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		<title>Agrumi per curare i malanni di stagione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver parlato dell&#8217;arancia, come frutto di stagione, parliamo di altri fratelli appartenenti alla sua stessa famiglia degli agrumi; tra questi descriviamo in particolare il pomelo e il pompelmo. Il pomelo appartiene al genere dei <em>Citrus, </em>è poco noto in Occidente in quanto è coltivato soprattutto in Malaysia e in Asia da oltre 4000 anni; nel XVIII secolo venne importato in Giamaica da un capitano inglese chiamato Shaddock che gli diede il proprio nome, in Liguria, infatti, il pomelo è noto come sciaddocco proprio in memoria di questo capitano. Ha una forma leggermente a pera e da molti è stato definito uno dei progenitori di quasi tutti gli agrumi. La buccia è liscia e al di sotto è presente una sostanza spugnosa e bianca detta <em>albedo, </em>non commestibile, con una polpa acidula e con pochi semi; viene raccolto prima di arrivare a completa maturazione perché, crescendo, ha la tendenza a cadere dall&#8217;albero. Rispetto al pompelmo, il pomelo viene consumato al naturale più raramente perché viene preferibilmente cucinato o candito. Per quanto riguarda le proprietà nutritive esso è un po&#8217; meno nutriente dell&#8217;arancia ma è sempre ricco di vitamina C, contiene potassio e acido folico oltre ad essere considerato digestivo, antisettico e diuretico. Il pompelmo, invece, è il risultato tra il pomelo ed il mandarino e fu importato in Europa inizialmente come pianta decorativa. Deriva dal termine <em>pampelmoes </em>che significa grosso limone. La sua polpa può essere gialla, rosa o rossa; è abbastanza dolce e zuccherina e può o meno contenere semi. Esistono differenti varietà di pompelmo tra cui il pompelmo rosa, un ibrido con l&#8217;arancio che ha reso il frutto più colorato e dolce. Il suo uso è molto vario: può essere mangiato al naturale oppure grigliato, aggiunto alle insalate miste, nei dolci o come sorbetto. Il succo è molto rinfrescante e, come tutti gli agrumi, è ricco di vitamina C ed è una buona fonte di potassio&#8230; una spremuta al giorno di pomelo, pompelmo, arancia e di tutti gli agrumi in generale forniscono un&#8217;ottima fonte di vitamine, in particolare di vitamina C, molto utile per i malanni di stagione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/agrumi/">Agrumi per curare i malanni di stagione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Arance: un toccasana per il sistema immunitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 11:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;arancia  è oggi uno dei frutti più comuni e importanti, soprattutto a livello commerciale. E&#8217; originaria della Cina ma gli arabi la introdussero in Italia, infatti la parola arancio deriva dall&#8217;arabo marandj . Ne esistono diverse varietà classificate in  dolci ed amare: troviamo l&#8217;arancia amara, definita...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arancia  è oggi uno dei frutti più comuni e importanti, soprattutto a livello commerciale. E&#8217; originaria della Cina ma gli arabi la introdussero in Italia, infatti la parola arancio deriva dall&#8217;arabo <em>marandj . </em>Ne esistono diverse varietà classificate in  dolci ed amare: troviamo l&#8217;arancia amara, definita anche melangolo o arancia di Siviglia perché in questa città spagnola fu intensivamente coltivata; l&#8217;arancia dolce, molto apprezzata per il suo sapore succoso e zuccherino; l&#8217;arancia valencia, porta il nome della città spagnola in cui era coltivata fortemente&#8230; presenta una polpa molto succosa e acidula che contiene pochi semi e per questo viene definita l&#8217;arancia da succo per eccellenza; l&#8217;arancia navel, probabilmente originaria del Brasile. La sua scorza arancione si toglie facilmente ed è spessa e rugosa; il sanguinello è un ibrido comparso in Europa. La sua polpa è rossa e quando è solo striata di rosso viene chiamata semi sanguinello; infine le arance tarocco, tra le più diffuse ed apprezzate con una scorza liscia ed una polpa croccante. Scegliere arance sode e pesanti rispetto alle dimensioni con la scorza liscia priva di parti molli, macchie nere o muffe; i suoi impieghi sono diversi: si consuma al naturale, spremuta, si cucina e può essere assunta sotto forma di bevanda, marmellata o gelatina&#8230; la scorza può essere candita così come la polpa e dall&#8217;arancia si può ottenere un olio essenziale utilizzato in pasticceria, in cosmetica ed in farmacia. Come frutto si aggiunge alle macedonie, alle crepes, ai gelati o sorbetti. Può essere conservata a temperatura ambiente per circa una settimana, invece per una conservazione più prolungata bisogna riporla in frigorifero. E&#8217; risaputo che l&#8217;arancia è ricca di vitamina C ed è anche una buona fonte di potassio, ed è per questo che viene consigliata anche tutti i giorni, sotto forma di spremuta, per aiutare e fortificare il sistema immunitario soprattutto nei periodi più freddi. L&#8217;arancia è diuretica, tonica, digestiva e lievemente lassativa e l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio sembra che abbia l&#8217;effetto di conciliare il sonno.</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/arance/">Arance: un toccasana per il sistema immunitario</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cachi: frutto tropicale di Novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 11:00:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diospiro, pianta probabilmente originaria della Cina ed appartenente alla grande famiglia dei legni duri, è la sola, di questa classe, che produce un frutto commestibile: il cachi. Questo frutto autunnale pende dai rami quando tutte le foglie sono cadute. Il termine <em>kaki</em>  è di origine giapponese ed è il frutto nazionale di questo paese; viene coltivato in Cina, Corea, Israele, negli Stati Uniti ma è arrivato anche in Italia alla fine del secolo scorso. Ne esistono diverse varietà che si classificano in due gruppi: il <em>cachi asiatico</em>, conosciuto e coltivato da più di mille anni ed il <em>cachi americano</em>, una varietà che cresce spontaneamente in alcune zone degli Stati Uniti. Gli indiani d&#8217;America usavano essiccare il cachi per poterlo consumare in ogni momento a seconda delle necessità. Deve essere consumato maturo e cioè quando è completamente molle altrimenti è astringente per l&#8217;alto contenuto di tannini. La sua buccia è commestibile proprio quando giunge a piena maturità e circonda una polpa  molto delicata e dolce&#8230; durante l&#8217;acquisto non bisogna fidarsi del colore in quanto il cachi è in genere molto colorato e non costituisce segno di maturazione ma, sicuramente,  bisogna evitare esemplari gialli o verdastri e scegliere frutti intatti. E&#8217; delizioso al naturale estraendo la polpa con un cucchiaio, si può ridurre in purea aggiungengo qualche goccia di succo di limone per evitare lo scolorimento e può accompagnare gelati, torte e crepes. Tenere il cachi a temperatura ambiente se deve completare la maturazione oppure, per accellerare il processo, chiuderlo in un sacchetto di carta, per attivarlo ulteriormente ed inserendo frutti come banana o mela che sprigionano etilene; una volta maturo può essere conservato in frigorifero. E&#8217; una buona fonte di provitamina A e fornisce anche potassio, vitamina C e rame; può essere un blando lassativo. Secondo alcune tradizioni contadine è possibile prevedere come sarà l&#8217;inverno attraverso la &#8220;lettura dei semi di cachi&#8221;: come? bisogna tagliare i cachi e ricavarne il nocciolo, questo viene aperto a metà e può contenere all&#8217;interno delle forme assomigliabili a delle posate di comune utilizzo; se il germoglio è a forma di cucchiaio cadrà molta neve mista a pioggia, se è a forma di forchetta ci si deve aspettare un inverno mite con neve leggera mentre se è a forma di coltello aspettiamoci un inverno &#8216;tagliente&#8217; con venti forti e gelici. Buon divertimento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/cachi/">Cachi: frutto tropicale di Novembre</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La melagrana: frutto di stagione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 11:00:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuando a parlare di <a href="http://salutedintorni.it/frutta-2/">frutta</a>, passiamo ad un frutto di stagione dalle numerose qualità: la melagrana, frutto probabilmente di origine Persiana. Il suo nome deriva da <em>granatum </em>che significa pieno di grani&#8230; è citata nella Bibbia ed in molti miti compare come simbolo di fertilità; sembra che il profeta Maometto ne raccomandasse il consumo per controllare i desideri del corpo. Cresce nella maggior parte dei paesi tropicali adattandosi a diverse condizioni climatiche e di terreno, ma preferisce gli ambienti in cui l&#8217;inverno è molto rigido e l&#8217;estate calda. Il frutto presenta una scorza molto doppia non commestibile, di solito di color rosso brillante con all&#8217;interno una membrana bianca amara e anch&#8217;essa non commestibile che delimita e protegge tanti piccoli granuli rossi dalla polpa succosa e zuccherina oltre che molto rinfrescante. Questi granuli si consumano generalmente al naturale  ma non si esclude il loro utilizzo in altri modi: insaporiscono le macedonie, le insalate miste, zuppe, carne o pesce; molto spesso si consuma anche il succo che è molto dissetante. La melagrana va conservata a temperatura ambiente per qualche giorno oppure può essere tenuta in frigorifero se non si intende consumarla subito: si manterrà per circa tre settimane; è possibile congelarla eliminando la buccia esterna e conservando solo i semi. Durante l&#8217;acquisto scegliere un frutto grosso, pesante e con la scorza priva di ammaccature o scolorita e raggrinzita. E&#8217; una buona fonte di potassio, contiene vitamina C e acido pantotenico oltre a contenere tracce di sodio. Il sapore acidulo è dovuto alla presenza di numerosi acidi organici, tra cui l&#8217;acido citrico. Non sempre, quando parliamo di frutta, intendiamo  alimenti che possono essere consumati solo come tali; i frutti in generale possono essere consumati sotto varie forme e abbinati a diversi cibi che assumono così un sapore fresco e particolare!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/melagrana/">La melagrana: frutto di stagione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Uva e sue caratteristiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 11:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uva è il frutto della vite ed è l&#8217;ingrediente base del vino e di numerose bevande alcoliche (champagne, cognac, porto&#8230;); la sua produzione e quindi la produzione di vino risalgono a tempi immemorabili: questa bevanda è sempre stata apprezzata in particolare da Greci e Romani...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uva è il frutto della vite ed è l&#8217;ingrediente base del vino e di numerose bevande alcoliche (champagne, cognac, porto&#8230;); la sua produzione e quindi la produzione di vino risalgono a tempi immemorabili: questa bevanda è sempre stata apprezzata in particolare da Greci e Romani che ne consumavano in abbondanza; con la caduta dell&#8217;impero romano, i Galli continuarono la viticoltura e per questo la sua celebrazione non fu mai interrotta. La vite, da cui l&#8217;uva si ricava, può essere lunga circa 17 metri ma la si pota per facilitare la raccolta di un&#8217;uva buona e ricca di sapore; fiorisce in primavera e circa tre mesi dopo l&#8217;uva è matura e pronta per la raccolta. I chicchi del frutto possono essere rotondi o leggermente allungati, riuniti in grappoli più o meno grossi e con un colore variabile dal verde al viola o quasi nero; la polpa è succosa e zuccherina ed è ricoperta da una buccia che racchiude anche dei piccoli semi. Si fa distinzione tra uva da tavola, utilizzata come frutta o nei dolci, uva da vino ed uva destinata all&#8217;essiccazione. E&#8217; deliziosa al naturale, cotta, disidratata o spremuta e si può consumare in macedonia, nei dolci, per fare confetture o anche per essere utilizzata come accompagnamento ad alcuni alimenti. Il suo succo è molto gradevole e dai semi si estrae un olio da tavola mentre, le foglie della vite che sono commestibili, vengono impiegate spesso per farcire carne o riso anche se è un&#8217;abitudine più caratteristica di paesi quali Israele, Nord Africa o Grecia. L&#8217;uva è una buona fonte di potassio e contiene vitamina C, vitamina B6 e le si riconoscono numerose proprietà medicinali: è diuretica, energetica, lassativa e remineralizzante; molto spesso viene consigliata come terapia depurativa e rinvigorente. Dopo aver conosciuto brevemente la storia, gli usi e le proprietà dell&#8217;uva, ci lasciamo con una ricetta che ci aiuta a fare in casa la confettura di uva:</p>
<ul>
<li>staccare gli acini, eliminando quelli troppo maturi o danneggiati e lavarli con cura. Aprirli e togliere i semi</li>
<li>pesarli in modo da determinare il quantitativo di zucchero da usare: a parità di peso la conserva durerà a lungo, viceversa con un peso di zucchero pari alla metà del peso dell&#8217;uva la conservazione sarà più breve</li>
<li>versare lo zucchero in una casseruola, aggiungere 50ml di acqua per chilo di zucchero e far sciogliere a fiamma bassa, nel momenti in cui va in ebollizione viene lasciata sul fuoco per circa 4 minuti</li>
<li>lasciare ispessire lo sciroppo fino a che prenda una bella consistenza e spegnere il fuoco appena raggiunta l&#8217;ebollizione</li>
<li>invasare la confettura e chiuderla ermeticamente</li>
</ul>
<div></div>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/uva/">Uva e sue caratteristiche</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>More e mirtilli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 11:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il mirtillo ed il mirtillo americano appartengono alla famiglia delle Ericacee che comprendono diverse specie, non tutte commestibili. Il mirtillo, anche noto come mirtillo nero, cresce allo stato spontaneo su un arbusto il cui fogliame verde diventa rosso scuro in autunno; da qui si sviluppano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mirtillo ed il mirtillo americano appartengono alla famiglia delle <em>Ericacee</em> che comprendono diverse specie, non tutte commestibili. Il mirtillo, anche noto come mirtillo nero, cresce allo stato spontaneo su un arbusto il cui fogliame verde diventa rosso scuro in autunno; da qui si sviluppano delle bacche dopo la fioritura primaverile composta da fiorellini bianchi. Il mirtillo americano è molto raro in Europa; esso cresce spontaneo nei boschi ed in montagna&#8230; i suoi fiori sono rosa e a forma di campanula ed i frutti sono riuniti in grappoli, le bacche che si sviluppano possiedono una polpa zuccherina contenente piccolissimi semi. I mirtilli sono eccellenti se consumati al naturale, da soli o in macedonia; si possono servire in vari modi: con panna fresca oppure con succo di arancia o limone e, come tutte le bacche, si possono utilizzare per preparare dolci, yogurt o sorbetti. Sono facilmente deperibili e quindi è preferibile conservarli in frigorifero, non lavati, dove possono durare qualche giorno oppure congelarli dopo averli lavati e asciugati. Entrambe le varietà di mirtilli sono una fonte di vitamina C, potassio, sodio e fibre. Contengono numerosi acidi, oltre agli antociani, responsabili delle proprietà dei mirtilli contro le infezioni urinarie. Sono astringenti, antisettici e antidiarroici. La mora invece, è frutto di un rovo appartenente alla stessa famiglia del lampone e della fragola. Questi rovi crescono nei giardini, nei campi e nei boschi e si arrampicano sui muri e su qualunque ostacolo incontrino. La mora è una bacca composta da numerosi piccoli frutti succosi legati l&#8217;uno all&#8217;altro, ciascuno contenente un piccolo seme chiamato <em>drupa; </em>può essere nera, rossa o bianca-giallastra. Sono abbastanza difficili da raccogliere in quanto la bacca diventa nera prima di essere matura e quindi bisogna staccarla solo quando appare morbida al tatto e si stacca facilmente in modo da avere un frutto più zuccherino. Come per il lampone, il momento migliore per la raccolta è il mattino. Le more sono delicate, non sopportano le alte temperature, le manipolazioni ed il trasporto; si deteriorano facilmente e possono contaminare altri alimenti. Si usano come i lamponi, sono deliziose al naturale o come accompagnatrici di gelato, yogurt o panna; si aggiungono alle macedonie o al muesli della prima colazione, si trasformano in purea da aggiungere a dolci, gelati e sorbetti oppure si possono usare per decorazioni. La mora è una buona fonte di vitamina C e potassio, contiene magnesio e rame. E&#8217; astringente, depurativa e lassativa. Buona scorpacciata!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/more-e-mirtilli/">More e mirtilli</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Ribes, frutto dal tocco orientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 11:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il frutto di un arbusto folto e dai rami spinosi il cui nome deriva dall&#8217;arabo ribas. Esistono molte varietà di ribes, di cui i principali produttori sono la Germania, la Polonia e la Russia; questi frutti si classificano in categorie che comprendono il gruppo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il frutto di un arbusto folto e dai rami spinosi il cui nome deriva dall&#8217;arabo <em>ribas. </em>Esistono molte varietà di ribes, di cui i principali produttori sono la Germania, la Polonia e la Russia; questi frutti si classificano in categorie che comprendono il gruppo dei ribes a grappolo ed il gruppo dell&#8217;uva a spina. Il ribes a grappolo è una bacca rotonda, bianca o rossa; il ribes nero assomiglia al mirtillo ed è ricoperto da una sottile buccia traslucida simile a quella dell&#8217;uva con la polpa che presenta minuscoli semi. L&#8217;uva spina è particolarmente apprezzata ed ha un posto d&#8217;onore nella cucina inglese; questa differisce dal ribes a grappolo perché cresce su un arboscello spinoso, si sviluppa da sola e non in grappolo e presenta dimensioni più grandi. A seconda delle varietà è giallastra, verdastra, bianca o rossa. I ribes a grappolo si consumano al naturale, da soli oppure in macedonia ma possono anche consumarsi cotti perché hanno un sapore amaro; si abbinano ai dolci oppure ad altri frutti e si possono fare gelati, marmellate o sciroppi&#8230; è ricco di vitamina C e potassio, contiene ferro e magnesio oltre a tracce di fosforo, calcio e sodio. L&#8217;uva spina, invece, si può consumare cruda con lo zucchero oppure nei dolci, gelati, sorbetti ed addirittura può accompagnare carne e esce. Il ribes nero è destinato principalmente alla produzione di liquori, vini o gelatine. E&#8217; un&#8217;ottima fonte di vitamina C, potassio e contiene ferro, magnesio, acido pantotenico, fosforo e calcio oltre a tracce di vitamina A. 250 mL di ribes nero fresco contengono una quantità di vitamina C tre volte superiore a quella di una piccola arancia; l&#8217;uva spina è una buona fonte di vitamina C e potassio e contiene tracce di acido pantotenico, vitamina A e fosforo. Questi frutti sono ricchi di acido citrico (che è responsabile dell loro gusto aspro) e di pectina. Si considerano diuretici, digestivi e depurativi; sono anche lassativi, soprattutto il ribes nero. Scegliere sempre frutti intatti e con la buccia di colore vivace. Quando parliamo di frutta e dei vari frutti in generale ricordiamo sempre che di questi, se ne possono fare diversi usi, che ci permettono di assaporarli in maniera diversa senza monotonia sperimentando ogni giorno!</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/ribes/">Ribes, frutto dal tocco orientale</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La frutta è davvero così importante?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 10:00:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi miti e diverse dicerie accompagnano l&#8217;uso e le qualità della frutta. Conosciamo prima che cosa è e quali sono le caratteristiche che lo accompagnano. Il frutto è ciò che si sviluppa quando il fiore viene fecondato e generalmente la parola frutto si applica agli alimenti generalmente dolci che si consumano per dessert ma tuttavia anche alcuni vegetali sono considerati frutti come ad esempio melanzana, pomodoro, zucca, olive&#8230; anche i legumi erano chiamati &#8216;frutti della terra&#8217;. Sono consumati fin dai tempi preistorici, sia dall&#8217;uomo che dagli animali, e vengono coltivati da circa 6000 anni. Stagionalmente costituivano una parte importante dell&#8217;alimentazione dei popoli primitivi ma in seguito l&#8217;uomo imparò a seccarli per poterli consumare anche fuori stagione. Scegliere frutti intatti e di colore vivo, né troppo duri e né troppo molli, privi di ammaccature e di odore gradevole. Vanno lavati prima di consumarli, tranne quelli molto delicati come ad esempio i frutti di bosco. La polpa di alcuni frutti si ossida a contatto con l&#8217;aria quindi è sempre meglio tagliarli poco prima dell&#8217;uso oppure nel caso, aggiungervi un  ingredienti acido (limone, aceto). Si consumano nei modi più svariati: crudi, cotti, disidratati, canditi, fritti, sotto forma di marmellate o nei dolci. Ma vediamo qual è il loro valore nutritivo: ogni frutto è costituito da diversi elementi nutritivi e condividono alcune caratteristiche:</p>
<ul>
<li>la maggior parte è ricca di acqua che è presente fino al 95% e vengono considerati dissetanti</li>
<li>contengono zuccheri ma in poche quantità</li>
<li>forniscono poche calorie</li>
<li>hanno poche proteine e grassi, ad eccezione di noci, mandorle o anacardi che contengono una maggiore quantità di grassi rispetto alla frutta fresca</li>
<li>sono ricchi di vitamina A, B e C, potassio, magnesio, calcio e ferro</li>
<li>contengono numerosi acidi organici che favoriscono la secrezione degli acidi gastrici</li>
<li>i frutti sono ricchi di fibre solubili ed insolubili che facilitano il transito intestinale</li>
</ul>
<p>E&#8217; importante consumare frutti freschi con la buccia perché essa contiene la maggior parte di fibre e vitamine anche se alcune persone digeriscono con difficoltà i frutti crudi. Si dice che i frutti &#8216;respirano&#8217; perché continuano a vivere dopo la raccolta e sono molto delicati. Poiché i frutti emanano etilene che fa appassire gli ortaggi, è bene conservarli separatamente.</p>
<p>Tutte le proprietà precedentemente elencate dovrebbero essere sufficienti a far capire l&#8217;importanza del consumo di frutta giornaliero, senza necessariamente seguire delle regole precise!</p>
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		<title>Frutta disidratata e frutta candita: sì o no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 10:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I frutti disidratati sono frutti a cui è stata estratta parte dell&#8217;acqua che contenevano. La disidratazione è uno dei più antichi procedimenti di conservazione: per secoli i frutti sono stati lasciati seccare al sole mentre ora la disidratazione avviene industrialmente a temperatura controllata. Possono essere venduti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I frutti disidratati sono frutti a cui è stata estratta parte dell&#8217;acqua che contenevano. La disidratazione è uno dei più antichi procedimenti di conservazione: per secoli i frutti sono stati lasciati seccare al sole mentre ora la disidratazione avviene industrialmente a temperatura controllata. Possono essere venduti in confezione oppure no ma molto spesso, quelli confezionati, possono contenere additivi e conservanti: meglio acquistare frutti disidratati in punti commerciali di cui è certa la qualità e la freschezza dei prodotti. E&#8217; possibile reidratarli tenendoli a bagno nell&#8217;acqua in  un succo oppure in un liquido alcolico fino a quando non si gonfiano e diventano morbidi ma, in ogni caso, disidratati si consumano così come sono oppure, se reidratati, cotti. Impiegati come dessert o come spezza-fame si possono aggiungere ai cereali, alle macedonie, alle insalate oppure per farcire torte, biscotti e pasticcini ma poiché sono molto dolci spesso è opportuno ridurre le quantità di zucchero delle preparazioni a cui vengono aggiunti. I frutti disidratati contengono un terzo della quantità di acqua equivalente al frutto fresco perciò gli elementi nutritivi sono molto concentrati ma, a parità di peso, contengono in genere 4-5 volte le sostanze nutritive del frutto fresco quindi sono altamente energetici; l&#8217;energia che forniscono è immediatamente disponibile perché il metabolismo degli zuccheri avviene velocemente; inoltre, perché sono ricchi di zucchero possono provocare carie. Spesso conservano sostanze conservanti ma, essendo presenti in basse quantità, non costituiscono un pericolo, salvo per coloro che ne sono allergici. Per quanto riguarda i frutti canditi invece, sono frutti conservati nello zucchero che va a sostituire l&#8217;acqua in essi contenuta. Il procedimento tradizionale consiste nello scottare i frutti per ammorbidirli; essi vengono raccolti poco prima della loro maturazione completa in modo che il loro sapore sia all&#8217;apice, vengono lasciati poi in sciroppi sempre più concentrati che impregnano la polpa di zucchero senza danneggiarla. Sono molto usati in pasticceria, anche a scopi decorativi o come dolci ed è bene conservarli in un luogo fresco ed asciutto fino a sei mesi al riparo dal calore. I frutti canditi sono calorici perché ricchi di zucchero. E&#8217; consigliabile usare principalmente i frutti disidratati come spuntino spezza-fame in quanto conservano molte delle sostanze nutritive, mentre riservare i frutti canditi al semplice abbellimento dei dolci&#8230; sono troppo zuccherati e lavorati per poterli consumare giornalmente come alimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/frutta/">Frutta disidratata e frutta candita: sì o no?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Rimettiamoci in forma dopo l&#8217;estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 10:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione estiva, si sa, vuol dire mare, sole, divertimenti, relax&#8230; estate significa soprattutto vacanza e chi non commette qualche sgarro alimentare fuori porta? Chi non si concede un gelato o un pranzo/cena fuori più spesso? Per questo motivo, una volta terminata la bella stagione,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione estiva, si sa, vuol dire mare, sole, divertimenti, relax&#8230; estate significa soprattutto vacanza e chi non commette qualche sgarro alimentare fuori porta? Chi non si concede un gelato o un pranzo/cena fuori più spesso? Per questo motivo, una volta terminata la bella stagione, è bene rimettersi in riga e tornare alle sane abitudini alimentari. La moda del momento prevede l&#8217;utilizzo di succhi e frullati di qualsiasi tipo che sembrano essere sazianti e disintossicanti, oltre che estremamente nutrienti. Bene, non è sbagliato seguire la moda in questo caso ma cerchiamo di farlo nel modo giusto. Qual è il mix vincente per perdere peso e tornare in forma? Frutta e verdura di stagione, spezie, frutta secca e semi, ma anche alghe ed erbe aromatiche, il tutto miscelato con latte o yogurt rappresentano gli alimenti principali di succhi e frullati dimagranti; tutti alimenti dotati di ottime proprietà terapeutiche e benefiche per il peso forma. Il fai da te è sempre la scelta migliore in quanto permette di sperimentare e scegliere gli abbinamenti che più si preferiscono ed in più offre tutte sostanze benefiche in modo naturale senza necessariamente accontentarsi degli alimenti conservati in bottiglia. La regola base è quella di utilizzare tassativamente vegetali di stagione, ben maturi, freschi e magari biologici; in più frutta e verdura cresciute naturalmente sono più dolci e saporite rendendo superflua l&#8217;aggiunta di dolcificanti esterni. Dopo l&#8217;acquisto (nel caso in cui non si dispone di un proprio orto) frutta e verdura vanno consumate il prima possibile perché più rimangono conservate e più perdono gran parte del loro contenuto benefico. I frutti migliori da frullare sono sicuramente gli immancabili agrumi: un concentrato di gusto, colore e vitamine; mela, pesca e pera; sono i frutti più versatili e sazianti; fragole, lamponi e mirtilli (ma anche tutti i frutti rossi): sono poveri di calorie ma ricchissimi di vitamine e alcuni frutti esotici che sono ricchissimi di acqua. Tra i vegetali i migliori sono quelli a foglia verde che sono quasi privi di calorie e i germogli che possono dare un tocco in più ed un sapore originale. Si possono, in ogni caso, aggiungere tanti altri ingredienti, dalle spezie, alla frutta secca. La procedura è molto semplice, il risultato è garantito quindi perché non salutare le abbuffate estive con un nuovo ed originale alimento  piacevole ed efficace?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>
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