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	<title>Senza categoria | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>Sinonimi impropri: polpo e polipo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 07:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante sia abitudine di questo portale occuparsi di argomenti di nutrizione, patologie sulle quali ha impatto l’alimentazione o analizzare le linee generali di una patologia stessa, oggi la curiosità  porta a voler scendere nel particolare di una simpatica, spesso sottovalutata, differenza tra due organismi, uno...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nonostante sia abitudine di questo portale occuparsi di argomenti di nutrizione, patologie sulle quali ha impatto l’alimentazione o analizzare le linee generali di una patologia stessa, oggi la curiosità  porta a voler scendere nel particolare di una simpatica, spesso sottovalutata, differenza tra due organismi, uno dei quali rientra nell’alimentazione comune: il <strong>polipo</strong> e il <strong>polpo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Eh sì, il linguaggio comune rende questi due sostantivi sinonimi ma non è affatto così: i due termini sono usati spesso impropriamente per due organismi totalmente differenti.</p>
<p style="text-align: justify">I <strong>polipi</strong>, il cui nome deriva dal greco “molti piedi”, sono animali appartenenti al phylum degli Cnidaria, animali che non hanno un capo definito, né occhi o braccia e sono unità strutturali che si complessano ad altre, uguali, per formare colonie; il <strong>polpo</strong>, invece, è un cefalopode del phylum Mollusca, un animale piuttosto complesso con un sistema nervoso molto sviluppato così come il resto del corpo, è capace di movimento, riproduzione sessuale, mimetismo e predazione.</p>
<p style="text-align: justify">Negli Cnidari, a cui appartiene il <strong>polipo</strong>, sono distinte due specie ovvero il polipo, appunto, e la medusa. Il polipo è molto simile ad un fiore, infatti è anche detto ”fiore del mare”, è dotato di una sorta di stelo che emerge da un disco pedale dall’azione fissante al substrato. Sulla sommità di questa colonna cilindrica eretta vi è la bocca, chiamata <strong>manubrio</strong>, dalla quale si diramano i tentacoli che adornano il margine del disco orale il quale funge da unico orifizio dell’intero semplice sistema digerente: l’apertura, dunque, fa sia da bocca che da ano.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>polpo</strong>, anche chiamato “piovra”, è un animale molto territoriale e solitario, tendenzialmente notturno. Le caratteristiche fisiche sono totalmente differenti rispetto a quelle dei polipi descritti in precendenza, infatti il polpo è dotato di una testa contenente due occhi ben sviluppati ed un corpo fuso alla testa con la quale forma una struttura chiamata <strong>mantello</strong>. Sono presenti otto paia di tentacoli o braccia, tutti provvisti di ventose. Delle otto braccia una è trasformata in un organo copulatore chiamato ectocotilo. Un aspetto molto curioso del polpo è che la cavità orale si trova sotto il capo e ha una forma a ”becco” piuttosto duro in quanto costituito di una sostanza che conferisce consistenza, ovvero la <strong>chitina</strong>, in questo modo il becco può essere utilizzato per  rompere gusci di conchiglie o il carapace dei crostacei. La sua pelle è liscia e può, all’occorrenza, cambiare colorazione per permettere all’animale di mimetizzarsi nell’ambiente circostante: questo <strong>mimetismo</strong> è possibile grazie a cellule pigmentate e specializzate, i cromatofori e gli iridofori. Mimetizzarsi a volte può non essere sufficiente, dunque risulta fondamentale, per questi animali, possedere la cosiddetta ”ghiandola del nero”, una ghiandola che espelle un liquido di colore nero, <strong>l’inchiostro</strong>, che una volta ”spruzzato” consente al polpo di nascondersi velocemente da possibili predatori. A tale scopo, è supportato dalla capacità di muovere con forza i tentacoli e con dei movimenti a propulsione spostarsi velocemente.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/sinonimi-impropri-polpo-e-polipo/">Sinonimi impropri: polpo e polipo</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cicloni, tornadi o uragani: eventi potenti ma imprevedibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Biologa Minicone Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 07:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo si è assistito varie volte a manifestazioni temporalesche piuttosto violente, generalmente indicate con il nome di “cicloni” il cui termine specifico varia a seconda della zona di origine: vi sono i cicloni propriamente detti, distinti in tropicali ed extra-tropicali, gli uragani e i...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nel mondo si è assistito varie volte a manifestazioni temporalesche piuttosto violente, generalmente indicate con il nome di “cicloni” il cui termine specifico varia a seconda della zona di origine: vi sono i cicloni propriamente detti, distinti in tropicali ed extra-tropicali, gli uragani e i tornado.</p>
<p style="text-align: justify">I cicloni sono delle grosse masse d’aria con una parte centrale di bassa pressione circondata da temporali che causano piogge torrenziali e forti venti. Sono manifestazioni stagionali che si generano in periodi caldi quando il calore fa evaporare l’acqua degli oceani all’equatore; il vapore sale verso l’alto e condensa a contatto con gli strati atmosferici a più bassa temperatura; nel frattempo le correnti d’aria circostanti cominciano a ruotare in senso antiorario se si trovano  nell’emisfero settentrionale, o orario se in quello meridionale, a causa della rotazione terrestre, trascinando con sé le nuvole della perturbazione. I cicloni si distinguono in <strong>tropicali</strong> ed <strong>extra-tropicali</strong>: i primi, ai quali spetta propriamente l’appellativo di <strong>cicloni</strong> propriamente detti, sono molto più intensi dei secondi, di minore durata e provocano venti di straordinaria violenza. Il periodo di loro tipica formazione va da giugno a settembre, periodo di maggiore umidità.</p>
<p style="text-align: justify">Quando questi venti circolari di un ciclone raggiungono circa i 100 chilometri orari e oltre, allora nasce un <strong>uragano</strong>. Il termine “uragano” si usa per definire i cicloni tropicali che colpiscono l’oceano Atlantico, termine che si equivale a “tifone” che però viene usato per l’oceano Pacifico. L’unica zona tranquilla di tale manifestazione è il suo centro, definito l’<strong>occhio del ciclone</strong>. Esso prende origine sugli oceani dove mostrano il culmine della loro potenza ma giunto sulla terraferma, a causa dell’attrito con il suolo, comincia a dissipare la sua energia e ad indebolirsi fino al disintegrarsi, a meno che ulteriore umidità, proveniente dal mare, non lo rialimenti. Gli uragani a seconda della zona d’origine assumono diversi nomi quali <strong>uragano</strong>,appunto, in America, <strong>willy-willy</strong> in Australia, <strong>tifone</strong> in Asia e <strong>baguyo</strong> nelle Filippine.</p>
<p style="text-align: justify">Se un ciclone è definito <strong>tornado</strong>, allora, si intende una violenta perturbazione atmosferica nota anche come <strong>tromba</strong> <strong>d’aria</strong> tipica delle regioni italiane o del Messico. Caratteristica dei tornado americani è, oltre all’estrema velocità del vento, la ristrettezza dell’area, di qualche decina o al massimo di qualche centinaio di metri quadrati. I tornado si spostano con una velocità media di circa 50 km/h; la durata del passaggio è di pochi secondi.</p>
<p style="text-align: justify">Quando un fenomeno del genere si verifica, i danni maggiori si contano lungo le zone costiere, le quali possono essere interessate non solo dagli effetti dei cicloni stessi, ma anche da fenomeni che da quest&#8217;ultimi originano ovvero inondazioni e trascinamenti di barche e altri oggetti che pericolosamente possono ricadere sulla terraferma.</p>
<p style="text-align: justify">Prevederli è, purtroppo, impossibile, tutto ciò che i centri specializzati di osservazione possono fare è identificare per tempo la depressione, ipotizzarne l&#8217;evoluzione e disporre misure di sicurezza.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/cicloni-tornadi-o-uragani-eventi-potenti-ma-imprevedibili/">Cicloni, tornadi o uragani: eventi potenti ma imprevedibili</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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