irrorazione del sangue.</p>
<p style="text-align: justify">L’analisi dei suoi costituenti fondamentali fa sì che l’aloe non venga apprezzata solo come meravigliosa pianta da giardino, ma rappresenti un vero toccasana per l’intero organismo.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/aloe-uno-sguardo-piu-da-vicino/">Aloe: uno sguardo più da vicino</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Lupus: patologia multifattoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>l lupus eritematoso sistemico (LES), comunemente conosciuto solo come lupus,  è una patologia a carattere  cronico e autoimmune, dovuta ad una attivazione incontrollata e spropositata del sistema immunitario con conseguente infiammazione dei tessuti dell’organismo. Tale processo può interessare qualsiasi organo e apparato, determinando sintomi e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">l lupus eritematoso sistemico (LES), comunemente conosciuto solo come lupus,  è una patologia a carattere  <strong>cronico</strong> e <strong>autoimmune</strong>, dovuta ad una attivazione incontrollata e spropositata del sistema immunitario con conseguente infiammazione dei tessuti dell’organismo.</p>
<p style="text-align: justify">Tale processo può interessare qualsiasi organo e apparato, determinando sintomi e quadri clinici caso-specifici. In linea generale, si stima che le più colpite siano le donne con un rapporto di 9 a 1 rispetto ai maschi. Oltre al caso, il lupus sembra interessare soggetti aventi una certa <strong>predisposizione</strong> <strong>genetica</strong>, che non sembra, però, almeno per gli studi sino ad ora condotti, ereditaria, tant’è vero che raramente interessa più membri di una  stessa famiglia.</p>
<p style="text-align: justify">Il lupus è una malattia talmente complessa e avente diverse sfaccettature che è difficile individuare un’unica causa: <strong>l’eziopatogenesi</strong> è, dunque, <strong>multifattoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ad innescare la malattia contribuiscono una combinazione di  <strong>fattori genetici</strong>,  <strong>ambientali</strong> (esposizione al sole, infezioni, stress importanti, farmaci) e <strong>ormonali</strong>, che concorrono all’iperattivazione del sistema immunitario alla base della malattia. Nei soggetti affetti il sistema immunitario, difatti, produce non solo anticorpi dalla funzione protettrice nei confronti degli agenti estranei, ma anche anticorpi in eccesso che attaccano le cellule e i tessuti sani dell’organismo stesso, divenendo così <strong>autoanticorpi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">A secondo del primo organo o tessuto colpito, gli iniziali sintomi possono essere diversi:  quelli più comuni sono stanchezza e  malessere generale, febbre intermittente o continua, calo di peso e perdita dell’appetito; in seguito i sintomi specifici sono delle <strong>manifestazioni cutanee e articolari</strong>. In particolare, le  manifestazioni cutanee possono essere <strong>eritemi</strong>, spesso a livello del naso e delle guance,  <strong>fotosensibilità</strong>, <strong>ulcerazioni</strong> delle mucose del naso e della bocca. Per quanto concerne i dolori articolari questi vanno dall’essere lievi e migranti a intensi e associati a gonfiore delle articolazioni interessate. Il coinvolgimento ultimo riguarda gli organi: possono verificarsi pleurite, pericardite, disfunzioni renali o del sistema nervoso centrale con disturbi della memoria, problemi della visione, attacchi ischemici, cambiamenti nel comportamento.</p>
<p style="text-align: justify">La diagnosi non è cosa semplice in quanto non esiste un <strong>test specifico</strong> utile a certificare da solo la presenza della malattia; la sua individuazione riguarda la combinazione di dati clinici e di laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify">Così come per la diagnosi, purtroppo anche la <strong>cura</strong> non è ben definita: le terapie dipendono dai sintomi e dalla loro gravità, ciò che mira a fare è ottenere la remissione della malattia, prevenire eventuali riattivazioni ed evitare o minimizzare il danno d’organo e le sue complicazioni.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/lupus-patologia-multifattoriale/">Lupus: patologia multifattoriale</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Test rapido o sierologico? Conosciamo la loro differenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 07:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2020 è un anno che rimarrà nella storia, di cui si sentirà parlare per anni e di cui si leggerà nei prossimi libri di storia, purtroppo, però, non per una grossa conquista o scoperta, piuttosto per una epidemia che ha coinvolto il mondo intero,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il 2020 è un anno che rimarrà nella storia, di cui si sentirà parlare per anni e di cui si leggerà nei prossimi libri di storia, purtroppo, però, non per una grossa conquista o scoperta, piuttosto per una <strong>epidemia</strong> che ha coinvolto il mondo intero, una <strong>pandemia</strong>, dovuta a un virus noto col nome di <strong>Covid-19</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">È stata una patologia <strong>dall’alto tasso di infettività</strong> a causa della sua facile trasmissione per via aerea che ha mietuto milioni di vittime in tutto il mondo. Dopo una partenza improvvisa alla fine del 2019 in Asia e un avvento ad inizio 2020 nel resto del mondo, ancora oggi, a metà 2020 sembra non attenuarsi radicalmente ovunque in maniera uniforme.</p>
<p style="text-align: justify">La comunità scientifica, ovviamente, non è rimasta a guardare l’avanzamento dell’epidemia inerme, si è prodigata, ed è ancora all’opera, per trovare un <strong>vaccino</strong> utile all’emarginazione di questa infezione.</p>
<p style="text-align: justify">Mentre ciò avviene, la popolazione viene esaminata per distinguere casi di <strong>portatori</strong> <strong>non</strong> <strong>sintomatici,</strong> ma quindi <strong>vettori</strong> del virus, dai soggetti che hanno avuto la malattia ma in maniera latente o poco riconoscibile nei quali si ritroveranno gli <strong>anticorpi</strong> che l’organismo avrà costruito per la propria difesa, dai soggetti, infine,  mai entrati in contatto con il virus. A tal proposito su tutto il territorio, almeno italiano, stanno svolgendosi test su sangue di tipo <strong>qualitativi</strong> e <strong>quantitativi</strong>.  Coi primi si stabilisce solo se un soggetto ha sviluppato o meno degli anticorpi, secondo una logica positivo/negativo; nei secondi vengono dosate le quantità di anticorpi prodotti.</p>
<p style="text-align: justify">I test <strong>qualitativi</strong> sono definiti <strong>test rapidi</strong>, in cui è sufficiente una goccia di sangue esaminata da un kit portatile per ottenere un riscontro immediato, una istantanea sulla situazione attuale, esattamente come avviene nel caso del test autodiagnostico di gravidanza che rileva l&#8217;ormone hCG nell&#8217;urina, quindi la risposta “virus-sì” o “ virus-no”.</p>
<p style="text-align: justify">I test <strong>quantitativi</strong>, invece, definiti <strong>sierologici</strong>  richiedono un prelievo di sangue e uno specifico analizzatore in grado di fornire informazioni accurate e affidabili, molto più del precedente tipo di test,  circa la presenza e la quantità degli anticorpi <strong>IgM</strong> e <strong>IgG</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Esistono 5 categorie di immunoglobuline (Ig) nell’organismo, ma le protagoniste in questo caso sono le IgM e le IgG: all’inizio di una infezione, seppur dopo 4/6 giorni dal conclamarsi della patologia con segni e sintomi evidenti, compaiono le <strong>IgM</strong> che dopo qualche settimana scompaiono; dopo circa 10/12 giorni dalla manifestazione clinica dell’affezione patologica il sistema immunitario produce <strong>IgG</strong> che permangono in circolo anche a seguito della guarigione, quindi sono visibili per più tempo. Queste ultime sono le immunoglobuline responsabile “<strong>dell’immunità</strong>” , cioè quelle che rappresenterebbero, e in questo specifico caso del Covid-19 il condizionale non è casuale, la capacità di non contrarre ulteriormente la malattia perché il corpo sarebbe in grado, avendo già un corredo anticorpale, di sconfiggere il virus in ingresso.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo essendo una malattia “nuova” con la quale non ci si era confrontati prima nella storia, ed essendo il responsabile della stessa un virus che per sua natura è soggetto a facili e repentine mutazioni che possono rinforzarlo, non si è ancora in grado di determinare la valenza in termini di durata temporale di questa immunità acquisita. Ciò rende essenziali ulteriori studi e il monitoraggio della situazione, anche al fine ultimo, ma di primaria importanza, di produrre un vaccino efficace da somministrare alle generazioni future.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/test-rapido-o-sierologico-conosciamo-la-loro-differenza/">Test rapido o sierologico? Conosciamo la loro differenza</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Linfadenopatia e linfadenite: differenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 07:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I linfonodi sono piccoli organi a forma di fagiolo, facenti parte del sistema immunitario dell&#8217;organismo, composti da cellule tipicamente immunitarie, linfociti e macrofagi, che hanno il compito di distruggere il materiale nocivo in ingresso: per questo motivo i linfonodi sono deputati alla difesa dagli attacchi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">I <strong>linfonodi</strong> sono piccoli organi a forma di fagiolo, facenti parte del sistema immunitario dell&#8217;organismo, composti da cellule tipicamente immunitarie, linfociti e macrofagi, che hanno il compito di distruggere il materiale nocivo in ingresso: per questo motivo i linfonodi sono deputati alla difesa dagli attacchi patogeni.<br />
Questo compito è adempiuto grazie alla capacità di filtrare il liquido linfatico, o <strong>linfa</strong>, normalmente circolante nell&#8217;organismo, permettendo una vera “ripulita“ da elementi o microrganismi infettivi, da cellule danneggiate o cancerose, così raccolte e distrutte prima che, tramite circolo venoso, arrivino a tutte le altre parti del corpo.<br />
Questi organi si trovano lungo il corpo ma in particolari raggruppamenti, come quelli posti sotto la pelle del collo, del mento, delle ascelle e dell&#8217;inguine dove in maniera “sede-specifica” drenano la linfa.<br />
Quando un organismo si trova a dover affrontare un insulto da agente esterno, qualunque esso sia, i linfonodi si ingrossano, potranno essere facilmente visibili nelle zone dove la pelle è più sottile, quali collo o inguine, e danno vita ad una manifestazione di rigonfiamento definita <strong>linfadenopatia</strong>. L&#8217;ingrossamento può essere <strong>localizzato</strong>, quando è presente solo in un’unica zona del corpo, o <strong>generalizzato</strong>, quando è presente in più di due zone del corpo.<br />
Se, invece, si parla di <strong>linfadenite</strong> allora ci si riferisce al<strong> processo flogistico</strong>, infiammatorio, e dolente in una o più aree dell&#8217;organismo.<br />
Il trattamento della linfadenite dipende dalla causa che, in genere, è infettiva ma può essere anche derivante dalla presenza di un tumore. Non è detto, però, che laddove vi sia linfadenopatia vi sia una situazione tragica: nei bambini, ad esempio, spesso si registra un <strong>fisiologico</strong> aumento di dimensioni dei linfonodi. Il processo linfoadenopatico è considerato normale per quelle persone che svolgono lavori manuali per le quali l&#8217;ingrossamento delle dimensioni dei linfonodi si evidenzia, il più delle volte, a livello inguinale ed ascellare.<br />
La <strong>linfoadenopatia</strong> <strong>benigna</strong>, cioè <strong>fisiologica</strong>, può poi evolvere in una forma pericolosa, e quindi <strong>patologica</strong>, oltrepassando un sottile limite: quando l’ingrossamento, e dunque l’infiammazione, passano da una zona corticale, parte più esterna del linfonodo, ad una centrale e germinativa, allora si giunge ad una condizione <strong>maligna</strong> in cui l’organo non è più capace di sostenere le attività che è chiamato a svolgere e le infezioni possono prendere il sopravvento. Ciò accade spesso nei paziente affetti da AIDS, da malattie immunosoppressive varie o da leucemia.<br />
Per poter discernere le due forme di linfoadenopatie, benigna o patologica, è necessaria una diagnosi per mezzo di <b>TC</b>, <strong>RMN</strong> seppur meno specifica rispetto alla precedente per questa patologia, o una <strong>linfografia</strong>, una tecnica dotata di elevata specificità e sensibilità, che rileva in vivo le alterazioni dimensionali e strutturali dei linfociti.<br />
È quindi assolutamente indispensabile che il soggetto con evidente ingrossamento a livello dei linfonodi si rivolga al medico il prima possibile per accertare l&#8217;assenza di patologie gravi; anche se la linfoadenopatia, in molti casi, è segno di manifestazioni innocue, non va sottovalutata.<br />
Infine, dopo accertamento medico e a seconda dell’origine del processo, potrà adattarsi la terapia più appropriata.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/linfadenopatia-e-linfadenite-differenze/">Linfadenopatia e linfadenite: differenze</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Diagnostica per immagini: TC o RMN?</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/diagnostica-per-immagini-tc-o-rmn/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 07:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esami di diagnostica per immagini con cui molte persone, almeno una volta nella vita, si trovano a dover fare i conti sono la TC e la RMN: due acronimi che stanno, rispettivamente, per Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica Nucleare. Questi sono accertamenti che consentono di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="default-style" style="text-align: justify">Esami di diagnostica per immagini con cui molte persone, almeno una volta nella vita, si trovano a dover fare i conti sono la <strong>TC</strong> e la <strong>RMN</strong>: due acronimi che stanno, rispettivamente, per Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica Nucleare. Questi sono accertamenti che consentono di ottenere accurate immagini dell&#8217;organo o del distretto corporeo di interesse attraverso metodiche in parte sovrapponibili e in parte diversificate, specie per quanto concerne la <strong>specificità</strong> di utilizzo dell&#8217;una e dell&#8217;altra tecnica.</p>
<p class="default-style" style="text-align: justify">Se è necessario eseguire una <strong>TC</strong> bisogna che il paziente si sdrai sul lettino che scorre orizzontalmente all’interno di una struttura ad anello rotante sulla quale vi è un dispositivo emanante un fascio di <strong>r</strong><strong>adiazioni del tipo raggi X</strong>.</p>
<div>
<div style="text-align: justify">Tali <strong>raggi</strong>, attraversando il corpo, si attenuano in maniera differente a seconda del tipo di tessuto che incontrano e alla loro fuoriuscita dal lato opposto vengono catturati da appositi rilevatori che li tradurranno in <strong>immagini</strong>. Qualora l&#8217;indagine debba evidenziare anche il sistema endovenoso allora è opportuna l&#8217;iniezione di un mezzo di contrasto iodato che ha lo scopo di evidenziare proprio i vasi sanguigni.</div>
<div>
<div style="text-align: justify">Il maggiore campo di utilizzo delle TC è <strong>l&#8217;oncologia</strong>: se sottoposti pazienti oncologici, conclamati o sospetti tali, potranno evidenziarsi la presenza eventuale di tumori, la loro sede e il loro stadio in base al grado di diffusione o grandezza.</div>
<div style="text-align: justify">Se da un lato è un esame vantaggioso nel suddetto campo, non bisogna dimenticare che è un esame che espone l&#8217;organismo ad una buona dose di radiazioni (i raggi X), ragion per cui <strong>è bene eseguirlo solo se strettamente necessario</strong> ed evitarlo in caso di donne in età fertile, bambini ed è assolutamente vietato per donne in stato di gravidanza, l&#8217;esame potrebbe apportare gravi danni al nascituro.</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<div>
<div style="text-align: justify">Altro utile, e ormai richiestissimo, esame di diagnostica per immagini è la <strong>Risonanza Magnetica Nucleare</strong> (RMN) la quale si svolge sempre su un lettino alloggiato però, stavolta, in una struttura cilindrica dotata di apposito <strong>magnete </strong>generante un campo magnetico che modifica temporaneamente l’orientamento del campo magnetico di ogni singola cellula del corpo. Quando la cellula ripristina la condizione del proprio campo originario, sprigiona l&#8217;energia accumulata per questo &#8220;cambiamento&#8221; sotto forma di un &#8220;segnale di ritorno&#8221; che la macchina è in grado di captare ed elaborare fino all&#8217;ottenimento di <strong>immagini</strong> specifiche degli  organi o tessuti in questione. Come per le TC, anche in questo caso può essere iniettato un mezzo di contrasto, a base di gadolinio, al fine di migliorare la qualità delle immagine e la precisione sul sistema vascolare dell&#8217;organo o distretto corporeo esaminato.</div>
<div style="text-align: justify">L’esame non può essere effettuato dai  <strong>portatori di pacemaker o altri dispositivi elettrici</strong>, perché il macchinario potrebbe alterarne il funzionamento, anche se le apparecchiature più moderne permettono di disattivarli momentaneamente senza rischi. Anche la  <strong>presenza di protesi </strong>o <strong>impianti in materiale ferroso</strong> rende sconsigliato l’esame, in quanto il magnete potrebbe determinarne uno spostamento. Oggi, sempre più spesso, si usano materiali, come <strong> il titanio</strong>, che non espongono a tale rischio.</p>
<div style="text-align: justify">In ultima analisi, i campi di applicazione delle due tecniche sono differenti: la TC è una tecnica molto sofisticata e consigliata per lo studio specifico e puntuale di organi e tessuti e che, prevedendo l&#8217;utilizzo di un fascio di raggi x, implica dei potenziali danni derivanti dalle radiazioni cui si è esposti; la RMN è meno precisa in senso generale, ma  non espone ad alcun rischio perché non caratterizzato da emissione di radiazioni, bensì solo <strong>onde elettromagnetiche</strong>, è indicata per la valutazione del sistema nervoso, per la diagnosi di malattie neurologiche o dell’apparato muscolo scheletrico, per esaminare lesioni articolari, ai legamenti o ai tendini.</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Ernia discale: sintomi, cause e terapie possibile</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/ernia-discale-sintomi-cause-e-terapie-possibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 07:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La colonna vertebrale è formata dalla ripetizione di molteplici strutture anatomiche che differiscono lievemente per dimensione, e a volte per funzione, a seconda della zona del rachide. Ciascuna struttura che si interpone tra terminazioni nervose, cartilagini, muscoli e vertebre è definita disco intervertebrale rappresentante un&#8217;articolazione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La colonna vertebrale è formata dalla ripetizione di molteplici strutture anatomiche che differiscono lievemente per dimensione, e a volte per funzione, a seconda della zona del rachide. Ciascuna struttura che si interpone tra terminazioni nervose, cartilagini, muscoli e vertebre è definita <strong>disco</strong> <strong>intervertebrale</strong> rappresentante un&#8217;articolazione tra le ossa della colonna: è grazie a queste articolazioni che è possibile il movimento.</p>
<p style="text-align: justify">Quando il rivestimento esterno del disco si lesiona, il nucleo polposo può fuoriuscire dalla propria sede causando <strong>un&#8217;erniazione</strong> <strong>del disco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;ernia del disco è conosciuta anche semplicemente come <strong>ernia</strong> o <strong>prolasso</strong> <strong>discale: </strong>una affezione derivante dalla fuoriuscita di materiale discale che va a <strong>comprimere</strong> i <strong>nervi</strong> della colonna vertebrale circostanti. Quando ciò si verifica e lo stesso disco subisce uno slittamento rispetto alle due ossa contigue si materializza una pressione dei nervi piuttosto dolorosa la quale può sfociare in <strong>radiculopatia</strong> (compressione dei nervi spinali) o in <strong>mielopatia</strong> (compressione del midollo spinale).</p>
<p style="text-align: justify">I sintomi comuni dell’ernia del disco sono:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Dolore dalla schiena al piede che si estende per tutta la lunghezza della gamba, o alle spalla e al collo esteso alle braccia;</li>
<li>Dolori intensi notturni;</li>
<li>Intorpidimento, formicolio e debolezza muscolare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Il dolore di un ernia al disco viene, in genere, descritto come intenso e acuto e spesso peggiora quando raggiunge gli arti. L&#8217;insorgenza del dolore per via di un&#8217;ernia discale può verificarsi improvvisamente o può essere preceduta da una sensazione di rottura o di scatto a livello della colonna vertebrale.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>invecchiamento</strong> e il<strong> deterioramento</strong> della colonna vertebrale possono aumentare le probabilità che si sviluppi un&#8217;ernia del disco, che può essere causata anche da un&#8217;eccessiva attività fisica o da una lesione della colonna a causa di una contusione o caduta.</p>
<p style="text-align: justify">In caso di ernia discale, i sintomi possono essere alleviati grazie a cure <strong>conservative</strong> come l&#8217;esercizio fisico, l&#8217;assunzione di farmaci o altre soluzioni di carattere non chirurgico. Nel caso in cui le cure conservative non siano efficaci, il medico potrà suggerire un <strong>approccio</strong> <strong>chirurgico</strong> come soluzione alternativa. Tra le opzioni chirurgiche vi sono la discoplastica, la stabilizzazione dinamica o la fusione spinale.</p>
<p style="text-align: justify">Le prime sono adatte a pazienti che non necessitano di un intervento chirurgico ma per i quali la terapia farmacologica o la fisioterapia può dare sollievo.  La seconda soluzione è utile nei casi più gravi:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify">La <strong>decompressione</strong> chirurgica è un intervento messo in atto di solito per la stenosi spinale <strong>cervicale </strong>e consiste nell’allargare il canale spinale per alleviare la compressione sul midollo spinale e ridurre sintomi, come formicolio e debolezza, osservati in caso di stenosi spinale;</li>
<li style="text-align: justify">La <strong>discoplastica</strong> è un intervento di impianto di dischi artificiali concepiti per mantenere il movimento e la flessibilità sostituendo il disco malato quindi rimosso;</li>
<li style="text-align: justify">Infine, la <strong>fusione</strong> <strong>spinale</strong> è un intervento chirurgico impiegato per il trattamento delle condizioni <strong>degenerative</strong> della colonna vertebrale in cui si utilizzano degli innesti ossei, piastre metalliche e viti, per fondere due o più vertebre adiacenti, allo scopo di stabilizzare la colonna vertebrale e di alleviare il dolore.</li>
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		<title>Lingua a fragola e poi a lampone: sintomi di una malattia esantematica</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/lingua-a-fragola-e-poi-a-lampone-sintomi-di-una-malattia-esantematica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 07:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scarlattina è una malattia esantematica, tipica dell’età pediatrica, caratterizzata dalla comparsa di un’eruzione cutanea, appunto esantema, causata da un batterio, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, responsabile di infezioni a carico di pelle e gola. I soggetti più sensibili risultano essere quelli con età...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La <strong>scarlattina</strong> è una malattia esantematica, tipica dell’età pediatrica, caratterizzata dalla comparsa di un’eruzione cutanea, appunto <strong>esantema</strong>, causata da un <strong>batterio</strong>, lo<em> Streptococco</em> <em>beta-emolitico</em> di gruppo A, responsabile di infezioni a carico di pelle e gola. I soggetti più sensibili risultano essere quelli con età compresa tra i 5 e i 15 anni, tra i quali il contagio avviene sia in <strong>modalità diretta</strong>, cioè attraverso goccioline di saliva sospese nell’aria da un colpo di tosse o uno starnuto, che in <strong>maniera indiretta</strong> entrando in contatto con oggetti o superfici contaminate precedentemente utilizzate da un infetto. I <strong>tempi di incubazione</strong> possono variare da 1 a 7 giorni trascorsi i quali al conclamarsi della malattia compaiono segni caratteristici:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>un <strong>rash</strong> visibile con puntini rossi ravvicinati sollevati dal resto della pelle che, però, non causano prurito, visibili prima sul collo, poi lunghe le ascelle e l’inguine, infine su tutto il corpo i quali, coi giorni, lascia posto ad una diffusa <strong>desquamazione</strong>;</li>
<li>la lingua inizialmente si ricopre di una patina bianca, si definisce difatti &#8220;<strong>lingua a fragola</strong>&#8221; che dopo alcuni giorni si desquama e assume una colorazione rossa e rugosa definendo la &#8220;<strong>lingua a lampone</strong>&#8220;;</li>
<li>possono comparire, inoltre, sintomi comuni ad altre patologie, come <strong>febbre</strong>, <strong>nausea</strong>, <strong>vomito</strong>, <strong>dolori addominali</strong> e <strong>mal di testa</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">La scarlattina non evidenzia differenti comportamenti in funzione dell’età del contagiato, se non subentrano ulteriori complicazioni, non mostra differenze tra adulti o bambini. Anche in stato di gravidanza non comporta pericoli per il nascituro, a differenza di altre malattie esantematiche.</p>
<p style="text-align: justify">Altra differenza che mostra rispetto alle altre malattie esantematiche è che ci si può ammalare più volte, in quanto esistono più <strong>ceppi differenziati</strong> del batterio scatenante. Questo comporta, però, che non ci si può “proteggere” facendo affidamento su un vaccino.</p>
<p style="text-align: justify">Per diagnosticare la malattia bisogna eseguire un <strong>tampone</strong> <strong>faringeo</strong> capace di individuare la presenza del batterio, il quale laddove presente, impiegherà circa dai 7 ai 10 giorni per esaurirsi completamente grazie ad un trattamento antibiotico.</p>
<p style="text-align: justify">L’uso di antibiotici è fondamentale, ma a questi possono affiancarsi <strong>rimedi</strong> <strong>naturali</strong> capaci di attenuare la sintomatologia e proteggere l’organismo, quali <strong>probiotici</strong>, che aiutano a preservare e difendere la flora batterica intestinale dall’assunzione degli antibiotici; <strong>pomata</strong> alla calendula dalle proprietà emollienti, lenitive, ricostitutive, riepitelizzanti, antibatteriche, antinfiammatorie e cicatrizzanti; il <strong>sambuco</strong> in <strong>tisana</strong> che aiuta a sedare gli stati febbrili, dall’azione calmante, antinfiammatoria, emolliente e attenuante i rossori della pelle.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/lingua-a-fragola-e-poi-a-lampone-sintomi-di-una-malattia-esantematica/">Lingua a fragola e poi a lampone: sintomi di una malattia esantematica</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Poliomielite: non sempre mortale</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/poliomielite-non-sempre-mortale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 07:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La poliomielite, o polio,  è una grave patologia virale acuta ed estremamente infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale, soprattutto i neuroni motori del midollo spinale, e che può provocare forme temporanee o permanenti di paralisi a carico dello stesso.Per la prima volta fu osservata...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La <strong>poliomielite</strong>, o polio,  è una grave patologia virale acuta ed estremamente infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale, soprattutto i neuroni motori del midollo spinale, e che può provocare forme temporanee o permanenti di paralisi a carico dello stesso.Per la prima volta fu osservata in Gran Bretagna nel 1789, registrata poi in forma epidemica in Europa nell’800 e ancora più tardi negli Stati Uniti, solo nella metà del secolo scorso, ovvero nel 1958, comparvero i primi casi in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">A causare la poliomielite è un <strong>enterovirus,</strong> chiamato <strong>polio virus,</strong> caratterizzato dalla capacità di trasmettersi per via oro-fecale, quindi ha una circuitazione oro-fecale che lo rende trasmissibile mediante contatto con feci infette, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati o tramite la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani. Essendo i bambini i “meno attenti” all’igiene, per inconsapevolezza data la loro età, va da sé che sono i più colpiti, tanto da poter definire questa patologia anche “paralisi infantile”.</p>
<p style="text-align: justify">La malattia può essere causata da <strong>tre tipi di polio-virus</strong> (1,2 e 3) che invadono il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. In generale, la polio ha effetti devastanti sui <strong>muscoli delle gambe:</strong> perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come <strong>paralisi flaccida</strong>. In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare <strong>tetraplegico</strong>. Nella forma più grave, quella <strong>bulbare</strong>, il virus paralizza i muscoli dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola. In questo caso, è necessario supportare il malato con ausili nella respirazione. Il poliovirus si moltiplica nella mucosa oro-faringea, nell’intestino e nei tessuti linfatici sottostanti e può diffondersi anche attraverso le feci, ben prima del conclamarsi della patologia.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante vi sia la possibilità del concretizzarsi di una paralisi, in realtà, solo l’1% dei malati la sviluppa, una percentuale tra il 5-10% sviluppa una forma di <strong>meningite</strong> asettica, il restante 90% circa avverte sintomi simili a una influenza. Tutt’oggi non sono chiari i motivi di queste differenze, cioè il perché solo alcuni sviluppino la forma grave di poliomelite. Ovviamente l’idea è che i soggetti a rischio siano gli immunodepressi, donne in stato d’attesa, soggetti che abbiano subito in precedenza la rimozione chirurgica delle tonsille, coloro che svolgono un eccessivo esercizio fisico o che abbiano pregresse ferite o lesioni.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni caso, a seconda della gravità, potranno manifestarsi sintomi come febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo non esistono <strong>cure</strong> per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono in parte minimizzare gli effetti, l’unica strada per evitare gravi conseguenze è la prevenzione tramite <strong>vaccinazione</strong>. Oggi il vaccino è raccomandato soprattutto ai bambini tra i 2 mesi e i 7 anni.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/poliomielite-non-sempre-mortale/">Poliomielite: non sempre mortale</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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