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	<title>trattamento | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Sindrome dell&#8217;intestino irritabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 10:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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		<category><![CDATA[diarrea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;intestino irritabile entra a far parte di quelli che vengono definiti disturbi funzionali gastrointestinali. Questi disturbi presentano sintomi variabili e ricorrenti quindi molto spesso risulta difficile individuarli e classificarli. Per quanto riguarda questa specifica patologia, si può porre diagnosi di &#8216;sindrome dell&#8217;intestino irritabile&#8217;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;intestino irritabile entra a far parte di quelli che vengono definiti disturbi funzionali gastrointestinali. Questi disturbi presentano sintomi variabili e ricorrenti quindi molto spesso risulta difficile individuarli e classificarli. Per quanto riguarda questa specifica patologia, si può porre diagnosi di &#8216;sindrome dell&#8217;intestino irritabile&#8217; se, per almeno 12 settimane, si sono manifestati disturbi addominali con almeno due delle seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>senso di sollievo con la defecazione</li>
<li>modifiche nella frequenza dell&#8217;alvo (manifestazione di scariche anche più volte in una giornata)</li>
<li>cambiamento nell&#8217;aspetto delle feci (feci liquide o con presenza di muco)</li>
</ul>
<div>Le donne sembrano essere le più colpite rispetto agli uomini, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Per quel che riguarda le cause in realtà non si è ancora giunti ad individuarne di certe perché sembra essere una patologia che può manifestarsi in maniera dipendente o meno dai pasti e, a volte, accentuata in caso di forti stress. Anche se i sintomi si manifestano in maniera intermittente, questa è una patologia considerata cronica. Il trattamento dipende molto dalla gravità della situazione e dalla severità dei sintomi: nei pazienti con sintomi lievi si riescono a svolgere le normali attività quotidiane ed il trattamento riguarda la gestione di una dieta apposita che prevede che non ci sia una restrizione delle scelte alimentari e che controlli la distribuzione dei pasti giornaliera in modo da garantire l&#8217;assunzione di piccoli pasti, ma frequenti, durante la giornata prestando maggiormente attenzione ad alimenti grassi, legumi, vegetali, alcool e caffeina. Va riservato un occhio di riguardo  alla fibra alimentare che va introdotta con cautela a piccole dosi in quanto, il sintomo più frequente è la diarrea e la fibra alimentare tende ad aumentare o facilitare l&#8217;evacuazione. Nei soggetti con sintomi molto frequenti e severi, viene riservato un trattamento farmacologico sotto stretta osservazione medica. L&#8217;utilizzo graduale del consumo di fibra viene in ogni caso considerato utile purchè si faccia attenzione ai periodi di forti scariche o stress emotivi; il tutto accompagnato dall&#8217;esercizio fisico e da una buona idratazione  che servono a favorire un buon funzionamento della motilità intestinale. Mantenersi attivi e concedersi giornalmente un paio di litri di acqua sono accorgimenti molto importanti da associare alle modificazione dietetiche.</div>
<div></div>
<div>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</div>
<p>&nbsp;</p>
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