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	<title>unione europea | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Insetti a tavola: l&#8217;Unione Europea dice di sì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 17:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[insetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fan della cucina italiana, arrendetevi. La distanza che separa gli insetti dalle nostre tavole continua ad accorciarsi. &#160; Con la sessione plenaria del 28 ottobre, l’UE ha approvato in prima lettura l&#8217;accordo con il Consiglio sul cosiddetto “Novel Food”. L’esito della votazione ha visto 359...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fan della cucina italiana, arrendetevi. La distanza che separa gli insetti dalle nostre tavole continua ad accorciarsi.</p>
<p>&nbsp;<br />
Con la sessione plenaria del 28 ottobre, l’UE ha approvato in prima lettura l&#8217;accordo con il Consiglio sul cosiddetto “Novel Food”. L’esito della votazione ha visto 359 sì, 202 no, 127 astenuti. Il testo approvato, in realtà, non riguarda solo gli insetti ma anche una serie di altre sostanze come <strong>conservanti</strong> di nuova generazione o prodotti realizzati grazie alle <strong>nanotecnologie</strong>.<br />
La palla ora passa alla Efsa, l’agenzia Europea per la sicurezza alimentare che avrà il compito di  verificare la salubrità di tutti i potenziali nuovi cibi contenuti nel testo approvato dall’Unione.</p>
<p>&nbsp;<br />
Nonostante l’italianissimo senso di nausea al solo sentirne parlare, gli insetti sono la base di molte culture culinarie asiatiche. Oggi, grazie ad internet, è possibile trovare una miriade di ricette tradizionali che hanno come base questo tipo d’ingrediente. Molte popolazioni ne hanno fatto un <em>must</em> della loro tradizione. Dal punto di vista nutrizionale una cosa è certa: gli insetti consentono un elevato <strong>apporto proteico</strong>, ben al di là di quello ottenibile dalle classiche fonti nostrane, una su tutti, la carne rossa. Con il recente comunicato dell’<a href="http://salutedintorni.it/i-risultati-delloms-su-carne-rossa-e-lavorata-come-comportarsi-per-il-futuro/" target="_blank">Oms sulla cancerogenicità della carne</a>, gli insetti potrebbero guadagnare terreno almeno da un punto di vista squisitamente nutrizionale.<br />
Attualmente l’Efsa sta valutando un possibile utilizzo di questi animali soprattutto nell’ambito della produzione di mangimi per l’allevamento. Gli insetti, infatti, potrebbero essere una buona alternativa alle materie prime utilizzate per la produzione di mangimi nel <a href="http://salutedintorni.it/littico-italiano-sempre-piu-straniero-due-prodotti-su-tre-vengono-dallestero/" target="_blank">settore ittico</a>. Va da sé che l’ente sta valutando anche l’eventuale impatto che la produzione di insetti possa avere a livello logistico, sanitario, amministrativo e così via in quanto assimilabile a qualsiasi altro tipo di produzione animale.</p>
<p>&nbsp;<br />
Intanto, nel Belpaese sono stati pubblicati i dati di uno studio Coldiretti/Iprmarketing che mostrano come solo il 7% della popolazione si ciberebbe di ragni fritti mentre l&#8217;8% sarebbe propenso ad assaggiare insetti. Il 19% ancora, proverebbe con piacere la carne di coccodrillo.<br />
L’allevamento e il consumo di questi cibi, oltre che da un punto di vista nutrizionale, può essere valutata anche nell’ottica dell’implementazione di nuovo processi produttivi finalizzati a garantire la disponibilità di cibo ad una popolazione in costante aumento demografico. L’agricoltura, oltre che l’allevamento, nelle loro forme sia intensive che rurali hanno comportato una richiesta di risorse naturali sempre maggiori. Quindi, parallelamente agli sforzi compiuti nell’ottica di miglioramento sia ecologico che economico di questi processi, la ricerca di nuove fonti di alimentazione è una strada che, almeno nell’ambito scientifico, non può essere ignorata.</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/insetti-a-tavola-unione-europea/">Insetti a tavola: l’Unione Europea dice di sì</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Allevatori in cattedra: il progetto dell&#8217;Unione Europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’inizio dell’anno scolastico, l’Unione Europea ha avviato il progetto “Allevato nell’UE”. Lo scopo è quello di sensibilizzare gli alunni di età compresa tra i 12 e i 18 anni sull’importanza che l’allevamento e, in particolare il settore ittico, può avere all’interno di una comunità....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’inizio dell’anno scolastico, l’Unione Europea ha avviato il progetto “<strong>Allevato nell’UE</strong>”. Lo scopo è quello di sensibilizzare gli alunni di età compresa tra i 12 e i 18 anni sull’importanza che l’allevamento e, in particolare il settore ittico, può avere all’interno di una comunità.</p>
<h1></h1>
<p>Grazie a questa iniziativa, i ragazzi potranno avvicinarsi a una realtà non sempre sotto i riflettori, se non per alcuni aspetti<a href="http://salutedintorni.it/littico-italiano-sempre-piu-straniero-due-prodotti-su-tre-vengono-dallestero/" target="_blank"> non sempre positivi</a>. Nell’ambito delle attività scolastiche, sarà dunque possibile apprendere qual è il ruolo del settore nella produzione alimentare nel suo complesso, evidenziando in che modo l’ittico, reso ecologicamente <strong>sostenibile</strong>, possa svolgere anche un ruolo di protezione ambientale.<br />
Il progetto prevede lezioni sulla classificazione delle specie marine commestibili, sulle tecniche di allevamento e sulle opportunità lavorative che il settore può mettere a disposizione dei giovani.<br />
Attualmente il progetto si trova in fase pilota in 20 scuole di 10 paesi dell&#8217;UE (Repubblica ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito).</p>
<h1></h1>
<p><strong>A SPIEGARE L’ITTICO SARANNO LORO</strong><br />
Una parte importante del progetto consiste in un incontro con un <strong>allevatore locale</strong>, durante il quale gli studenti potranno confrontarsi con un esperto per approfondire le proprie ricerche e partecipare a una divertente sessione interattiva.<br />
Per gli insegnanti è stato creato uno speciale kit didattico, che contiene tutto il materiale necessario per pianificare e realizzare il progetto, dalla prima lezione, alla visita, fino alle attività successive, che potranno essere dedicate ad ambiti diversi, tra cui Nutrizione e cucina, Scienza e tecnologia o Comunicazione e arte.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/allevatori-in-cattedra-il-progetto-dellunione-europea/">Allevatori in cattedra: il progetto dell’Unione Europea</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’UE VARA NUOVI LIMITI DI ASSUNZIONE PER L’ARSENICO INORGANICO IN RISO E DERIVATI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 15:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico inorganico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In generale, in campo alimentare vengono considerati due tipi di arsenico: quello organico, naturalmente contenuto in vari alimenti, quello inorganico che se assunto in dosi eccessive può provocare danni a pelle, sistema nervoso e cardiocircolatorio oltre che ad essere un agente cancerogeno. Ultimamente si parla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://salutedintorni.it/wp-content/uploads/2015/09/riso.jpg"><img loading="lazy" class=" size-large wp-image-44 aligncenter" src="http://salutedintorni.it/wp-content/uploads/2015/09/riso-1024x872.jpg" alt="riso" width="550" height="468" /></a></p>
<p>In generale, in campo alimentare vengono considerati due tipi di arsenico: quello organico, naturalmente contenuto in vari alimenti, quello inorganico che se assunto in dosi eccessive può provocare danni a pelle, sistema nervoso e cardiocircolatorio oltre che ad essere un agente cancerogeno. Ultimamente si parla molto di questo elemento soprattutto per il suo accumulo nel riso. In questo articolo vi riassumo il percorso partito a giugno 2015 e che ha portato la Commissione Europea a varare per la prima volta dei limiti per il contenuto di arsenico inorganico in riso e prodotti derivati.</p>
<h1></h1>
<p><strong>Il BfR</strong> (istituto federale tedesco per la valutazione del rischio) ha diramato a giugno un <a href="http://www.bfr.bund.de/en/press_information/2015/14/rice_and_rice_products_contain_high_levels_of_inorganic_arsenic-194366.html" target="_blank">comunicato</a>  in cui rende noti i risultati delle analisi effettuate sui prodotti a base di riso. L’istituto ha evidenziato come l’arsenico inorganico fosse presente nei prodotti derivati in quantità superiori rispetto a quelle rilevate nella materia prima, il riso. I dati del BfR suggeriscono che per i tedeschi il riso e derivati possono contribuire ampiamente all’assunzione di arsenico inorganico, soprattutto nei bambini fino a tre anni.</p>
<h1></h1>
<p>Per le sue <strong>caratteristiche fisiologiche</strong>, la pianta di riso tende naturalmente ad accumulare arsenico anche in condizioni di falda non inquinata. Questa tendenza è accentuata dai metodi di coltivazione. In Italia la ricerca punta comunque all’attenuazione del fenomeno ma gli esperti assicurano che la qualità del riso nostrano è buona e tutti gli interventi puntano solo a migliorarla. Molti studi a riguardo possono essere consultati sul sito dell’ <a href="http://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx" target="_blank">Ente Nazionale Risi</a>.</p>
<h1></h1>
<p><strong>Dal 1 gennaio 2016</strong> quindi entreranno per la prima volta in vigore dei limiti per tutelare i consumatori: 0.30 mg/kg per la biscotteria a base di riso, 0.20 e 0.25 mg/kg rispettivamente nel riso e nel riso parboiled o integrale. Data la maggior sensibilità dei più piccoli all’arsenico inorganico, una maggiore precauzione viene riservata ai prodotti per l’infanzia derivati dal riso. Il livello ammesso è di 0.10 mg/kg massimo.<br />
I produttori dovranno quindi adoperarsi al fine di ottenere un minor assorbimento di arsenico da parte del riso. Questo regolamento infatti impone automaticamente una rimodulazione di tutto il percorso che il riso compie per arrivare sulle nostre tavole.</p>
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<p><strong>Ai consumatori</strong> va detto chiaramente che non bisogna allarmarsi. Specie nel caso italiano, dove il riso non costituisce la base della dieta per la maggior parte della popolazione, i livelli di assunzione di arsenico inorganico possono essere considerati sotto controllo. Per i più piccoli è consigliabile evitare il consumo massiccio di alimenti derivati dal riso.<br />
È bene, quindi, consigliare di non sostituire completamente il latte materno o il latte vaccino con quello di riso. Anche per gli adulti si consiglia, in particolare per i celiaci, di non basare totalmente la propria dieta su un consumo elevato di prodotti a base di riso quali gallette, ciambelle, riso soffiato, cracker ecc<br />
Ovviamente tutto ciò non toglie che tali alimenti possano essere inseriti tranquillamente in un regime dietetico equilibrato.</p>
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<p><a href="http://salutedintorni.it/chi-siamo/" target="_blank">Dr. Giuseppe Amato &#8211; Biologo Nutrizionista</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/lue-vara-nuovi-limiti-di-assunzione-per-larsenico-inorganico-in-riso-e-derivati/">L’UE VARA NUOVI LIMITI DI ASSUNZIONE PER L’ARSENICO INORGANICO IN RISO E DERIVATI</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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