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	<title>legumi | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>Lupini e fave: leguminose antiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 10:00:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per terminare il discorso sulle <a href="http://salutedintorni.it/leguminose/">leguminose</a>, discusse negli articoli precedenti, andiamo a descrivere brevemente altri legumi che compongono questa famiglia: fave e lupini, in modo da avere un quadro completo di quali sono i legumi, o gran parte di essi. I lupini, sono coltivati in Europa da oltre 2000 anni e la loro coltura era molto diffusa soprattutto tra Greci e Romani che li consideravano cibo dei poveri ed infatti durante le feste di paese, venivano cucinati in enorme quantità per distribuirli gratuitamente al popolo. Il lupino cresce nei paesi caldi e oltre ad essere consumato in Italia, lo ritroviamo anche nel Medio Oriente ed in alcune zone di Africa e America. Ne esistono diverse specie, alcune delle quali contenenti sostanze tossiche che conferiscono un sapore amaro e sono commestibili solo dopo una laboriosa lavorazione; infatti il lupino bianco è quello maggiormente consumato perché sono state messe a punto varietà prive di sostanze tossiche. Si consumano generalmente al naturale, con o senza buccia o irrorati con succo di limone e vengono consumati o come snack oppure trasformati in farina per creare diverse ricette. Il lupino bianco è molto nutriente; lessato è una buona fonte di magnesio, potassio, zinco e contengono inoltre fosforo. Le fave, come i lupini, hanno origine ed utilizzo antico&#8230; erano coltivate dagli ebrei e successivamente la coltura si diffuse tra Egizi, Greci e Romani. Nell&#8217;antica Roma la fava si usava nei banchetti dei Re durante le tradizioni&#8230; sopraggiunse poi in America con Cristoforo Colombo. Si può consumare cruda, se fresca, privata della pellicina che avvolge i semi ma anche in zuppe o sottoforma di purea. E&#8217; un&#8217;eccellente fonte di acido folico, potassio e magnesio e fornisce una forte quantità di fibre. Divertiamoci e osiamo in cucina&#8230; si possono preparare cibi particolari senza necessariamente utilizzare alimenti poco salutari! Buon divertimento!</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/lupini-e-fave/">Lupini e fave: leguminose antiche</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Piselli, legumi primaverili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 10:00:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molto tempo i piselli sono stati consumati esclusivamente sotto forma di purea ottenuta dal pisello fresco, alimento che costituiva la base alimentare di numerose popolazioni; infatti pare che i cinesi furono i primi a consumare il baccello ed i semi come <a href="http://salutedintorni.it/leguminose/">legumi.</a> In Europa, il pisello fresco, come legume in sé, comparve sulla tavola solo nel XIX secolo, grazie ad i sovrani che cominciarono a farne largo uso, inoltre furono i primi legumi  ad essere oggetto di studi scientifici e di incroci con il quale si ebbe un forte contributo allo sviluppo della genetica grazie al monaco austriaco Mendel. Il pisello cresce su una pianta cespugliosa e rampicante che predilige i climi freschi e perciò può essere seminato all&#8217;inizio della stagione primaverile. Una volta raccolti c&#8217;è chi dice che i piselli non vanno lasciati nel baccello per più di 12 ore ma di sgusciarli e tenerli al fresco fino a quando non vengono utilizzati&#8230; anche in questo caso far passare poco tempo per il consumo permette di consumare dei piselli freschi e non farinosi che mantengono il loro sapore dolce. Alcune varietà possono essere consumate crude; cotti accompagnano bene pasta, riso, carne e volatili e si possono usare per zuppe e vellutate; le forme surgelate hanno lo stesso impiego delle forme fresche. La cottura dei piselli dovrebbe essere breve al fine di limitare la perdita di colore e sapore quindi prevedere dai 10 ai 15 minuti massimi di cottura. Sono una buona fonte di acido folico, potassio, tiamina e magnesio; contengono vitamina C, zinco, ferro e fosforo; da cotti permettono si assumere maggior quantità di questi nutrienti. Cambiare la varietà dei legumi da assumere permette di assaporare ed introdurre sapori diversi oltre che nutrienti differenti in quantità differenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/piselli/">Piselli, legumi primaverili</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Lenticchie: usi e costumi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 10:00:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le lenticchie, appartenenti alla famiglia delle <a href="http://salutedintorni.it/leguminose/">leguminose</a> insieme ai <a href="http://salutedintorni.it/fagioli/">fagioli</a>, precedentemente descritti, costituiscono un alimento fortemente consumato e sono tra i cibi di più antica coltivazione dato che gli archeologi hanno rinvenuto semi di lenticchia in Oriente risalenti a circa 8000 anni fa in cui erano consumate con orzo e frumento&#8230; crescono su una piccola e folta pianta con steli sottili e ramificati con baccelli corti, piatti ed obliqui. Le lenticchie, per la loro preparazione, non hanno bisogno di ammollo, basta immergerle nell&#8217;acqua bollente in modo da renderne semplice la digestione che, altrimenti, può essere resa più facile passandole e formando una purea. Esse servono non solo per preparare nutrienti zuppe ma anche insalate o crocchette ed, ovviamente, primi piatti. In India sono spesso unite al riso, la cui associazione rende questi elementi più nutrienti perché i loro amminoacidi si completano ed inoltre si possono far germogliare o trasformare in farina che si utilizza per la produzione di gallette o si mescola con la farina di cereali per creare un supplemento proteico. Per quanto riguarda il loro valore nutritivo presentano innanzitutto una percentuale di acqua parti al 70% e sono ricchissime di acido folico e potassio oltre che di ferro e fosforo; contengono in minori quantità vitamine quali tiamina, vitamina B6 ed acido pantotenico. Ricordiamo che le loro proteine così come quelle di tutti i legumi vengono definite incomplete perché mancano di alcuni amminoacidi essenziali, quindi la loro completezza viene raggiunta se aggiunte a riso o cereali. Una piccola e semplice ricetta prevede il consumo di lenticchie sotto forma di zuppa:</p>
<ul>
<li>selezionare con cura le lenticchie, perché spesso contengono sassolini, lavarle e metterle a bagno in acqua fredda per un paio di ore, dopodiché scolarle</li>
<li>affettare finemente la cipolla e tritare l&#8217;aglio, a dadini aggiungere carota, sedano e pomodori sbollentati e spellati</li>
<li>far appassire nell&#8217;olio tutte le verdure e aggiungere il concentrato di pomodoro sciolto in circa 1,5 L di acqua</li>
<li>aggiungere le lenticchie, l&#8217;alloro, sale e pepe</li>
<li>raggiungere l&#8217;ebollizione, coprire e lasciar cuocere per 45 minuti a fuoco dolce</li>
<li>aggiungere aceto e prezzemolo e lasciar bollire ancora per qualche minuto fino a quando le lenticchie non saranno cotte</li>
<li>ultimare il piatto con crostini di pane leggermente tostati</li>
</ul>
<div>Buon appetito!</div>
<div></div>
<div>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</div>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/lenticchie/">Lenticchie: usi e costumi</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>I fagioli e le sue varietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 10:00:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi articoli si è prestata attenzione alle <a href="http://salutedintorni.it/leguminose/">leguminose</a> ed alle loro caratteristiche, cominciando a parlare in particolare dei <a href="http://salutedintorni.it/fagioli/">fagioli</a>; oltre a conoscere le qualità e gli utilizzi di questi legumi, è interessante conoscerne anche le varietà che possiamo trovare in circolazione. Partiamo dal <em>fagiolo di Lima</em> coltivato ai Caraibi e in alcune zone dell&#8217;America, giunse in Europa grazie agli esploratori spagnoli&#8230; i suoi baccelli sono piatti ed allungati con le estremità arrotondate con semi che possono essere di colore bianco, rosso, porpora, neri, di un solo colore oppure a macchie e con una consistenza farinosa. Per l&#8217;acquisto devono essere brillanti e puliti evitando esemplari rigati o ingialliti e questo tipo di fagiolo, quando non maturo, può essere consumato fresco in insalata oppure aggiunto alle minestre e, grazie al suo sapore dolce, può essere utilizzato in molte preparazioni ma dato che, quando cucinato, tende a sfarinarsi molto in seguito all&#8217;ammollo, è bene evitare la cottura prolungata. Esso è molto ricco di acido folico e potassio così come di magnesio e ferro ed inoltre è una buona fonte di fibre. Il <em>fagiolo mungo</em> è maggiormente conosciuto in India e Pakistan in cui ha un ruolo molto importante. I baccelli si presentano fini, leggermenti vellutati e lunghi, comunemente con un seme di colore verde. Si impiega come qualsiasi leguminosa ed in Asia viene consumato specialmente sotto forma di purea o farina; presenta le stesse caratteristiche qualitative degli altri fagioli. Una sua varietà è il <em>fagiolo mungo a semi neri</em> che cresce principalmente nei climi tropicali: i baccelli sono dritti e pelosi, lunghi e racchiudono piccolissimi semi nero grigiastri con un piccolo occhio bianco. I baccelli non ancora maturi sono commestibili e si usano come ortaggio mentre il fagiolo a semi neri può essere utilizzato come le altre leguminose. Il <em>fagiolo azuki</em> è probabilmente originario del Giappone o della Cina ed oggi è la seconda leguminosa per importanza dopo il fagiolo di soia. In Cina si ritiene che il fagiolo azuki porti fortuna e per questo non può mancare sulle tavole nelle festività. I semi sono rettangolari e con i bordi arrotondati di colore rosso brunastro e provvisti di un occhiolino biancastro. I baccelli non ancora maturi sono commestibili e si consumano come il fagiolino verde ma questo fagiolo è più comune essiccato e si utilizza come gli altri legumi, spesso accompagnato al riso. Infine abbiamo il <em>fagiolo di Spagna</em> coltivato soprattutto nelle regioni fredde come in Inghilterra dove è consumato fresco. A piena maturazione i semi si consumano freschi o si fanno seccare, si associano bene con la cipolla, il pomodoro ed il tonno. In cucina è stimolante variare e assaporare nuovi cibi legati anche a tradizioni di paesi lontani, quindi impariamo a conoscere le varietà dei cibi a noi più familiari!</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fagioli-2/">I fagioli e le sue varietà</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fagioli e fagiolini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 10:00:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Frutto di una pianta originaria dell&#8217;America centrale e meridionale, il fagiolo, appartiene alla classe delle leguminose. Esistono più di un centinaio di specie di fagiolo, con forma, colore, sapore e valore nutritivo differenti. I baccelli si possono consumare freschi, prima di giungere a maturazione (i fagiolini ad esempio); una volta giunti a maturazione però, non sono più commestibili e si sgusciano per prenderne i semi, detti legumi, che si consumano freschi o da essiccare, seguiti da cottura. Ci sono differenti varietà di fagioli ad esempio il fagiolo bianco, cannellino, ossicocco, borlotto, pinto, rosso, nano e fagiolo nero. Durante il loro acquisto bisogna scegliere fagioli freschi, sodi e croccanti senza ammaccature o macchie scure e con una forma regolare; una volta acquistati, non vanno lavati se non al momento di cuocerli in quanto, non lavati, possono essere conservati per un paio di giorni circa in frigorifero, dopo averli posti in un sacchetto bucherellato per farli respirare. Per quanto riguarda il fagiolino fresco, si consuma generalmente cotto e si può mangiare sia caldo che freddo come contorno ma lo si può ritrovare nelle insalate, nelle minestre, o semplicemente da accompagnamento alle patate; i fagioli secchi, invece, si consumano caldi o freddi, interi o in purea (preferibile per evitare il meteorismo intestinale); anche essi possono accompagnare alcuni alimenti o costituire l&#8217;alimento principale. Quali sono le loro proprietà? il fagiolo crudo, fresco è una buona fonte di potassio, acido folico, vitamina C, ferro, magnesio e calcio in tracce&#8230; il fagiolo cotto è ricchissimo di potassio e ferro, in quantità maggiori rispetto alla versione cruda; secco, contiene ancora potassio, acido folico, rame, tiamina e vitamina B6. Oltre alle qualità nutrizionali sembra avere anche una funzione diuretica, depurativa, tonica ed antisettica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fagioli/">Fagioli e fagiolini</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Leguminose e proprietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 10:00:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver trattato alcuni degli <a href="http://salutedintorni.it/ortaggi/">ortaggi </a>conosciuti e aver conosciuto alcune delle loro proprietà, passiamo ad un&#8217;altra classe di alimenti: le leguminose. Questo termine sta ad indicare piante il cui frutto è contenuto in un baccello; lenticchie, fagioli, fave, soia, piselli e arachidi fanno parte di questa famiglia. Si consumano fin dall&#8217;antichità: greci e romani consideravano le leguminose un cibo da poveri perché furono un alimento base in molte culture. Si possono consumare fresche o essiccate ma sempre cotte ed è raccomandabile cegliere legumi secchi intatti, lisci e di colore vivace con dimensioni uniformi ed eliminare semi scuri, danneggiati o svuotati perché sono vecchi o mal conservati. I legumi secchi si consumano caldi o freddi, interi o in purea; possono essere acquistati in scatola o precotti e si gustano in insalata, per fare zuppe o minestre ed accompagnano diversi piatti, tra cui i dolci. La cottura può avvenire sul fuoco, in un tegame o in una pentola a pressione oppure in forno. La pentola a pressione però abbrevia di molto la cottura ma ha come svantaggio quello di ridurre il sapore perché i legumi non avranno il tempo di assorbire l&#8217;aroma degli alimenti che vengono cucinati insieme quindi è preferibile utilizzare la pentola a pressione per cucinare i legumi solo quando non sono presenti altri alimenti. Per ottenere dei buoni risultati è bene evitare di cuocere i legumi in grande quantità perché aumentano di volume; evitare di cuocerli a fiamma alta e passarli sotto l&#8217;acqua fredda appena terminata la cottura; sale ed altri ingredienti acidi si devono aggiungere solo a fine cottura perché ne prolungano i tempi e induriscono i legumi. Per quanto riguarda le loro proprietà nutrizionali, le leguminose sono molto nutrienti: contengono molte proteine, fibre e zuccheri ma bisogna prestare attenzione al fatto che le proteine dei legumi sono differenti da quelle della carne e infatti vengono definite &#8220;proteine incomplete&#8221; perché alcuni amminoacidi come metionina, cisteina e triptofano sono presenti in quantità minime rispetto ad altri ed è per questo che l&#8217;associazione con i cereali le va a completare. Le leguminose sono in genere ottime fonti di potassio, acido folico, ferro e magnesio; i legumi freschi ed i loro germogli contengono inoltre piccole quantità di vitamina C. Per assimilare meglio il ferro in essi contenuto è preferibile consumare i legumi, nel corso dello stesso pasto, con altri alimenti ricchi di vitamina C quali cavoli, peperoni o agrumi, mentre va evitato il consumo di tè perché i tannini in esso contenuti riducono l&#8217;assorbimento del ferro. Si conservano per un anno senza perdere il loro valore nutritivo ma solo se vengono conservate in un contenitore a chiusura ermetica in luogo fresco ed asciutto. Consumarli quotidianamente, o quasi, preferibilmente in associazione con i cereali, costituiscono un alimento ricco di notevoli proprietà oltre che un piatto molto saziante.</p>
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		<title>Proteine animali e vegetali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 10:00:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>proteine</strong> nell’organismo svolgono tantissimi compiti differenti : hanno funzione strutturale, di mediatori, sono coinvolti nella risposta immunitaria, regolano i processi di replicazione, trascrizione e espressione genica, hanno un ruolo nella differenziazione cellulare e tanto altro. I costituenti delle proteine sono gli amminoacidi che si dividono in due categorie: essenziali, cioè che devono essere introdotti con la dieta , e non essenziali.</p>
<p><strong>La qualità proteica</strong><br />
La qualità di una proteina varia in funzione della sua <strong>digeribilità</strong> (percentuale di assorbimento dei suoi aminoacidi nel tratto gastrointestinale) e della sua <strong>composizione in aminoacidi essenziali</strong>. Valori elevati si osservano per quelle animali, mentre quelle vegetali, soprattutto se non processate , hanno valori più bassi. Il parametro attualmente più utilizzato per la valutazione della qualità proteica è il <strong>PDCAAS</strong> (<em>protein digestibility corrected amino acid score</em>). Se questo<strong> punteggio è superiore a 100 la proteina è considerata adeguata</strong>. Tutte le proteine animali soddisfano questo requisito, non vale lo stesso per quelle vegetali.<br />
Detto ciò mi preme sottolineare che avere una dieta vegetariana o vegana ben bilanciata è possibile, ma questo significa conoscere e informarsi sulle fonti proteiche alternative e sapere come effettuare un corretto bilanciamento tra macro e micronutrienti.<br />
<strong>Le proteine animali</strong><br />
Si trovano nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati. È bene però ricordare che :<br />
• È preferibile aumentare il consumo di <a href="http://salutedintorni.it/pesce-azzurro-benefici-e-proprieta-nutrizionali/" target="_blank">pesce</a> e diminuire quello di carne.<br />
• Il latte è un ottima fonte di <a href="http://salutedintorni.it/calcio-miglioriamone-lassorbimento/" target="_blank">calcio</a>, e il consumo di latticini andrebbe limitato a porzioni settimanali di formaggio fresco e a basso contenuto di grassi.<br />
• Le uova è vero che contengono <a href="http://salutedintorni.it/uova-e-colesterolo/" target="_blank">colesterolo</a> ma sono un concentrato di vitamine.<br />
<strong>Le proteine vegetali</strong><br />
Sono presenti in cereali integrali, nei <a href="http://salutedintorni.it/legumi-fondamentali-per-una-nutrizione-corretta/" target="_blank">legumi</a> freschi o secchi, nella <a href="http://salutedintorni.it/frutta-secca-noci-e-mandorle-alleate-della-salute/" target="_blank">frutta secca </a>a guscio, nel glutine lavorato a seitan. La soia è una leguminosa diventata ormai un prodotto di discreto consumo , e i suoi derivati proteici come tofu e tempeh vengono spesso utilizzati come sostituti dei prodotti animali . Però se da una parte la soia ha un profilo proteico completo (PDCASS ≥ 100) essa è un allergene e contiene fitoestrogeni che possono renderla controindicata in date patologie.<br />
<strong>Quante proteine ?</strong><br />
L’<a href="http://www.sinu.it/html/cnt/larn.asp" target="_blank">assunzione minima raccomandata </a>per la popolazione adulta sana è di <strong>0,9 g/kg</strong> di peso corporeo al giorno. Il fabbisogno aumenta durante l’ adolescenza, in rapporto con le necessità di crescita, e durante gravidanza e allattamento. Negli anziani, considerata l’elevata prevalenza di <strong>malnutrizione proteico energetica</strong>, i LARN stabiliscono un valore di 1,1 g/kg.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Dottssa-Eleonora-Fiorillo-567954823355367/?ref=aymt_homepage_panel" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo </a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/proteine-animali-e-vegetali/">Proteine animali e vegetali</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fibra: ruolo nel metabolismo di zuccheri e grassi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 11:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fibra alimentare non ha funzione plastica o energetica, ma è fondamentale per la buona salute dell’intestino in quanto aumenta la massa fecale e la velocità di transito intestinale. In base al grado di solubilità può essere classificata come solubile e insolubile. La fibra insolubile...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fibra alimentare</strong> non ha funzione plastica o energetica, ma è fondamentale per la buona salute dell’intestino in quanto aumenta la massa fecale e la velocità di transito intestinale. In base al grado di solubilità può essere classificata come <strong>solubile e insolubile</strong>.</p>
<p>La fibra insolubile è contenuta soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e negli ortaggi, mentre quella solubile è presente soprattutto nei legumi e nella frutta, anche se alcuni prodotti vegetali contengono entrambi i tipi di fibra.</p>
<p><strong>Principali alimenti ricchi in fibra</strong><br />
Legumi: fagioli, fave, ceci, lenticchie, piselli.<br />
Cereali e derivati: pasta e pane integrali, orzo perlato.<br />
Verdura e ortaggi: carciofi, cavoli, cicoria, carote, melanzane, barbabietole, funghi, agretti, finocchi.<br />
Frutta fresca: pere, mele, fichi, banane, kiwi, lamponi, fichi d’India, ribes.<br />
Frutta secca in guscio: noci, nocciole, mandorle.</p>
<p><strong>Ruolo della fibra sul metabolismo di zucchero e grassi</strong><br />
Oltre ai ben noti effetti benefici che ha sull&#8217;intestino, la fibra alimentare è in grado anche di migliorare il controllo glico-metabolico (l’assorbimento degli zuccheri) e influenzare il metabolismo lipidico. I possibili meccanismi d’azione delle fibre sull’assorbimento degli zuccheri sembrano essere per le fibre solubili in acqua, la formazione a livello gastrointestinale, di soluzioni viscose che rendono più difficile il passaggio delle sostanze nutritive dal lume alla mucosa intestinale; mentre per le fibre idrolubili si presuppone che aumenti la velocità di transito intestinale con una riduzione del tempo di assorbimento. Il risultato è una <strong>riduzione della produzione di insulina</strong> che ha una grande importanza nella regolazione di fame e sazietà. Inoltre un consumo di 5-10g/die di fibre solubili viscose, quali pectine, beta glucani, mucillagini, diminuirebbe la concentrazione plasmatica di LDL attraverso la <strong>riduzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo</strong> alimentare a livello dell’ileo con l’aumento della sua escrezione fecale.</p>
<p><strong>Quanta fibra?</strong><br />
<span style="line-height: 1.5">Non esiste un vero e proprio fabbisogno minimo, ma è auspicabile un consumo giornaliero di <strong>almeno 25g/die</strong> di fibra alimentare derivante da cereali integrali, frutta e verdura. Tale indicazione scaturisce dal rapporto del 2003 dell’OMS che identifica in tale quantità l’effetto protettivo nei confronti dell’obesità. Recenti linee guida APTIII e AHA 2006 raccomandano un consumo di alimenti ricchi in fibra per un introito giornaliero pari a 30g.</span></p>
<p><strong>è importante ricordare che:</strong></p>
<ul>
<li>Le fibre determinano un maggior senso di sazietà, soprattutto quelle idrosolubili, rallentando lo svuotamento gastrico.</li>
<li>Una porzione di verdura sotto forma di contorno o come passato di verdura o minestra, dovrebbe essere presente a ogni pasto; una porzione è indicativamente composta da 200g di verdura pesata a crudo e al netto degli scarti.</li>
<li>Mangiare due porzioni di verdura a cena non limita l’assorbimento di carboidrati e lipidi assunti a pranzo, non diminuisce l’indice glicemico del pranzo ed è un pasto insufficiente che porta ad un digiuno notturno più marcato dall’assenza di nutrienti utilizzabili per l’attività metabolica.</li>
<li>I legumi contengono buone quantità di fibra, proteine e carboidrati come raffinosio e stachiosio contenuti prevalentemente nelle bucce. Proprio la presenza di disaccaridi non digeribili può provocare fenomeni di meteorismo intestinale accompagnato da dolori e crampi addominali.</li>
<li>I soggetti con problemi gastrointestinali dovrebbero preferire legumi decorticati o passati con il passino per evitare il peggioramento della sintomatologia.</li>
<li>l&#8217;aumento del consumo di fibra, soprattutto di tipo insolubile, può essere utile per combattere la <a href="http://salutedintorni.it/stitichezza/" target="_blank">stitichezza</a>.</li>
<li>Inoltre l&#8217;aumento del consumo di fibra dovrebbe essere graduato nel tempo e derivato da un più elevato consumo di alimenti ricchi di fibra (cereali, legumi, verdure e frutta), piuttosto che da supplementi o concentrati di fibra.</li>
<li>Verdura e frutta, devono essere di stagione, possibilmente acquistata da  coltivazione biologiche a Km 0.</li>
</ul>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fibra-alimentare/">Fibra: ruolo nel metabolismo di zuccheri e grassi</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Legumi: fondamentali per una nutrizione corretta</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/legumi-fondamentali-per-una-nutrizione-corretta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Laura Paone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 06:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I legumi sono un importante gruppo di alimenti di origine vegetale, costituito dai semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle leguminose. I principali legumi comunemente impiegati in cucina sono i piselli, le fave, le lenticchie, i fagioli, i ceci, lupini e la soia. Nella...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I legumi</strong> sono un importante gruppo di alimenti di origine vegetale, costituito dai semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle leguminose. I principali legumi comunemente impiegati in cucina sono i <strong>piselli</strong>, le <strong>fave</strong>, le <strong>lenticchie</strong>, i <strong>fagioli</strong>, i <strong>ceci</strong>, <strong>lupini</strong> e la <strong>soia. </strong>Nella tradizione alimentare italiana, l&#8217;uso dei semi delle leguminose è antico e assai diffuso.</p>
<p>I legumi, pur essendo dei vegetali, sono <strong>ottime fonti di proteine</strong>: secchi, ne contengono una quantità pari o anche superiore a quella della carne e doppia rispetto ai cereali. Il contenuto proteico varia comunque considerevolmente con le specie e con le varietà; esso cambia inoltre a seconda dello stato, fresco o essiccato, dei semi. Per il tipo di proteine presenti nei legumi è importante l’associazione con i cereali in modo da ottenere un pasto il cui valore biologico possa essere paragonato a quello degli alimenti di origine animale.</p>
<p>Sebbene le proteine siano presenti in notevole quantità, la loro biodisponibilità è piuttosto bassa, inferiore a quella delle proteine che si trovano in altri alimenti di origine vegetale.</p>
<p>Allo stato secco, i legumi presentano un elevato contenuto di glucidi (oltre il 50% mediamente), il valore calorico è quindi elevato e rende questi alimenti un&#8217;<strong>ottima fonte di energia</strong>.</p>
<p>Inoltre, i legumi, sono <strong>ricchissimi di ferro </strong>ma, per renderlo assimilabile, è consigliabile assumere insieme ai legumi alimenti ricchi di vitamina C, come pomodori, peperoni, sedano, spinaci e cavolfiore, senza dimenticare i limoni (con cui è possibile condire i legumi) e la frutta fresca di stagione, magari gustata a fine pasto, come le arance, le fragole, i mandarini e i kiwi.</p>
<p>La frazione <strong>insolubile</strong>, localizzata prevalentemente nei tegumenti del seme e costituita da cellulosa, emicellulosa e lignina, è essenzialmente responsabile della <strong>regolazione delle funzioni intestinali</strong>, mentre a quella <strong>solubile</strong>, comprendente le pectine e una parte delle emicellulose, viene attribuita la proprietà di <strong>controllare i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue</strong>. Il rapporto tra fibra solubile e insolubile varia nei diversi legumi ed è più alto nei fagioli, più basso nelle lenticchie. Un fattore che riduce il consumo dei legumi, considerato da sempre il loro inconveniente tipico, è il fatto che essi possono indurre flatulenza: ciò è dovuto alla presenza di zuccheri che esistono in natura soltanto in questa famiglia di vegetali (raffinosio, stachiosio, verbascosio) e che, non venendo digeriti nell&#8217;intestino, passano nel colon, dove vanno incontro a processi fermentativi a opera della flora batterica, con formazione di gas intestinali.</p>
<p>L&#8217;ONU ha proclamato il 2016 come <a href="http://salutedintorni.it/2016-legumi/" target="_blank">anno internazionale dei legumi</a> per sponsorizzare l&#8217;enorme valore alimentare dei legumi e parallelamente l&#8217;impatto positivo che un incremento della loro coltivazione, particolarmente a basso costo e a lieve impatto ambientale, può avere sulla sussistenza delle popolazioni più povere del pianeta.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-laura-paone/" target="_blank">Dott.ssa Laura Paone</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/legumi-fondamentali-per-una-nutrizione-corretta/">Legumi: fondamentali per una nutrizione corretta</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>ONU: il 2016 sarà l’anno dei legumi</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/2016-legumi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 06:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’inizio del 2016, l’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha lanciato l’Anno Internazionale del legumi dopo gli anni internazionali dedicati al suolo, all&#8217;agricoltura familiare e alla quinoa. Lo scopo è sensibilizzare le persone al consumo dei legumi informandole ancor di più sugli innumerevoli effetti benefici...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’inizio del 2016, l’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha lanciato l’Anno Internazionale del legumi dopo gli anni internazionali dedicati al <a href="http://www.fao.org/soils-2015/en/">suolo</a>, <a href="http://www.fao.org/family-farming-2014/en/">all&#8217;agricoltura familiare</a> e alla <a href="http://www.fao.org/quinoa-2013/en/">quinoa</a>.</p>
<p>Lo scopo è sensibilizzare le persone al consumo dei legumi informandole ancor di più sugli innumerevoli effetti benefici apportati da questi vegetali. Oltre che per il valore nutrizionale, viene considerata anche la loro portata economica, il tutto racchiuso nello slogan “semi nutrienti per un futuro sostenibile”.</p>
<p>In occasione dell’evento ufficiale che ha lanciato l’iniziativa, il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva ha dichiarato che &#8220;i legumi sono importanti coltivazioni per la sicurezza alimentare di una grande percentuale della popolazione mondiale, in particolare in America Latina, in Africa e in Asia, dove sono parte delle diete tradizionali e spesso coltivati dai piccoli agricoltori&#8221; e ha anche affermato che &#8220;per secoli sono stati una parte essenziale delle diete umane ma il loro valore nutrizionale non viene generalmente riconosciuto ed è spesso sottovalutato&#8221;.</p>
<p>Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, ha invece sottolineato il ruolo fondamentale che questi alimenti possono ricoprire nella lotta alla fame nel mondo e allo stesso tempo al supporto che la coltivazione dei legumi può fornire per salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p><strong>Salute, ambiente e cultura in un solo seme</strong></p>
<p>In tutto il mondo, i legumi sono un pilastro della cultura alimentare. Si ritrovano infatti in moltissime ricette tradizionali, che variano a livello locale. Nei secoli gli agricoltori hanno selezionato centinaia di varietà adattatesi perfettamente alle diverse condizioni ambientali in cui sono coltivate.</p>
<p>Da sempre i legumi hanno rappresentato una valida alternativa alle proteine di origine animale. Non a caso, durante il periodo di povertà vissuta anche in Italia a cavallo tra le due guerre mondiali, i legumi erano definiti “la carne dei poveri”. Oggi sappiamo che questi alimenti presentano un elevato contenuto proteico e risultano molto più economici grazie alla loro resa di produzione che supera anche quella dei <strong>cereali</strong>. È stato calcolato, infatti, che in media le proteine del latte costano ben <strong>cinque volte</strong> più di quelle dei legumi.</p>
<p>Oltre all’elevato contenuto di proteine, i legumi forniscono un ottimo apporto di vitamine del gruppo B, fondamentali per un buono stato di salute. Contenendo invece un basso tenore di grassi e un’elevata presenza di sali minerali e fibre solubili sono un ottimo alleato nella gestione del <strong>colesterolo</strong> e nel contrastare varie forme di anemia. Tra gli altri vantaggi c’è anche l’assenza di glutine, il che rende i legumi un alimento ideale anche per chi è affetto da celiachia.</p>
<p>Oltre alle importanti proprietà nutritive è da sottolineare anche l’effetto positivo che la coltivazione di legumi ha sull’ambiente. Le piante appartenenti a questa grande famiglia hanno una spiccata capacità nel fissare l’azoto inorganico, grazie all’associazione simbiotica con varie specie batteriche. La fissazione dell’azoto è alla base dell’elevato contenuto proteico dei semi di queste piante e contemporaneamente dell’aumento della concentrazione dello stesso elemento nel terreno, una volta che le piante lo concimano col ricambio delle foglie o con la morte. Grazie a questo meccanismo, i terreni coltivati con leguminose col tempo aumentano la loro concentrazione di azoto, utile a sua volta allo sviluppo ottimale della microflora e della pedofauna e quindi rende possibile il mantenimento di un altro pilastro per la vita sul nostro pianeta: la <strong>biodiversità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/dr-giuseppe-amato-biologo-nutrizionista/" target="_blank">Giuseppe Amato</a></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/2016-legumi/">ONU: il 2016 sarà l’anno dei legumi</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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