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	<title>Dott.ssa Eleonora Fiorillo | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>Vino rosso fa buon sangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 10:00:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino è una delle bevande più antiche note all’uomo e, soprattutto nei territori mediterranei , rappresenta parte essenziale della convivialità. È composto da acqua, alcol, glicerina, glucosio, fruttosio, minerali e altre sostanze dotate di effetti farmacologici dimostrati o potenziali. Valore energetico Il valore energetico...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>vino</strong> è una delle bevande più antiche note all’uomo e, soprattutto nei territori mediterranei , rappresenta parte essenziale della convivialità. È composto da acqua, alcol, glicerina, glucosio, fruttosio, minerali e altre sostanze dotate di effetti farmacologici dimostrati o potenziali.</p>
<p><strong>Valore energetico</strong><br />
Il valore energetico del vino è legato alla presenza di <strong>alcol</strong>. Quest’ultimo è considerato <strong>privo di valore nutrizionale</strong> in quanto fornisce <strong>7 Kcal per grammo</strong> senza svolgere alcuna funzione plastica, di regolazione o coordinamento di processi metabolici ; azioni svolte invece da macronutrienti ( carboidrati, proteine e lipidi), vitamine e oligoelementi.</p>
<p><strong>Antiossidanti: polifenoli e resveratrolo</strong><br />
Rispetto alle altre sostanze alcoliche, comunque, il vino rosso ha proprietà più interessanti dovute alla presenza componenti antiossidanti <strong>presenti nella buccia dell’uva</strong> : i polifenoli , ed in particolare il resveratrolo. Il resveratrolo è uno stilbene di origine vegetale che si è evoluto nelle piante come molecola coinvolta nei processi di riparazione e protezione nei confronti di attacchi fungini e radiazioni UV. La concentrazione di questa sostanza è influenzata dalla zona di provenienza della vite, dai metodi di produzione così come quelli di conservazione. In generale i vini invecchiati in botti di rovere hanno una qualità superiore.</p>
<p><strong>Effetti benefici</strong><br />
Pur essendo materia di ampio dibattito, la ricerca ne ha riscontrato effetti benefici sulla salute <strong>quando assunto con “moderazione”.</strong><br />
 Diminuzione dell’ossidazione delle LDL .<br />
 Aumento del colesterolo HDL.<br />
 Capacità antiossidante in grado di ritardare l’invecchiamento contrastando i radicali liberi.<br />
 I fenoli favoriscono il rilascio di ossido nitrico prevenendo fenomeni di ipertensione.</p>
<p><strong>Quantità </strong><strong> </strong><br />
La società italiana di nutrizione umana (SINU) , nella revisione del 1996 parla di quantità tollerabile e nello specifico conferma che nella popolazione adulta sana l’<strong>assunzione con i pasti di 40 g di alcol (30g per le donne)</strong> è ammissibile. Questa quantità diminuisce negli anziani. Infatti <strong>se da una parte il suo consumo può avere effetti positivi, dall’altro un abuso potrebbe comportare non poche ripercussioni negative</strong>. Nell&#8217;ultima <a href="http://www.sinu.it/public/20141111_LARN_Porzioni.pdf" target="_blank">revisione del 2014 dei LARN</a> sono state invece adottate &#8220;porzioni standard&#8221; considerate equivalenti dal punto di vista del contenuto in alcol, ovvero 125 mL di vino, 330 mL di birra (la classica lattina), 40 mL di superalcolici.</p>
<p>Va ricordato dunque che <strong>l’alcol è in grado di superare agevolmente la barriera gastrointestinale e ematocencefalica</strong>, provocando alterazioni a livello del sistema nervoso centrale e a livello digestivo. In particolare bocca, esofago e stomaco possono essere esposti all’azione tossica dell’etanolo per contatto diretto, la mucosa intestinale può essere lesa portando a sindromi di malassorbimento e il fegato può subire danni funzionali e strutturali in quanto è l’organo principale coinvolto nel suo metabolismo.</p>
<p>Quindi bevete con moderazione , alla fine di un pasto e comprate prodotti di qualità !</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Dottssa-Eleonora-Fiorillo-567954823355367/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/vino-rosso-fa-buon-sangue/">Vino rosso fa buon sangue</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Proteine animali e vegetali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 10:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteine nell’organismo svolgono tantissimi compiti differenti : hanno funzione strutturale, di mediatori, sono coinvolti nella risposta immunitaria, regolano i processi di replicazione, trascrizione e espressione genica, hanno un ruolo nella differenziazione cellulare e tanto altro. I costituenti delle proteine sono gli amminoacidi che si...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>proteine</strong> nell’organismo svolgono tantissimi compiti differenti : hanno funzione strutturale, di mediatori, sono coinvolti nella risposta immunitaria, regolano i processi di replicazione, trascrizione e espressione genica, hanno un ruolo nella differenziazione cellulare e tanto altro. I costituenti delle proteine sono gli amminoacidi che si dividono in due categorie: essenziali, cioè che devono essere introdotti con la dieta , e non essenziali.</p>
<p><strong>La qualità proteica</strong><br />
La qualità di una proteina varia in funzione della sua <strong>digeribilità</strong> (percentuale di assorbimento dei suoi aminoacidi nel tratto gastrointestinale) e della sua <strong>composizione in aminoacidi essenziali</strong>. Valori elevati si osservano per quelle animali, mentre quelle vegetali, soprattutto se non processate , hanno valori più bassi. Il parametro attualmente più utilizzato per la valutazione della qualità proteica è il <strong>PDCAAS</strong> (<em>protein digestibility corrected amino acid score</em>). Se questo<strong> punteggio è superiore a 100 la proteina è considerata adeguata</strong>. Tutte le proteine animali soddisfano questo requisito, non vale lo stesso per quelle vegetali.<br />
Detto ciò mi preme sottolineare che avere una dieta vegetariana o vegana ben bilanciata è possibile, ma questo significa conoscere e informarsi sulle fonti proteiche alternative e sapere come effettuare un corretto bilanciamento tra macro e micronutrienti.<br />
<strong>Le proteine animali</strong><br />
Si trovano nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nei suoi derivati. È bene però ricordare che :<br />
• È preferibile aumentare il consumo di <a href="http://salutedintorni.it/pesce-azzurro-benefici-e-proprieta-nutrizionali/" target="_blank">pesce</a> e diminuire quello di carne.<br />
• Il latte è un ottima fonte di <a href="http://salutedintorni.it/calcio-miglioriamone-lassorbimento/" target="_blank">calcio</a>, e il consumo di latticini andrebbe limitato a porzioni settimanali di formaggio fresco e a basso contenuto di grassi.<br />
• Le uova è vero che contengono <a href="http://salutedintorni.it/uova-e-colesterolo/" target="_blank">colesterolo</a> ma sono un concentrato di vitamine.<br />
<strong>Le proteine vegetali</strong><br />
Sono presenti in cereali integrali, nei <a href="http://salutedintorni.it/legumi-fondamentali-per-una-nutrizione-corretta/" target="_blank">legumi</a> freschi o secchi, nella <a href="http://salutedintorni.it/frutta-secca-noci-e-mandorle-alleate-della-salute/" target="_blank">frutta secca </a>a guscio, nel glutine lavorato a seitan. La soia è una leguminosa diventata ormai un prodotto di discreto consumo , e i suoi derivati proteici come tofu e tempeh vengono spesso utilizzati come sostituti dei prodotti animali . Però se da una parte la soia ha un profilo proteico completo (PDCASS ≥ 100) essa è un allergene e contiene fitoestrogeni che possono renderla controindicata in date patologie.<br />
<strong>Quante proteine ?</strong><br />
L’<a href="http://www.sinu.it/html/cnt/larn.asp" target="_blank">assunzione minima raccomandata </a>per la popolazione adulta sana è di <strong>0,9 g/kg</strong> di peso corporeo al giorno. Il fabbisogno aumenta durante l’ adolescenza, in rapporto con le necessità di crescita, e durante gravidanza e allattamento. Negli anziani, considerata l’elevata prevalenza di <strong>malnutrizione proteico energetica</strong>, i LARN stabiliscono un valore di 1,1 g/kg.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Dottssa-Eleonora-Fiorillo-567954823355367/?ref=aymt_homepage_panel" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo </a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/proteine-animali-e-vegetali/">Proteine animali e vegetali</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Vitamina B12: carenza e integrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vitamine pur essendo nutrienti richiesti in piccolissima quantità nella dieta , sono essenziali  per l’accrescimento e per le funzioni vitali, fungendo da bioregolatori di processi fondamentali . La vitamina B12 o cianocobalamina appartiene alle vitamine del gruppo B e viene assorbita nel tratto intestinale in presenza...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le vitamine pur essendo nutrienti richiesti in piccolissima quantità nella dieta , sono essenziali  per l’accrescimento e per le funzioni vitali, fungendo da bioregolatori di processi fondamentali .</p>
<p>La<b> vitamina B12 o cianocobalamina</b> appartiene alle vitamine del gruppo B e viene assorbita nel tratto intestinale in presenza di una sostanza chiamata fattore intrinseco. È presente negli alimenti in dosi piccolissime. I cibi più ricchi sono le aringhe, le ostriche, il fegato, il rene, gli sgombri, la carne magra di bue. Tutti alimenti di origine animale ! E infatti questa vitamina è <strong>assente negli alimenti di origine vegetale</strong>.</p>
<p>La cianocobalamina è sintetizzata anche dalla flora batterica intestinale , ma in misura raramente sufficiente a coprire il bisogno umano ed è imprescindibile anche dalla disponibilità di cobalto.</p>
<p><strong>Funzioni</strong></p>
<ul>
<li>Interviene nella biosintesi di sostanze necessarie per la <strong>produzione di globuli rossi</strong> : <strong>una sua carenza genera infatti stati di anemia</strong>, il cui sviluppo è dovuto alla ridotta sintesi di DNA che impedisce la divisione cellulare e la formazione del nucleo dei precursori dei nuovi globuli rossi. Il risultato è l’accumulo di materiali nei cosiddetti <em>megaloblasti </em>oltre che alla presenza in circolo di eritrociti immaturi.</li>
<li>Interviene nel metabolismo di lipidi, proteine e glucidi nella forma attiva coenzimatica di cobamide: in particolare è coinvolta nei processi di gluconeogenesi, nel ciclo di Krebs e nel <strong>metabolismo dell’omocisteina</strong>.</li>
<li>Ha un ruolo nel processo di <strong>formazione della guaina mielinica che avvolge la fibra nervosa</strong>.</li>
<li>Il suo metabolismo è strettamente correlato a quello dell’acido folico.</li>
</ul>
<p><strong>Carenza</strong></p>
<p>La carenza genera dunque anemia e problemi al sistema nervoso e può essere il risultato di una o più delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li><strong>insufficiente apporto alimentare</strong> : è questo il caso di diete vegetariane/vegane in cui non vengono consumati prodotti di origine animale.</li>
<li><strong>Mancanza del fattore intrinseco</strong> : questa sostanza,<strong> indispensabile per l’assorbimento intestinale della B12</strong>, viene sintetizzata dalla mucosa gastrica e una sua mancata produzione genera una particolare forma di anemia chiamata “<em>anemia perniciosa</em>”.</li>
<li><strong>Infezioni</strong> : ci può essere infatti un’interferenza batterica o parassitaria col normale assorbimento di questa vitamina nel tubo digerente.</li>
<li><strong>Diminuita capacità della parete intestinale di assorbire la vitamina B12:</strong> come in alcuni casi di steatorrea.</li>
</ul>
<p><strong>Fabbisogno</strong></p>
<p>Negli adulti il fabbisogno di vitamina B12 è certamente soddisfatto da <strong>3 µg/die</strong>. La FAO/OMS raccomanda 2 µg/die. Nel lattante il solo latte materno assicura un corretto apporto di  questa vitamina.</p>
<p><strong>Integrazione</strong></p>
<p>Gli integratori disponibili sul mercato sono presenti in differenti formulazioni (gocce, compresse orali e sublinguali e fiale). La via sublinguale garantisce se correttamente effettuata garantisce un assorbimento efficace anche in presenza di patologie gastriche o in presenza di situazioni che ne ostacolano l’assorbimento ; infatti  la vitamina, attraverso la mucosa del cavo orale, passa direttamente nel sangue &#8220;bypassand o&#8221; tutto il percorso necessario per il suo assorbimento intestinale.</p>
<p><strong>Fortemente consigliata nelle diete vegane e latto-ovo vegetariane</strong>. Il dosaggio varia a seconda dell&#8217;età e dalla frequenza di assunzione; in generale comunque <strong>quanto più bassa  e  frequente è la dose tanto meglio viene assorbita</strong>.</p>
<p>Dott.ssa Eleonora Fiorillo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diabete e alimentazione: le regole di base per gestirlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 10:00:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è un fattore molto importante per una persona affetta da diabete. La dieta infatti è finalizzata non solo a mantenere un buon controllo glicometabolico ma anche a prevenire tutti i fattori di rischio cardiovascolare. Il termine “ terapia medica nutrizionale”...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è un fattore molto importante per una persona affetta da diabete. <strong>La dieta infatti è finalizzata non solo a mantenere un buon controllo glicometabolico ma anche a prevenire tutti i fattori di rischio cardiovascolare</strong>. Il termine “ <strong>terapia medica nutrizionale</strong>” indica meglio il potenziale terapeutico dell’alimentazione.</p>
<p>Imparare a gestire bene la malattia dipende dal riuscire a comprendere:<br />
• <strong>Come e perché la glicemia varia durante il giorno</strong>.<br />
• Come <strong>riconoscere</strong> e rispondere ai segni e ai sintomi dell’<strong>iperglicemia o dell’ipoglicemia</strong>.<br />
• L’importanza dei <strong>controlli medici periodici e dell’autocontrollo della glicemia</strong>.</p>
<p><strong>Il ruolo dell&#8217;alimentazione </strong><br />
<strong>I carboidrati </strong>sono tra i maggiori responsabili dell’andamento della glicemia. Nella maggior parte dei casi, dopo <strong>20-90 minuti</strong> dalla loro assunzione circa il 90% è trasformato in glucosio e messo in circolo. Per le proteine invece, il 20-30% può essere trasformato in glucosio, quindi solo parzialmente e con maggiore lentezza , tanto da essere messo in circolo a distanza di <strong>4-6 ore dall’assunzione</strong>; solo il 10% dei grassi, infine, si trasforma in glucosio.</p>
<p><strong>Altri fattori che giocano un ruolo chiave nell’influenzare la risposta glicemica sono l’indice glicemico e il carico glicemico del pasto.</strong></p>
<p>L&#8217;indice glicemico <strong>(IG)</strong> misura il potere glicemizzante di un alimento, ossia la sua capacità di liberare una certa quantità di zucchero dopo la digestione. Il carico glicemico <strong>(CG)</strong>, invece, tiene conto sia della qualità del carboidrato quindi dell&#8217;IG, che della quantità presente.<br />
Un pasto a indice glicemico basso non si caratterizza solo per la presenza di cibi che rispecchiano questa esigenza, come i cereali integrali, ma anche per la sua composizione, per il metodo di preparazione e per lo stato di digiuno del soggetto che ne determina l’assorbimento.</p>
<ul>
<li><strong>La seconda cottura aumenta l’indice glicemico</strong>. Quindi evitiamo prodotti che vanno riscaldati.</li>
<li><strong>Le proteine diminuiscono l’indice glicemico</strong>. In questo senso una pasta al tonno, o con un po’ di ricotta fresca è preferibile alla semplice pasta al pomodoro. Anche I piatti unici con proteine vegetali hanno un basso indice glicemico e scarsa quantità di grassi.</li>
<li><strong>Le fibre diminuiscono l’indice glicemico e aumentano l’indice di sazietà</strong>. Quindi è sempre bene consumare prodotti integrali e aggiungere ai pasti un contorno abbondante di verdure per limitare l’assunzione di carboidrati e grassi.</li>
</ul>
<p>Una dieta equilibrata può pertanto diventare protettiva nei confronti del raggiungimento e il mantenimento di un buon compenso della glicemia. Lo schema alimentare deve quindi prevedere:</p>
<p>• <strong>giusta ripartizione dei nutrienti</strong>.<br />
• introduzione di <strong>carboidrati complessi , a basso indice glicemico e non raffinati</strong>.<br />
• apporto di <strong>fibra</strong> alimentare di almeno <strong>25-30g/die</strong>.<br />
• <strong>frazionamento dei pasti</strong>.</p>
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		<title>Grassi: non tutti fanno male. Alcuni sono davvero &#8220;essenziali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 16:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È oramai più di qualche anno che i professionisti della salute continuano a sottolineare l’importanza degli acidi grassi essenziali in campo nutrizionale e terapeutico. Ma cosa sono? e da cosa deriva la loro essenzialità? Gli acidi grassi essenziali, anche detti EFA (dall’inglese Essential Fatty Acids),...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È oramai più di qualche anno che i professionisti della salute continuano a sottolineare l’importanza degli <strong>acidi grassi essenziali</strong> in campo nutrizionale e terapeutico. Ma cosa sono? e da cosa deriva la loro essenzialità?<br />
Gli acidi grassi essenziali, anche detti <strong>EFA</strong> (dall’inglese <em>Essential Fatty Acids</em>), fanno parte della categoria degli acidi grassi polinsaluti o PUFA (<em>Poly Unsaturated Fatty Acids</em>). Vengono definiti essenziali in quanto non possono essere sintetizzati dall’organismo umano pertanto devono essere necessariamente introdotti con l’alimentazione.</p>
<p>Gli acidi grassi essenziali veri e propri sono due :<br />
• <strong>l’acido linoleico</strong>, delle serie <strong>omega-6</strong><br />
• <strong>l’acido alfalinolenico</strong>, delle serie <strong>omega-3</strong><br />
Data la loro importanza, insieme vanno anche sotto il nome di <strong>Vitamina F</strong>.<br />
In generale gli acidi grassi omega-6 e omega-3 sono componenti fondamentali delle membrane plasmatiche ed inoltre la loro trasformazione metabolica da origine a molecole come prostaglandine, trombossani e leucotrieni (eicosanoidi) che sono importanti mediatori di numerose reazioni cellulari.</p>
<p><strong>Omega-6</strong><br />
Sono una famiglia di <strong>acidi grassi polinsaturi di origine vegetale</strong> aventi proprietà proinfiammatorie. Oltre all’acido linoleico, acido grasso essenziale, tra gli omega -6 ricordiamo anche l’acido arachidonico precursore di molte molecole attive fisiologicamente. Gli effetti biologici di questi acidi grassi sono ampiamente mediati dalla loro interazione con gli acidi grassi omega-3 di cui sono antagonisti. Essi <strong>riducono la concentrazione di colesterolo nel sangue</strong> e possiedono una <strong>modesta efficacia nel ridurre i livelli plasmatici di trigliceridi</strong>.</p>
<p><strong>Fonti alimentari</strong><br />
Sono contenuti soprattutto negli oli vegetali , ma anche in cereali e verdure. In particolare l’acido linoleico è contenuto in <strong>noci, cereali, olio di mais e di girasole e legumi</strong>.</p>
<p><strong>Omega-3</strong><br />
Sono una categoria di acidi grassi indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo; sono noti soprattutto per la loro presenza ed il mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari. A differenza degli omega-6 , gli omega-3 hanno un migliore <strong>effetto ipotrigliceridemizzante</strong>. Il loro meccanismo d’azione consiste nell’aumento del trasporto inverso del colesterolo ovvero i tessuti captano trigliceridi e li scambiano con gli esteri del colesterolo.</p>
<p><strong>Fonti alimentari</strong><br />
Sono contenuti soprattutto nei <strong>grassi del pesce</strong> (salmoni,sgombri,acciughe), e nell’<strong>olio di pesce</strong>. L’ acido alfalinolenico è contenuto in pochi alimenti, come <strong>noci, olio di mais, semi di lino e di canapa</strong>. Tra i non essenziali, perché sintetizzati da altri acidi grassi, dobbiamo però ricordare l’acido eicopentaenoico (<strong>EPA</strong>) e l’acido docosaesaenoico (<strong>DHA</strong>) fondamentale per il funzionamento del cervello e per la composizione dei fosfolipidi delle membrane sinaptiche implicate nella trasmissione dell’impulso nervoso.</p>
<p><strong>Rapporto omega-6 / omega-3</strong><br />
Secondo i LARN, il giusto apporto tra omega 6 ed omega 3 dovrebbe essere di 4:1<br />
Infatti <strong>gli omega-6</strong>, in quanto precursori di eicosanoidi buoni ma anche di eicosanoidi cattivi, <strong>se presenti in eccesso</strong> rispetto agli omega-3 <strong>potrebbero aumentare reazioni allergiche, infiammatorie e influire sulla pressione sanguigna.</strong></p>
<p>Dott.ssa Eleonora Fiorillo</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/grassi-non-tutti-fanno-male-davvero-essenziali/">Grassi: non tutti fanno male. Alcuni sono davvero “essenziali”</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Probiotici e Prebiotici. Conosci le differenze?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 11:00:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Probiotici e Prebiotici sono termini che sempre più spesso sentiamo nominare ma sui quali ancora ci si confonde. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza a riguardo. Probiotici e prebiotici rientrano in una categoria di alimenti definiti “funzionali” (functional food) ovvero alimenti che formano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Probiotici</strong> e <strong>Prebiotici</strong> sono termini che sempre più spesso sentiamo nominare ma sui quali ancora ci si confonde. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza a riguardo.<br />
Probiotici e prebiotici rientrano in una categoria di alimenti definiti “funzionali” (<em><strong>functional food</strong></em>) ovvero alimenti che formano parte di un regime alimentare normale, ma che dovrebbero avere effetti positivi su una o più funzioni dell’organismo in modo da risultare rilevanti per il miglioramento dello stato di salute e benessere o per la riduzione del rischio di malattia.<br />
<strong>Probiotici</strong><br />
Volendo utilizzare la definizione data dalla commissione FAO/OMS nel 2001 i probiotici sono “microrganismi vivi che, ingeriti in adeguate quantità, esercitano una funzione benefica per l’organismo”. I probiotici più utilizzati sono quelli appartenenti alla classe dei <strong>batteri lattici</strong>, di cui fanno parte lattobacilli e bifidobatteri. Per poter essere utilizzati negli alimenti, questi microrganismi devono soddisfare dei <a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf" target="_blank">requisiti stabiliti dal Ministero della Salute</a>. Oltre a ciò, per esplicare la loro funzione devono non solo essere perfettamente <strong>tollerabili</strong> (si tratta infatti di microrganismi  naturalmente appartenenti alla nostra flora intestinale) ma una volta ingeriti devono <strong>sopravvivere nel tratto gastrointestinale</strong> resistendo all’azione degradativa di enzimi, sali biliari e succhi gastrici. Un esempio di alimento probiotico in commercio è il latte fermentato.<br />
<strong>Effetti benefici</strong><br />
• Stimolazione di un ambiente intestinale sano<br />
• Mantenimento di una corretta risposta del sistema immunitario intestinale<br />
• Equilibrio della flora batterica<br />
• Regolarità del transito intestinale<br />
<strong>Prebiotici</strong><br />
Si tratta principalmente di <strong>fibre solubili</strong>, tra cui ricordiamo i <strong>frutto-oligosaccaridi</strong> e l’<strong>inulina </strong>(sostanze contenute in farina di frumento, <a href="http://salutedintorni.it/legumi-fondamentali-per-una-nutrizione-corretta/" target="_blank">legumi</a>, miele, aglio, topinambur etc.). Questi componenti alimentari non hanno funzione energetica infatti non vengono né digeriti né assorbiti nel tratto gastrointestinale ma vengono <strong>fermentati dal microbiota intestinale</strong>. Da questo processo si sviluppano gas e acidi grassi a corta catena (acido propionico e acetico) che, abbassando il pH del lume intestinale, favoriscono l’assorbimento dei minerali. Questi acidi grassi a corta catena arrivano poi al fegato e ai tessuti periferici migliorando la regolazione del metabolismo lipidico e l’insulino-resistenza.<br />
<strong>Effetti benefici</strong><br />
• Aumento della crescita batterica e regolazione della funzione intestinale.<br />
• Riduzione del colesterolo e trigliceridi plasmatici.<br />
• Aumento dell’assorbimento di minerali (calcio, ferro, zinco).</p>
<p>Non bisogna però farne un abuso poiché ingerendoli in eccesso possono provocare disturbi intestinali come meteorismo, distensione addominale, dolori e crampi.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/probiotici-e-prebiotici/">Probiotici e Prebiotici. Conosci le differenze?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fragole a primavera: un pieno di salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 11:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La fragola è un frutto tipico della stagione primaverile, reperibile da aprile a giugno. La varietà a maturare prima è quella delle più piccole fragoline di bosco. Belle, profumate, dolci. Già questo basterebbe a farcele amare, ma scopriamo insieme quanti altri motivi ci sono per non farle mancare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fragola</strong> è un frutto tipico della stagione primaverile, reperibile da aprile a giugno. La varietà a maturare prima è quella delle più piccole fragoline di bosco. Belle, profumate, dolci. Già questo basterebbe a farcele amare, ma scopriamo insieme quanti altri motivi ci sono per non farle mancare sulle nostre tavole.</p>
<p><strong>Idratazione e sazietà</strong><br />
Le fragole sono  fatte al <strong>90% di acqua</strong> e una porzione media (150g) apporta circa 40 Kcal e una discreta quantità di fibre. La presenza di <strong>fibre</strong> che aumentano il senso di sazietà e di <strong>acqua</strong> che apporta idratazione al nostro corpo, combinate con il basso tenore calorico le rende ideali sia per uno spuntino leggero, magari condite con del limone o spolverate con della <a href="http://salutedintorni.it/la-cannella-favorisce-il-dimagrimento-ecco-perche/" target="_blank">cannella</a>, sia per una colazione gustosa associate ad esempio con un vasetto di yogurt bianco e una manciata di frutta secca.</p>
<p>Oltre ad acqua e fibra le fragole contengono minerali importanti come <strong>potassio</strong> e <strong>manganese</strong> e sostanze dal grande potere antiossidante come <strong>Vitamina C e polifenoli.</strong></p>
<p><strong>Potere antiossidante</strong></p>
<p>Un corretto equilibrio tra antiossidanti endogeni, cioè molecole sintetizzate dalle nostre stesse cellule (principalmente proteine, enzimi e cofattori) e esogeni, cioè introdotti con l’alimentazione <strong>favorisce la riduzione del rischio di patologie legate allo stress ossidativo</strong>. Vitamine e polifenoli, insieme con gli acidi grassi essenziali vengono inclusi ovviamente nella categoria degli <a href="http://salutedintorni.it/radicali-liberi-e-alimentazione-antiossidante/" target="_blank">antiossidanti</a> esogeni.</p>
<p><strong>Polifenoli: </strong>in natura vengono prodotti dal metabolismo secondario delle piante e le fragole in particolare sono ricche di <strong>antocianine</strong>, pigmenti idrosolubili a cui si deve la caratteristica colorazione rossa. Gli antociani, pur non essendo indispensabili per la nutrizione umana, esercitano un’azione positiva per l&#8217;organismo. Grazie alle loro spiccate <strong>proprietà antiossidanti</strong> vengono da alcuni paragonati ad un vero e proprio antidoto naturale contro l’invecchiamento. Inoltre, altre proprietà  interessanti riguardano l’<strong>azione protettiva sul microcircolo</strong> e quella <strong>antiedemigena</strong>, utile per risolvere i problemi di ritenzione idrica.</p>
<p><strong>Vitamina C: </strong>conosciuta anche come <strong>acido ascorbico</strong>, è un composto idrosolubile. La sua capacità antiossidante si esplica attraverso la sua auto-ossidazione e contemporanea rigenerazione delle sostanze ossidate. E’ una vitamina importantissima perché il suo spettro d’azione è davvero ampio e, tra le tante funzioni, va evidenziato sicuramente il suo ruolo nella formazione di globuli rossi, nel metabolismo di alcuni aminoacidi come la fenilalanina e la tirosina che diventano ormoni, nella prevenzione di emorragie e nell&#8217;azione antibatterica. Altra funzione importante è quella di garantire un buon ricambio del collagene, necessario per la formazione del tessuto connettivo di pelle, legamenti e ossa.</p>
<p>Il <strong>manganese</strong>, pur non avendo di per sé un potere antiossidante, è cofattore di un&#8217;enzima importantissimo, chiamato<strong> SOD</strong> (<em>superossido dismutasi</em>), coinvolto anch&#8217;esso nella lotta contro i radicali liberi.</p>
<p><strong>Soggetti allergici</strong></p>
<p>Nelle persone predisposte può scatenare reazioni allergiche, fa parte infatti di quegli alimenti chiamati <strong>istamino-liberatori</strong>. Non contengono di per sé molta istamina ma una volta ingeriti possono causarne il rilascio da parte delle cellule del sistema immunitario innescando i meccanismi infiammatori che portano a nausea, orticaria, diarrea e disturbi respiratori.</p>
<p>Un consiglio: le fragole sono <strong>facilmente deperibili</strong>, quindi  per conservare le loro proprietà nutrizionali e antiossidanti vanno tenute in frigorifero, nel cassettone apposito, per 2-3 giorni al massimo.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fragole-a-primavera/">Fragole a primavera: un pieno di salute</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Olio EVO: il condimento per eccellenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 11:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’olio EVO (extravergine di oliva) protagonista indiscusso della dieta mediterranea, è uno dei prodotti cardine per alimentazione quotidiana delle nostre tavole e rappresenta il miglior olio utilizzabile. L’olio si ricava dalla spremitura meccanica dei frutti dell&#8217;olivo (Olea europaea) e la definizione di extravergine è riservata solo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>olio EVO</strong> (extravergine di oliva) protagonista indiscusso della dieta mediterranea, è uno dei prodotti cardine per alimentazione quotidiana delle nostre tavole e rappresenta il miglior olio utilizzabile.</p>
<p>L’olio si ricava dalla spremitura meccanica dei frutti dell&#8217;olivo (<em>Olea europaea</em>) e la definizione di extravergine è riservata solo all’olio che presenta un’<strong>acidità uguale o inferiore allo 0,8%</strong>. La sua qualità dipende da molti fattori, particolarmente dal clima, dal terreno, dal tipo di pianta e il metodo di lavorazione delle olive. Le regioni d’italia che producono olio di oliva di qualità più pregiata sono la Puglia, la Liguria e la Toscana.</p>
<p>L’olio evo presenta caratteristiche biochimiche peculiari in quanto presenta un rapporto ottimale tra MUFA (acidi grassi monoinsaturi) e PUFA (acidi grassi polinsaturi). In particolare contiene MUFA, quasi esclusivamente acido oleico (60-85%), della serie n-9 e importante per la prevenzione cardiovascolare e, in quantità minori, acido palmitico (4%) e acido linolenico, MUFA n-6 (13%), oltre a componenti bioattivi come i fenoli.</p>
<p><strong>Fabbisogno giornaliero</strong></p>
<p>I <strong>LARN</strong> per la popolazione italiana 2014 propongono di adottare un <a href="http://www.sinu.it/html/pag/06-LIPIDI.asp" target="_blank">intervallo di riferimento per i lipidi </a>compreso tra il 20-35% dell’energia totale giornaliera. Di questi i MUFA dovrebbero rappresentare il 10-15%, i PUFA il 5-10% mentre per quelli saturi l’indicazione è di un massimo del 10%.</p>
<p><strong>Benefici</strong></p>
<ul>
<li>Regolazione della pressione arteriosa.</li>
<li>L’oleocantale, sostanza contenuta nell’olio, ha un <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19056642" target="_blank">attività inibitoria nei confronti della <em>ciclossigensi 2</em> </a>(COX2) che ha un ruolo nei processi infiammatori.</li>
<li>Gli acidi grassi monoinsaturi sono più resistenti all’azione dei radicali liberi.</li>
<li>Riduce il rischio cardiovascolare in quanto i mufa aumentano il colesterolo HDL, migliorano il rapporto hdl/col tot.</li>
<li>L’acido oleico esercita anche un’azione stimolante sul processo di svuotamento della colecisti con un miglioramento della digestione e un’inibizione della secrezione gastrica.</li>
<li>I fenoli contenuti hanno un effetto antiossidante.</li>
</ul>
<p><strong>Come conservarlo</strong></p>
<ul>
<li>Può essere conservato al massimo per 2 anni.</li>
<li>Aria, alte temperature e luce ne favoriscono l’alterazione quindi conservare esclusivamente in luogo fresco, lontano dall’aria e buio.</li>
<li>È buona norma conservarlo in recipienti di vetro scuro in quanto il processo di alterazione può essere favorito dal contatto coi metalli, soprattutto rame e ferro. Le usuali lattine infatti sono stagnate internamente per evitare il contatto diretto con il lamierino di ferro.</li>
</ul>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fibra: ruolo nel metabolismo di zuccheri e grassi</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/fibra-alimentare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 11:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La fibra alimentare non ha funzione plastica o energetica, ma è fondamentale per la buona salute dell’intestino in quanto aumenta la massa fecale e la velocità di transito intestinale. In base al grado di solubilità può essere classificata come solubile e insolubile. La fibra insolubile...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fibra alimentare</strong> non ha funzione plastica o energetica, ma è fondamentale per la buona salute dell’intestino in quanto aumenta la massa fecale e la velocità di transito intestinale. In base al grado di solubilità può essere classificata come <strong>solubile e insolubile</strong>.</p>
<p>La fibra insolubile è contenuta soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e negli ortaggi, mentre quella solubile è presente soprattutto nei legumi e nella frutta, anche se alcuni prodotti vegetali contengono entrambi i tipi di fibra.</p>
<p><strong>Principali alimenti ricchi in fibra</strong><br />
Legumi: fagioli, fave, ceci, lenticchie, piselli.<br />
Cereali e derivati: pasta e pane integrali, orzo perlato.<br />
Verdura e ortaggi: carciofi, cavoli, cicoria, carote, melanzane, barbabietole, funghi, agretti, finocchi.<br />
Frutta fresca: pere, mele, fichi, banane, kiwi, lamponi, fichi d’India, ribes.<br />
Frutta secca in guscio: noci, nocciole, mandorle.</p>
<p><strong>Ruolo della fibra sul metabolismo di zucchero e grassi</strong><br />
Oltre ai ben noti effetti benefici che ha sull&#8217;intestino, la fibra alimentare è in grado anche di migliorare il controllo glico-metabolico (l’assorbimento degli zuccheri) e influenzare il metabolismo lipidico. I possibili meccanismi d’azione delle fibre sull’assorbimento degli zuccheri sembrano essere per le fibre solubili in acqua, la formazione a livello gastrointestinale, di soluzioni viscose che rendono più difficile il passaggio delle sostanze nutritive dal lume alla mucosa intestinale; mentre per le fibre idrolubili si presuppone che aumenti la velocità di transito intestinale con una riduzione del tempo di assorbimento. Il risultato è una <strong>riduzione della produzione di insulina</strong> che ha una grande importanza nella regolazione di fame e sazietà. Inoltre un consumo di 5-10g/die di fibre solubili viscose, quali pectine, beta glucani, mucillagini, diminuirebbe la concentrazione plasmatica di LDL attraverso la <strong>riduzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo</strong> alimentare a livello dell’ileo con l’aumento della sua escrezione fecale.</p>
<p><strong>Quanta fibra?</strong><br />
<span style="line-height: 1.5">Non esiste un vero e proprio fabbisogno minimo, ma è auspicabile un consumo giornaliero di <strong>almeno 25g/die</strong> di fibra alimentare derivante da cereali integrali, frutta e verdura. Tale indicazione scaturisce dal rapporto del 2003 dell’OMS che identifica in tale quantità l’effetto protettivo nei confronti dell’obesità. Recenti linee guida APTIII e AHA 2006 raccomandano un consumo di alimenti ricchi in fibra per un introito giornaliero pari a 30g.</span></p>
<p><strong>è importante ricordare che:</strong></p>
<ul>
<li>Le fibre determinano un maggior senso di sazietà, soprattutto quelle idrosolubili, rallentando lo svuotamento gastrico.</li>
<li>Una porzione di verdura sotto forma di contorno o come passato di verdura o minestra, dovrebbe essere presente a ogni pasto; una porzione è indicativamente composta da 200g di verdura pesata a crudo e al netto degli scarti.</li>
<li>Mangiare due porzioni di verdura a cena non limita l’assorbimento di carboidrati e lipidi assunti a pranzo, non diminuisce l’indice glicemico del pranzo ed è un pasto insufficiente che porta ad un digiuno notturno più marcato dall’assenza di nutrienti utilizzabili per l’attività metabolica.</li>
<li>I legumi contengono buone quantità di fibra, proteine e carboidrati come raffinosio e stachiosio contenuti prevalentemente nelle bucce. Proprio la presenza di disaccaridi non digeribili può provocare fenomeni di meteorismo intestinale accompagnato da dolori e crampi addominali.</li>
<li>I soggetti con problemi gastrointestinali dovrebbero preferire legumi decorticati o passati con il passino per evitare il peggioramento della sintomatologia.</li>
<li>l&#8217;aumento del consumo di fibra, soprattutto di tipo insolubile, può essere utile per combattere la <a href="http://salutedintorni.it/stitichezza/" target="_blank">stitichezza</a>.</li>
<li>Inoltre l&#8217;aumento del consumo di fibra dovrebbe essere graduato nel tempo e derivato da un più elevato consumo di alimenti ricchi di fibra (cereali, legumi, verdure e frutta), piuttosto che da supplementi o concentrati di fibra.</li>
<li>Verdura e frutta, devono essere di stagione, possibilmente acquistata da  coltivazione biologiche a Km 0.</li>
</ul>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fibra-alimentare/">Fibra: ruolo nel metabolismo di zuccheri e grassi</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Acqua : quanta, quando e come berla.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 11:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’ acqua è un nutriente, in quanto viene introdotta con l&#8217;alimentazione, ma non energetico, nel senso che non apporta calorie. Quotidianamente dobbiamo introdurre una certa quantità di acqua perchè quotidianamente ne perdiamo quindi c&#8217;è un bilancio idrico che deve essere mantenuto uguale a zero. E&#8217; un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ <strong>acqua</strong> è un nutriente, in quanto viene introdotta con l&#8217;alimentazione, ma non energetico, nel senso che non apporta calorie. Quotidianamente dobbiamo introdurre una certa quantità di acqua perchè quotidianamente ne perdiamo quindi c&#8217;è un bilancio idrico che deve essere mantenuto uguale a zero. E&#8217; un elemento fondamentale per la vita e la sopravvivenza dell’organismo umano; se da un lato infatti si può digiunare per lunghi periodi, dall’altro sono sufficienti anche solo quattro ore di mancato apporto idrico per incorrere in perturbazioni metaboliche di rilievo. Grossolanamente possiamo dire che il corpo umano è fatto per il 60% di acqua di cui 1/3 si trova nel sangue e negli altri liquidi corporei, mentre i restanti 2/3 si trovano all’interno delle cellule.</p>
<p>L’acqua minerale è considerata la bevanda per eccellenza e apporta un quantitativo discreto di sali minerali. Per conoscere il contenuto totale di sali minerali (<strong>residuo fisso</strong>) nelle acque imbottigliate basta leggere l’etichetta.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="326">Acque minimamente mineralizzate</td>
<td width="326">meno di 50 mg/litro</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="326">Acque oligominerali</td>
<td width="326">50-500 mg/litro</td>
</tr>
<tr>
<td width="326">Acque minerali propriamente dette (acque medio minerali)</td>
<td width="326">500-1500 mg/litro</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="326">Acque fortemente mineralizzate</td>
<td width="326">più di 1500 mg/litro</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appurata l’inscindibilità del binomio acqua-vita, cerchiamo di dare una risposta ad alcuni interrogativi frequenti.</p>
<p><strong>Quanto bere?</strong></p>
<p>In generale si dovrebbe assumere<strong> 1ml di acqua per caloria</strong> ingerita. Buona parte viene assunta con gli alimenti, la restante è direttamente ricavata dai liquidi. è buona norma comunque assecondare sempre il senso di sete e anzi anticiparlo, bevendo a sufficienza, mediamente 1,5-2 litri di acqua al giorno. In determinate condizioni però questo fabbisogno aumenta. Ad esempio durante lo svolgimento di una moderata attività fisica la perdita di acqua per sudorazione si aggira, nella maggior parte delle persone, intorno a 1-2 litri per ora e determina anche perdita di sali minerali (soprattutto sodio, cloro e potassio). Nel caso di attività fisica non agonistica, una dieta equilibrata e sana, ricca di frutta, di verdura e di acqua, è più che sufficiente a reintegrare i sali persi. Ci sono poi determinate condizioni patologiche che provocano una maggiore perdita di liquidi (ad esempio gli stati febbrili o ripetuti episodi di diarrea), in cui l’acqua perduta deve essere reintegrata adeguatamente e tempestivamente. Inoltre chi affronta una dieta dimagrante dovrebbe bere maggiormente, così da stimolare l’eliminazione delle scorie legate al dimagrimento.</p>
<p><strong>Quando e come?</strong></p>
<p>Bere prima, durante o dopo il pasto non ha lo stesso significato. Per funzionare al meglio gli enzimi digestivi non devono essere eccessivamente diluiti: quindi se noi beviamo quantità eccessive di acqua durante il pasto determiniamo una riduzione della loro capacità di attacco nei confronti dei cibi ingeriti. Ne consegue un rallentamento della digestione. Bere abbondantemente prima e alla fine di un pasto può invece portare una sensazione di gonfiore. Un consiglio pratico può dunque essere quello di  bere frequentemente, in piccole quantità e lentamente.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/acqua-quanta-quando-e-come-berla/">Acqua : quanta, quando e come berla.</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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