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	<title>diabete | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Diabete e alimentazione: le regole di base per gestirlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 10:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[carico glicemico]]></category>
		<category><![CDATA[corretta alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è un fattore molto importante per una persona affetta da diabete. La dieta infatti è finalizzata non solo a mantenere un buon controllo glicometabolico ma anche a prevenire tutti i fattori di rischio cardiovascolare. Il termine “ terapia medica nutrizionale”...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è un fattore molto importante per una persona affetta da diabete. <strong>La dieta infatti è finalizzata non solo a mantenere un buon controllo glicometabolico ma anche a prevenire tutti i fattori di rischio cardiovascolare</strong>. Il termine “ <strong>terapia medica nutrizionale</strong>” indica meglio il potenziale terapeutico dell’alimentazione.</p>
<p>Imparare a gestire bene la malattia dipende dal riuscire a comprendere:<br />
• <strong>Come e perché la glicemia varia durante il giorno</strong>.<br />
• Come <strong>riconoscere</strong> e rispondere ai segni e ai sintomi dell’<strong>iperglicemia o dell’ipoglicemia</strong>.<br />
• L’importanza dei <strong>controlli medici periodici e dell’autocontrollo della glicemia</strong>.</p>
<p><strong>Il ruolo dell&#8217;alimentazione </strong><br />
<strong>I carboidrati </strong>sono tra i maggiori responsabili dell’andamento della glicemia. Nella maggior parte dei casi, dopo <strong>20-90 minuti</strong> dalla loro assunzione circa il 90% è trasformato in glucosio e messo in circolo. Per le proteine invece, il 20-30% può essere trasformato in glucosio, quindi solo parzialmente e con maggiore lentezza , tanto da essere messo in circolo a distanza di <strong>4-6 ore dall’assunzione</strong>; solo il 10% dei grassi, infine, si trasforma in glucosio.</p>
<p><strong>Altri fattori che giocano un ruolo chiave nell’influenzare la risposta glicemica sono l’indice glicemico e il carico glicemico del pasto.</strong></p>
<p>L&#8217;indice glicemico <strong>(IG)</strong> misura il potere glicemizzante di un alimento, ossia la sua capacità di liberare una certa quantità di zucchero dopo la digestione. Il carico glicemico <strong>(CG)</strong>, invece, tiene conto sia della qualità del carboidrato quindi dell&#8217;IG, che della quantità presente.<br />
Un pasto a indice glicemico basso non si caratterizza solo per la presenza di cibi che rispecchiano questa esigenza, come i cereali integrali, ma anche per la sua composizione, per il metodo di preparazione e per lo stato di digiuno del soggetto che ne determina l’assorbimento.</p>
<ul>
<li><strong>La seconda cottura aumenta l’indice glicemico</strong>. Quindi evitiamo prodotti che vanno riscaldati.</li>
<li><strong>Le proteine diminuiscono l’indice glicemico</strong>. In questo senso una pasta al tonno, o con un po’ di ricotta fresca è preferibile alla semplice pasta al pomodoro. Anche I piatti unici con proteine vegetali hanno un basso indice glicemico e scarsa quantità di grassi.</li>
<li><strong>Le fibre diminuiscono l’indice glicemico e aumentano l’indice di sazietà</strong>. Quindi è sempre bene consumare prodotti integrali e aggiungere ai pasti un contorno abbondante di verdure per limitare l’assunzione di carboidrati e grassi.</li>
</ul>
<p>Una dieta equilibrata può pertanto diventare protettiva nei confronti del raggiungimento e il mantenimento di un buon compenso della glicemia. Lo schema alimentare deve quindi prevedere:</p>
<p>• <strong>giusta ripartizione dei nutrienti</strong>.<br />
• introduzione di <strong>carboidrati complessi , a basso indice glicemico e non raffinati</strong>.<br />
• apporto di <strong>fibra</strong> alimentare di almeno <strong>25-30g/die</strong>.<br />
• <strong>frazionamento dei pasti</strong>.</p>
<p>Dott.ssa Eleonora Fiorillo</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/diabete-e-alimentazione/">Diabete e alimentazione: le regole di base per gestirlo</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Crisi ipoglicemica: riconoscerla e intervenire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[calo di zuccheri]]></category>
		<category><![CDATA[crisi ipoglicemica]]></category>
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		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi ipoglicemica è una conseguenza acuta della malattia diabetica. Ci sono alcuni errori che spesso i pazienti diabetici commettono e a seguito dei quali la concentrazione del glucosio nel sangue scende al di sotto di 60mg/dl inducendo la condizione nota col termine di ipoglicemia....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>crisi ipoglicemica</strong> è una <strong>conseguenza acuta </strong>della<strong> malattia diabetica</strong>.</p>
<p>Ci sono alcuni errori che spesso i pazienti diabetici commettono e a seguito dei quali la concentrazione del glucosio nel sangue scende al di sotto di 60mg/dl inducendo la condizione nota col termine di <strong><em>ipoglicemia</em></strong>.</p>
<p><em><strong>Quali sono gli errori?</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Non vengono rispettati gli orari della dieta</strong>. Ad esempio la merenda o lo spuntino non vengono consumati all&#8217;ora indicata nel piano alimentare oppure viene ingerita una quantità di carboidrati inferiore rispetto a quella indicata;</li>
<li><strong>Non viene consumato uno spuntino supplementare</strong> <strong>prima di svolgere attività fisica</strong>;</li>
<li><strong>Viene iniettata più insulina</strong> di quella che realmente occorre in quel momento all&#8217;organismo oppure il paziente autonomamente assume una quantità superiore di farmaco ipoglicemizzante rispetto a quanto gli aveva indicato il medico;</li>
<li><strong>Bere bevande alcoliche a digiuno</strong>.</li>
</ul>
<p><em><strong>Quali sono i sintomi?</strong></em></p>
<p>Come si evince dal seguente studio i sintomi sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Sudorazione, talvolta anche molto intensa;</li>
<li>Aumento del battito cardiaco e tremore;</li>
<li>Aumento del senso di fame;</li>
<li>Debolezza, spossatezza e mal di testa;</li>
<li>Cambiamento d’umore e soprattutto irritabilità;</li>
<li>Indebolimento della vista;</li>
<li>Incubi notturni e difficoltà nel risvegliarsi;</li>
</ul>
<p>E&#8217; sempre bene <em>educare il paziente al riconoscimento dei sintomi</em> in modo che egli possa tempestivamente intervenire con le modalità che tra poco vedremo.</p>
<p>Attenzione! <strong>Le crisi ipoglicemiche sono molto frequenti di notte</strong>, in genere<strong> tra le 2 e le 3</strong>, e può capitare che il paziente dormendo non ne sia cosciente e che la mattina abbia difficoltà nello svegliarsi. Sarebbe opportuno che una  persona che vive da sola informi un vicino di casa o un parente sulla propria condizione in modo tale che al mattino passi ad accertarsi della condizione del malato.</p>
<p>Per non creare allarmismi mi preme sottolineare che sebbene le crisi ipoglicemiche tendono in genere a rientrare da sole non appena, ad esempio, l’eventuale dose di insulina introdotta in eccesso diminuisce, nei rari casi più gravi si possono manifestare delle<strong> convulsioni</strong> e il paziente può entrare in uno stato di <strong>coma</strong>.</p>
<p>Inoltre<strong> le crisi ipoglicemiche possono verificarsi anche in altri momenti della giornata</strong> e anche mentre il soggetto sta svolgendo altre attività. Vediamo insieme cosa fare in varie situazioni tipo:</p>
<ul>
<li>Se si è per strada a piedi la prima cosa da fare è fermarsi e sedersi. Non bisogna assolutamente accelerare il passo cercando di tornare presto a casa, soprattutto se si trova a molta distanza, in quanto si avrebbe un maggior lavoro muscolare e un maggior consumo di glucosio con aggravamento dell&#8217;ipoglicemia;</li>
</ul>
<ul>
<li>Se si è alla guida bisogna accostare e fermarsi immediatamente;</li>
</ul>
<ul>
<li>Se si sta svolgendo attività fisica bisogna interromperla subito e non cercare di accelerare i tempi per portar a termine l’esercizio;</li>
</ul>
<p>E’ chiaro che alcuni tipi di lavori, come ad esempio lavorare su impalcature, o svolgere determinate attività, come il fare delle escursioni in montagna o l’andare a fare una nuotata, sarebbero da evitare in quanto una crisi ipoglicemica in una di queste condizioni rappresenterebbe un grave rischio per il paziente.</p>
<p><em><strong>Cosa fare quindi?</strong></em></p>
<p>Appena il soggetto si rende conto di essere in questa fase (oltre agli accorgimenti visti prima) deve poi mangiare o bere qualcosa.</p>
<p>In caso di <strong>sintomi intensi</strong> può scegliere <strong>una</strong> delle seguenti opzioni:</p>
<ul>
<li>4 zollette di zucchero;</li>
<li>1 cucchiaio di zucchero;</li>
<li>1 cucchiaino di miele o marmellata;</li>
<li>2 quadretti di cioccolata;</li>
<li>5-6 caramelle (non quelle senza zucchero);</li>
<li>200 ml di bibite alla cola o all’arancia;</li>
<li>125 ml di succo di frutta;</li>
<li>200 ml di latte con 2 zollette di zucchero.</li>
</ul>
<p>In caso di <strong>sintomi leggeri</strong>, invece, le alternative sono:</p>
<ul>
<li>Pane (30g)</li>
<li>1 frutto piccolo</li>
<li>2-3 biscotti non dolci</li>
</ul>
<p><em><strong>Da evitare assolutamente l&#8217;assunzione di bevande alcoliche e prodotti &#8220;per diabetici&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Infine bisogna poi controllare la glicemia dopo 15 minuti e se il parametro non è rientrato a normalità ripetere l&#8217;assunzione di zucchero come indicato fino al raggiungimento del valore normale. Dopo 2-3 ore ripetere la misurazione, consumare un pasto normale e informare il medico della situazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Michela Capuzzoni</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diabete insipido: non il solito diabete. Ecco perchè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 13:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’OMS, il diabete, ad altre patologie del sistema cardiovascolare, costituisce una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, più del cancro. Sono molteplici le campagne di sensibilizzazione che si susseguono anno dopo anno per informare le persone dell’importanza che la prevenzione può avere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’OMS, il diabete, ad altre patologie del sistema cardiovascolare, costituisce una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, <strong>più del cancro</strong>. Sono molteplici le campagne di sensibilizzazione che si susseguono anno dopo anno per informare le persone dell’importanza che la prevenzione può avere sull’incidenza di queste patologie. Tra le cose da sapere, vi è sicuramente la differenza tra diabete mellito e diabete insipido. La prima differenza che si evidenzia tra queste patologie è che, nel caso del diabete insipido, non si verifica un aumento eccessivo della glicemia.</p>
<p><strong>La salute passa per un ormone</strong></p>
<p>A differenza del mellito, il diabete insipido coinvolge il sistema neuroendocrino che normalmente è deputato alla regolazione di alcune attività renali. L’ipotalamo, presente nel cervello in stretto contatto con l’ipofisi, produce vari fattori tra cui l’ormone antidiuretico (ADH), detto anche vasopressina. L’ADH agisce a livello renale regolando il riassorbimento di acqua. Il ruolo dell’ormone è quindi quello di <strong>limitare la diuresi</strong>. Quando questo meccanismo di regolazione si danneggia, si verificano i sintomi distintivi del diabete insipido: <strong>poliuria</strong> e <strong>polidipsia</strong>. Il primo termine sta ad indicare un’eccessiva produzione di urine caratterizzate da una bassissima concentrazione di soluti. È da questa caratteristica che probabilmente deriva la definizione di diabete “insipido”. Per polidipsia, invece, s’intende un’elevata introduzione d’acqua. Questa condizione si manifesta in risposta alla poliuria in quanto l’organismo reagisce attivando il meccanismo della sete per compensare la quantità di liquidi che si perdono con le urine. In media, un individuo affetto da diabete insipido può bere anche 15 litri d’acqua al giorno ed espellere circa 10 litri di urine.</p>
<p><strong>Punti critici del sistema</strong></p>
<p>Il meccanismo alla base di questa patologia può coinvolgere più punti del sistema. In base a questa caratteristica si possono distinguere infatti il diabete insipido <strong>centrale</strong> e il diabete insipido <strong>nefrogenico</strong>.</p>
<p>Il diabete insipido centrale è determinato dalla mancata produzione di ADH. In tale condizione, ai reni non arriva nessun segnale che indichi la necessità di ridurre la produzione di urine.</p>
<p>Nel caso del nefrogenico, l’ADH è prodotto normalmente ma il problema risiede nel sistema che serve a “sentire il segnale”. In generale, le cellule sintetizzano delle proteine, dette recettori, il cui ruolo è di riconoscere un determinato ormone così come un antenna capta il segnale presente nell’aria. Se si verifica un malfunzionamento di queste “antenne” il segnale non viene captato. È proprio questo il caso del diabete insipido nefrogenico, dove l’ADH non viene riconosciuto da specifici recettori posti a livello delle cellule renali. In realtà questa forma di diabete insipido può essere determinata anche dal malfunzionamento di un’altra proteina il cui ruolo è quello di permettere il passaggio di acqua: l’acquaporina 2. Al di là delle forme, i sintomi principali non cambiano.</p>
<p>Molto probabilmente, il nome “diabete” è stato associato al fatto che anche in caso di diabete Mellito si verificano condizioni di poliuria e polidipsia. In quel caso però, l’ormone coinvolto è l’insulina, da anni nota anche ai non addetti ai lavori.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/dr-giuseppe-amato-biologo-nutrizionista/" target="_blank">Giuseppe Amato</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/diabete-insipido/">Diabete insipido: non il solito diabete. Ecco perchè</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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