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	<title>lipidi | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Dislipidemie: terapia dietetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 10:00:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di dislipidemie facciamo riferimento ad una classe di patologie causate da una alterazione dei livelli di lipidi plasmatici. Il loro aumento e, più raramente, la loro diminuzione sono causati da uno stile di vita poco sano che prevede una scarsa o quasi nulla attività fisica oltre ad una alimentazione ricca di grassi. Le iperlipidemie, in particolare, sono alterazioni sia qualitative che quantitative dei livelli di lipidi plasmatici e possono dipendere da un&#8217;aumentata sintesi ma anche da una ridotta eliminazione. In generale, i lipidi sono trasportati dal sangue ai tessuti ma non sono disciolti liberamente in esso. I trigliceridi e il colesterolo sono bensì legati ad alcune proteine dette <strong>lipoproteine</strong>. Appartengono a questa famiglia anche le <strong>LDL </strong>e le <strong>HDL</strong>. L&#8217;importanza nel mantenere ad una valore base il livello di lipidi sta principalmente nel ruolo che queste lipoproteine svolgono nella manifestazione dell&#8217;aterosclerosi e nell&#8217;aumentato rischio di patologie di fegato e pancreas. Ma cosa succede precisamente quando il numero di queste sostanze aumenta? Diventano più suscettibili alla <strong>ossidazione</strong>: meccanismo che determina una modifica della struttura chimica delle lipoproteine. Le lipoproteine modificate non sono più riconosciute dai tessuti in cui i lipidi devono essere depositati. Ciò determina <strong>l&#8217;accumulo</strong> di lipoproteine (e quindi di trigliceridi e colesterolo) nel sangue. Iperlipidemia o dislipidemie sono due sinonimi di uno stesso meccanismo patologico e generalmente indicano entrambi delle anomalie nel numero e nel tipo di lipidi ematici (colesterolo e trigliceridi principalmente). L&#8217;ipertrigliceridemia, quando diventa severa, si associa ad un aumento del rischio di pancreatite acuta che può essere fatale mentre l&#8217;ipercolesterolemia è un fattore importante per la manifestazione dell&#8217;aterosclerosi e nell&#8217;insorgenza delle ischemie. <strong>La dieta</strong> rappresenta il primo approccio terapeutico per la maggior parte dei pazienti con dislipidemia. Pur partendo dal fatto che la riduzione dei grassi alimentari ha una incisione notevole sulle dislipidemie, l&#8217;obiettivo principale rimane quello di ridurre la quota di cibo che viene introdotta giornalmente in modo da permettere il raggiungimento del peso ideale. Alimenti come biscotti, merendine, cibi fritti, formaggi grassi e cibi confezionati sono particolarmente ricchi di acidi grassi <em>trans</em> che sono responsabili dell&#8217;aumento dei livelli di colesterolo nel sangue. All&#8217;uso di margarine e burri va preferito quello degli olii vegetali, più ricchi di acidi grassi polinsaturi che hanno effetti positivi sui lipidi plasmatici. La riduzione dei grassi prevede, al contempo, un aumento di carboidrati complessi e cibi integrali che conferiscono il giusto apporto di fibre che vanno a ridurre l&#8217;assorbimento di colesterolo e trigliceridi. Una alimentazione ideale prevede poche e piccole norme in questi casi:</p>
<ul>
<li>aumentare il consumo di alimenti di origine vegetale quali frutta e verdura</li>
<li>consumare legumi, cereali integrali e frutta secca</li>
<li>alternare il consumo di carne bianca e pesce</li>
<li>utilizzare come condimento principale l&#8217;olio extravergine di oliva</li>
<li>ridurre il consumo di carne rossa e  formaggi grassi</li>
<li>utilizzare come metodi di cottura: cottura in acqua, alla griglia, al vapore, al forno</li>
</ul>
<div>Impariamo ad amarci un po&#8217; di più seguendo delle semplici regole che, in alcuni casi, possono salvarci!</div>
<div></div>
<div>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</div>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/dislipidemie/">Dislipidemie: terapia dietetica</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Olio EVO: il condimento per eccellenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Eleonora Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 11:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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		<category><![CDATA[olio evo]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’olio EVO (extravergine di oliva) protagonista indiscusso della dieta mediterranea, è uno dei prodotti cardine per alimentazione quotidiana delle nostre tavole e rappresenta il miglior olio utilizzabile. L’olio si ricava dalla spremitura meccanica dei frutti dell&#8217;olivo (Olea europaea) e la definizione di extravergine è riservata solo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>olio EVO</strong> (extravergine di oliva) protagonista indiscusso della dieta mediterranea, è uno dei prodotti cardine per alimentazione quotidiana delle nostre tavole e rappresenta il miglior olio utilizzabile.</p>
<p>L’olio si ricava dalla spremitura meccanica dei frutti dell&#8217;olivo (<em>Olea europaea</em>) e la definizione di extravergine è riservata solo all’olio che presenta un’<strong>acidità uguale o inferiore allo 0,8%</strong>. La sua qualità dipende da molti fattori, particolarmente dal clima, dal terreno, dal tipo di pianta e il metodo di lavorazione delle olive. Le regioni d’italia che producono olio di oliva di qualità più pregiata sono la Puglia, la Liguria e la Toscana.</p>
<p>L’olio evo presenta caratteristiche biochimiche peculiari in quanto presenta un rapporto ottimale tra MUFA (acidi grassi monoinsaturi) e PUFA (acidi grassi polinsaturi). In particolare contiene MUFA, quasi esclusivamente acido oleico (60-85%), della serie n-9 e importante per la prevenzione cardiovascolare e, in quantità minori, acido palmitico (4%) e acido linolenico, MUFA n-6 (13%), oltre a componenti bioattivi come i fenoli.</p>
<p><strong>Fabbisogno giornaliero</strong></p>
<p>I <strong>LARN</strong> per la popolazione italiana 2014 propongono di adottare un <a href="http://www.sinu.it/html/pag/06-LIPIDI.asp" target="_blank">intervallo di riferimento per i lipidi </a>compreso tra il 20-35% dell’energia totale giornaliera. Di questi i MUFA dovrebbero rappresentare il 10-15%, i PUFA il 5-10% mentre per quelli saturi l’indicazione è di un massimo del 10%.</p>
<p><strong>Benefici</strong></p>
<ul>
<li>Regolazione della pressione arteriosa.</li>
<li>L’oleocantale, sostanza contenuta nell’olio, ha un <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19056642" target="_blank">attività inibitoria nei confronti della <em>ciclossigensi 2</em> </a>(COX2) che ha un ruolo nei processi infiammatori.</li>
<li>Gli acidi grassi monoinsaturi sono più resistenti all’azione dei radicali liberi.</li>
<li>Riduce il rischio cardiovascolare in quanto i mufa aumentano il colesterolo HDL, migliorano il rapporto hdl/col tot.</li>
<li>L’acido oleico esercita anche un’azione stimolante sul processo di svuotamento della colecisti con un miglioramento della digestione e un’inibizione della secrezione gastrica.</li>
<li>I fenoli contenuti hanno un effetto antiossidante.</li>
</ul>
<p><strong>Come conservarlo</strong></p>
<ul>
<li>Può essere conservato al massimo per 2 anni.</li>
<li>Aria, alte temperature e luce ne favoriscono l’alterazione quindi conservare esclusivamente in luogo fresco, lontano dall’aria e buio.</li>
<li>È buona norma conservarlo in recipienti di vetro scuro in quanto il processo di alterazione può essere favorito dal contatto coi metalli, soprattutto rame e ferro. Le usuali lattine infatti sono stagnate internamente per evitare il contatto diretto con il lamierino di ferro.</li>
</ul>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-eleonora-fiorillo/" target="_blank">Dott.ssa Eleonora Fiorillo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/olio-evo-condimento-per-eccellenza/">Olio EVO: il condimento per eccellenza</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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