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	<title>disturbi alimentari | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Giornata nazionale  dei Disturbi Del Comportamento Alimentare</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/come-prevenire-e-curare-i-disturbi-del-comportamento-alimentare/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/come-prevenire-e-curare-i-disturbi-del-comportamento-alimentare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr.ssa Annalisa Allocca - Psicologa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 06:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione dei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento dei disturbi alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; In occasione della Giornata Nazionale dei disturbi alimentari, è utile dedicare uno spazio a tali disturbi per comprendere quali sintomi li caratterizzano, quali trattamenti e cure sono possibili. I disturbi del comportamento alimentare nascono da un consumo di cibo non sano e dannoso per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione della Giornata Nazionale dei disturbi alimentari, è utile dedicare uno spazio a tali disturbi per comprendere quali sintomi li caratterizzano, quali trattamenti e cure sono possibili.<br />
I disturbi del comportamento alimentare nascono da un consumo di cibo non sano e dannoso per il benessere psicologico e fisico. Motivo  di  eccessivo dimagrimento o aumento di peso, di conseguenze gravi a livello medico e psicologico.</p>
<p><strong>Quali sono i Disturbi del Comportamento Alimentare</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pica:</strong> portare alla bocca e ingerire ripetutamente per almeno un mese sostanze  non alimentari e non commestibili, come carta, stoffa, sapone, capelli, lana, terra, metallo. Il disturbo si presenta più spesso nell&#8217;infanzia.</li>
<li><strong>Disturbo di ruminazione: </strong>ripetuto rigurgito di cibo per un periodo di almeno un mese.  Il cibo rigurgitato può essere rimasticato, ringoiato o sputato. Comportamento non dovuto a disagi medici e ad altri disturbi   alimentari (anoressia, bulimia)</li>
<li><strong>Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo: </strong>evitare di assumere determinati cibi importanti dal punto di vista nutritivo con una conseguente perdita di peso e carenze nutrizionali a livello medico.</li>
<li><strong>Anoressia nervosa:</strong> intensa paura di ingrassare anche se si è sottopeso, rifiutando il cibo o con condotte  utili per smaltire il cibo ingerito ( vomito, uso di lassativi, eccessiva attività fisica). Nonostante un corpo molto magro, l&#8217;anoressica-o  si considera grassa-o. In età adolescenziale, chi soffre di tale disturbo tende a <a href="http://salutedintorni.it/?s=autolesionismo">comportamenti autolesionisti</a>.</li>
<li><strong>Bulimia nervosa:  </strong>frequenti abbuffate seguite da vomito autoindotto, uso di lassativi ed eccessiva attività fisica per non ingrassare.</li>
<li><strong>Disturbo da alimentazione incontrollata (<a href="http://salutedintorni.it/abbuffarsi-fino-a-sentirsi-male/">BED</a>): </strong>ricorrenti episodi di abbuffate,  dove è forte la sensazione di perdere il controllo e di non riuscire a smettere di mangiare. A differenza della bulimia, sono assenti il vomito e le condotte per evitare di ingrassare. Spesso chi soffre di questo disturbo è in sovrappeso o in una condizione di obesità.</li>
<li><strong>Disturbi alimentari con altra specificazione:</strong> disturbi che non rientrano in quelli precedenti ma causano un disagio medico, sociale e psicologico come le <strong>abbuffate notturne</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>Come prevenire tali disturbi </strong></p>
<p>Fondamentale prevenire tali disturbi, coinvolgendo la famiglia e la scuola con incontri di informazione e sensibilizzazione, con percorsi di sostegno alla genitorialità, volti ad aiutare i genitori a rapportarsi con i propri figli e  con i loro problemi. Così sarà possibile riconoscere i sintomi e intervenire nelle prime fasi del disturbo, in particolare in età adolescenziale.</p>
<p><strong>Quali i trattamenti  </strong></p>
<p>Importante la collaborazione di diverse figure professionali (medici, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti) nella cura di tali disturbi, considerato i vari trattamenti:</p>
<ul>
<li><strong>Trattamento farmacologico</strong></li>
<li><strong>Trattamento psicoterapeutico per recuperare un rapporto sano col cibo e col proprio corpo</strong></li>
<li><strong>Interventi di natura medica, in particolare nei casi di sottopeso</strong></li>
<li><strong>Percorso educativo alimentare</strong></li>
<li><strong>Sostegno psicologico alla famiglia</strong></li>
</ul>
<p>Nei casi più gravi  dal punto di vista medico e psicologico, esistono centri specializzati dove un gruppo di vari professionisti si attiva per sconfiggere tali disturbi e guarire il paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dr.ssa Annalisa Allocca Psicologa Clinica e di Comunità</p>
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		<title>Binge Eating Disorder: quando il cibo non è la medicina</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/binge-eating-disorder-quando-il-cibo-non-e-la-medicina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 13:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[binge eating disorder]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nella società occidentale, la diffusione del benessere ha inciso non poco sul <strong>rapporto col cibo</strong>. È chiaro a tutti che si è andati ben al di là della concezione del cibo come fonte di energia e nutrienti. Per questi motivi, l’introduzione di cibo intesa come necessaria al solo soddisfacimento di un’esigenza fisiologica è passata sostanzialmente in secondo piano. Parallelamente a questo fenomeno, si è registrato un aumento significativo dell’incidenza di alcuni disturbi riguardanti la sfera del rapporto col cibo.</p>
<h1></h1>
<p><strong>Quando viene snaturato il ruolo del cibo</strong><br />
Tra i vari disturbi, considerati ormai come vere e proprie patologie, i più conosciuti sono l’anoressia e la bulimia. Brevemente, la caratteristica in comune tra queste è il verificarsi di una forte perdita di peso, soprattutto nel caso degli anoressici. La bulimia, in realtà, non necessariamente comporta questo effetto, dipende dai comportamenti del bulimico.<br />
Uno dei disturbi meno famosi ma che si sta diffondendo sempre più purtroppo, è il <strong>Bing Eating Disorder (BED)</strong> altrimenti detto <strong>Disturbo da Alimentazione Incontrollata</strong>. A differenza degli altri disturbi alimentari, dal punto di vista fisiologico, la caratteristica più evidente è un deciso aumento del peso corporeo, corrispondente al raggiungimento di una condizione di <strong>grave obesità</strong>. L’individuo interessato da tale disturbo presenta frequenti episodi di alimentazione incontrollata altrimenti detti &#8220;abbuffate&#8221;. In campo medico, per abbuffata s’intende il periodo di tempo in cui un soggetto introduce una quantità di cibo di gran lunga maggiore di quella che un individuo normale potrebbe assumere nello stesso periodo di tempo. La peculiarità di queste persone è che non sempre durante queste crisi introducono cibo in base al sapore. Il “menù” di una persona interessata da alimentazione incontrollata può essere composto da cibo salato, dolce, crudo o anche congelato. Il principio alla base è ottenere il prima possibile la completa dilatazione delle pareti gastriche. A differenza di un individuo che si ciba su base di stimoli fisiologici, nel BED l’abbuffata termina solo al raggiungimento della completa distensione dello stomaco, ovvero quando non riesce più fisicamente a proseguire con l’ingestione di cibo. È evidente, quindi, che la conclusione della crisi non dipende dalla volontà del soggetto. Una differenza tra BED e bulimia sta proprio nel comportamento che di solito viene adottato dopo una crisi. Il bulimico presenta i cosiddetti <strong>comportamenti di compenso</strong> (vomito, digiuno, uso di lassativi, attività fisica) mentre il BED no. Questa caratteristica comportamentale è spesso alla base della fase di depressione in cui si entra inevitabilmente se interessati da BED.</p>
<h1></h1>
<p>Il trattamento di questi soggetti non può che essere affidato a un equipe multidisciplinare. Dal punto di vista alimentare, la strategia può variare da caso a caso ma è sempre fondamentale agire al fine di bloccare il meccanismo che porta alle crisi. Una dieta che provveda a fornire tutti i nutrienti e le calorie richiesti è utile ma il vero obiettivo è quello di favorire il più possibile un senso di sazietà durante la giornata. Spesso infatti, queste persone si nascondono oppure prediligono la notte per mettere in atto l’abbuffata. Una volta fornita questa base è possibile, oltre che strettamente necessario, procedere col dimagrimento. L’equipe multidisciplinare deve essere composto da medico, biologo nutrizionista e psicologo. Quest’ultimo segue il paziente lungo tutto il percorso verificando <a href="http://salutedintorni.it/abbuffarsi-fino-a-sentirsi-male/" target="_blank">l’impatto psicologico</a> che la dieta ha sulla sua condizione.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/binge-eating-disorder-quando-il-cibo-non-e-la-medicina/">Binge Eating Disorder: quando il cibo non è la medicina</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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