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	<title>silenzio | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Meditate, gente, meditate.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Simona Toto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 18:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[calma]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[serenità]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ormai abituati a non tollerare il silenzio. Spesso in casa si lascia la tv accesa “per compagnia”, quando si è con un’altra persona ci si sente quasi obbligati a riempire ogni secondo di parole vuote, quando soffriamo (perché a tutti e dico tutti, capita di soffrire)...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo ormai abituati a non tollerare il <em>silenzio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso in casa si lascia la tv accesa “per compagnia”, quando si è con un’altra persona ci si sente quasi obbligati a riempire ogni secondo di parole vuote, quando soffriamo (perché a tutti e dico tutti, capita di soffrire) si è abituati a cercare conforto nelle parole degli altri: si confida la propria sofferenza agli amici, ai familiari, talvolta la si condivide con il parrucchiere o l’estetista di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo perché <strong>si crede che <em>parlare dei propri problemi</em> aiuti a mandarli via.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si è scivolati, favoriti dai social network e peggio ancora, dai talk show pomeridiani dove tronisti e pubblico sono soliti urlare le loro idee con fervore da mercato ortofrutticolo, dicevo, si è scivolati in un <strong><em>esibizionismo del dolore</em></strong> a tutto spiano, dolore urlato, talvolta <em>vomitato in abbondanza e senza interruzione</em> sul malcapitato di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure nel mondo antico non funzionava così… si era capaci di sostare nel silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra epoca in particolar modo, quando si presenta un problema, siamo colti dalla frenesia di volerlo risolvere immediatamente, siamo diventati intolleranti all’attesa, frenetici nell’esigere soluzioni immediate.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo articolo non è un inno all&#8217;inattività e all’inerzia, piuttosto una riflessione <strong>sul bisogno che abbiamo di tenere sempre tutto sotto controllo</strong>, anche le emozioni negative: preferiamo <strong>respingerle, rifiutarle,</strong> piuttosto che accettare che anche queste fanno parte della vita ed in quanto tali, vanno vissute.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sottolineava Marsha Linehan, psicologa psichiatra nota per la sua terapia dialettico-comportamentale, è proprio questo che fa la differenza tra il dolore e la sofferenza: <em>la fuga dalle emozioni spiacevoli trasforma il dolore in una sofferenza prolungata</em>. La sofferenza è un’estensione del dolore e si manifesta <em><strong>quando ci opponiamo</strong> alle cose per come esse sono</em> al momento presente, quando siamo <strong><em>ostinati nell’imporre la nostra volontà</em> sulla realtà</strong> cercando di <em>stabilire</em> tutto o <em>rifiutando</em> di fare ciò che è necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Non di rado, la dimensione dell’<em>accettazione</em> la troviamo quando siamo in grado di calmare i nostri pensieri, perché no, allontanandoci di tanto in tanto dalla rumorosità della vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il silenzio spaventa</strong>. Forse perché avvertito come un vuoto da riempire ad ogni costo, forse perché confuso con la passività o perché annoia. O forse (più probabile) perché <em>nel silenzio contattiamo le nostre zone d’ombra</em>, possiamo vedere quello che non ci piace o possono emergere aspetti del sé temuti e tenuti a bada.</p>
<p style="text-align: justify;">Così preferiamo cercare rifugio nel rumore, vivere in modo eccessivo per non rischiare l’introspezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure il silenzio affina le nostre capacità percettive, induce alla <em>creatività</em> e se vissuto fino in fondo diventa fecondo perché consente alle emozioni di essere contattate e non respinte, anche quelle negative, perché ognuno di noi ha bisogno di emozioni positive e negative, del bene e del male, del bianco del nero e della scala di grigi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solo quando si va in fondo al proprio dolore, si trova la spinta per la risalita. Solo quando si impara a so-stare con se stessi, si diventa forti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, più facile a dirsi che a farsi, ma se non riusciamo da soli, si può chiedere aiuto ad un <strong>terapeuta</strong>, che non è l’equivalente del decantare il proprio dolore a destra e a manca in una <strong><em>logorrea del tormento</em></strong> che certamente non è la via maestra per la serenità. Un terapeuta che aiuti a ricomporre i pezzi del puzzle, che aiuti a collegare le esperienze attuali con la propria storia di vita e non in ultimo, che insegni a stare con se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Meditate gente, meditate.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Uno è padrone di ciò che tace e schiavo di ciò di cui parla&#8221;.</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<pre><em>Simona Toto, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Pomigliano d'Arco (Napoli). </em></pre>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/meditate-gente-meditate/">Meditate, gente, meditate.</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>È impossibile non comunicare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr.ssa Annalisa Allocca - Psicologa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 11:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella vita di tutti i giorni entriamo continuamente in relazione con  gli altri, anche con persone sconosciute,  in modo automatico ed inconsapevole. Si può comunicare attraverso un gesto, uno sguardo, un sorriso. Come nella foto, dove una madre parla al proprio bambino solo guardandolo negli occhi....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita di tutti i giorni entriamo continuamente in relazione con  gli altri, anche con persone sconosciute,  in modo automatico ed inconsapevole. Si può comunicare attraverso un gesto, uno sguardo, un sorriso. Come nella foto, dove una madre parla al proprio bambino solo guardandolo negli occhi.  Atteggiamento naturale che si ha con i propri figli e nelle relazioni.</p>
<p><strong>Perché è impossibile non comunicare?</strong></p>
<p>Non esiste solo la comunicazione verbale, fatta di parole scritte o orali, ma anche il silenzio è una forma di comunicazione. In silenzio si possono trasmettere le nostre emozioni, condividere un momento. Si comunica attraverso varie forme di linguaggio, riguardanti il nostro corpo e la voce:</p>
<ul>
<li><strong>Il linguaggio non verbale.</strong> Espressioni del volto, sguardi, gesti, posture, il modo di camminare, movimenti (il giocherellare con le mani o con qualcosa, agitarsi sulla sedia e tanti altri ancora).</li>
<li><strong>Il linguaggio para verbale.</strong> Tono, volume e ritmo della voce di chi parla, pause ed altre espressioni sonore (come lo schiarirsi la voce).</li>
</ul>
<p>Il corpo è un libro aperto al mondo, e saperlo leggere, ci permette di conoscere realmente la persona che abbiamo di fronte ed entrare in sintonia con essa. Per capire cosa sta provando realmente una persona in un determinato momento, basta guardare l&#8217;espressione del volto, fonte di verità e autenticità.</p>
<p><strong>Quante volte le persone che dicono di essere tranquilli e sereni hanno uno sguardo triste o deluso?</strong></p>
<p>Questo fenomeno si chiama &#8220;incongruenza&#8221; e avviene quando quello che si esprime con le parole non corrisponde al non verbale.  Le parole spesso sono utilizzate per nascondere le nostre emozioni al mondo, ma basta guardare un persona negli occhi o osservare il comportamento, che le vere emozioni emergono chiare e distinte.</p>
<p><em>&#8220;L’uomo in silenzio è più bello da ascoltare&#8221;,</em> dice un proverbio giapponese, perché il <strong>Silenzio</strong> permette di creare un clima di sincerità, armonia tra le persone, che esprimono in modo autentico le proprie emozioni!</p>
<p>Dr.ssa Annalisa Allocca Psicologa Clinica e  di Comunità</p>
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