<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>infiammazione | Sanità Senza Problemi</title>
	<atom:link href="https://sanitasenzaproblemi.it/tag/infiammazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sanitasenzaproblemi.it</link>
	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 May 2022 09:42:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.5.3</generator>
	<item>
		<title>Sindrome dell&#8217;intestino irritabile</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/sindrome-dellintestino-irritabile/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/sindrome-dellintestino-irritabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 10:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[diarrea]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://salutedintorni.it/?p=1973</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;intestino irritabile entra a far parte di quelli che vengono definiti disturbi funzionali gastrointestinali. Questi disturbi presentano sintomi variabili e ricorrenti quindi molto spesso risulta difficile individuarli e classificarli. Per quanto riguarda questa specifica patologia, si può porre diagnosi di &#8216;sindrome dell&#8217;intestino irritabile&#8217;...</p>
The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/sindrome-dellintestino-irritabile/">Sindrome dell’intestino irritabile</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;intestino irritabile entra a far parte di quelli che vengono definiti disturbi funzionali gastrointestinali. Questi disturbi presentano sintomi variabili e ricorrenti quindi molto spesso risulta difficile individuarli e classificarli. Per quanto riguarda questa specifica patologia, si può porre diagnosi di &#8216;sindrome dell&#8217;intestino irritabile&#8217; se, per almeno 12 settimane, si sono manifestati disturbi addominali con almeno due delle seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>senso di sollievo con la defecazione</li>
<li>modifiche nella frequenza dell&#8217;alvo (manifestazione di scariche anche più volte in una giornata)</li>
<li>cambiamento nell&#8217;aspetto delle feci (feci liquide o con presenza di muco)</li>
</ul>
<div>Le donne sembrano essere le più colpite rispetto agli uomini, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Per quel che riguarda le cause in realtà non si è ancora giunti ad individuarne di certe perché sembra essere una patologia che può manifestarsi in maniera dipendente o meno dai pasti e, a volte, accentuata in caso di forti stress. Anche se i sintomi si manifestano in maniera intermittente, questa è una patologia considerata cronica. Il trattamento dipende molto dalla gravità della situazione e dalla severità dei sintomi: nei pazienti con sintomi lievi si riescono a svolgere le normali attività quotidiane ed il trattamento riguarda la gestione di una dieta apposita che prevede che non ci sia una restrizione delle scelte alimentari e che controlli la distribuzione dei pasti giornaliera in modo da garantire l&#8217;assunzione di piccoli pasti, ma frequenti, durante la giornata prestando maggiormente attenzione ad alimenti grassi, legumi, vegetali, alcool e caffeina. Va riservato un occhio di riguardo  alla fibra alimentare che va introdotta con cautela a piccole dosi in quanto, il sintomo più frequente è la diarrea e la fibra alimentare tende ad aumentare o facilitare l&#8217;evacuazione. Nei soggetti con sintomi molto frequenti e severi, viene riservato un trattamento farmacologico sotto stretta osservazione medica. L&#8217;utilizzo graduale del consumo di fibra viene in ogni caso considerato utile purchè si faccia attenzione ai periodi di forti scariche o stress emotivi; il tutto accompagnato dall&#8217;esercizio fisico e da una buona idratazione  che servono a favorire un buon funzionamento della motilità intestinale. Mantenersi attivi e concedersi giornalmente un paio di litri di acqua sono accorgimenti molto importanti da associare alle modificazione dietetiche.</div>
<div></div>
<div>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</div>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/sindrome-dellintestino-irritabile/">Sindrome dell’intestino irritabile</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sanitasenzaproblemi.it/sindrome-dellintestino-irritabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologie infiammatorie dell’intestino</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/intestino/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/intestino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 10:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[morbo di Crohn]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[retto colite ulcerosa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://salutedintorni.it/?p=1918</guid>

					<description><![CDATA[<p>Patologie forse ancora poco conosciute ma con un riscontro sempre maggiore. Esse sono caratterizzate da risposte immunitarie nei confronti di stimoli normali. Sembrano incidere fattori genetici e fattori ambientali tra cui un ruolo fondamentale viene assunto dalla flora batterica. Sono inoltre patologie croniche in quanto...</p>
The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/intestino/">Patologie infiammatorie dell’intestino</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Patologie forse ancora poco conosciute ma con un riscontro sempre maggiore. Esse sono caratterizzate da risposte immunitarie nei confronti di stimoli normali. Sembrano incidere fattori genetici e fattori ambientali tra cui un ruolo fondamentale viene assunto dalla flora batterica. Sono inoltre patologie croniche in quanto non si possono curare con un particolare tipo di terapia farmacologica e non tendono a svanire, i sintomi si attenuano passando per una ‘fase di calma’ ma possono ricomparire in qualsiasi momento. Due principali patologie colpiscono l’intestino in questo modo: la malattia di Crohn e la retto colite-ulcerosa; la prima è costituita da lesioni più profonde che possono interessare diversi punti dell’intestino, in particolare il colon mentre nella retto colite-ulcerosa la parte interessata in cui si sviluppa l’infiammazione è unica e nella maggior parte dei casi le lesioni sono più superficiali. Nella cura di queste patologie c’è alla base un trattamento farmacologico con l’uso di anti-infiammatori che hanno però notevoli effetti collaterali e, come già detto, non rappresentano la cura definitiva; per questo motivo è meglio considerare la terapia nutrizionale in quanto i nutrienti giusti possono essere di grande aiuto nell’attenuazione della patologia. Un ruolo terapeutico è stato dimostrato dagli acidi grassi a catena corta che si formano dalla flora batterica del colon e sembra che questi abbiano un effetto nello stimolare la proliferazione dei linfociti favorendo la ricostituzione di alcune parti infiammate quindi gli alimenti consigliati sono quelli che favoriscono una proliferazione attiva di questa flora batterica. Sono sconsigliate le fibre sia solubili che insolubili ed è bene evitare alimenti che contengono lattosio quindi latte e derivati perché questo zucchero ha l’effetto di stimolare la fermentazione intestinale che può favorire dolore, meteorismo, gonfiore addominale ed episodi di evacuazione anche molto forti. È bene sostituire latte e latticini con il latte di soia o altro latte di origine vegetale. Bisogna ridurre anche il contenuto di ossalati nella dieta che favorisce la formazione di calcoli: i cibi particolarmente ricchi di ossalato sono cioccolata, nocciole, coca cola e bevande gassate, succhi di frutta, cavoli, thè, asparagi, piselli e spinaci. Nelle fasi acute della malattia (in cui si verificano dolori e scariche molto forti con feci con sangue o grasso) è bene preferire diete liquide o semiliquide in modo da non irritare ulteriormente la parete intestinale; man mano è possibile reinserire alimenti non più liquidi. Si attua un vero e proprio fenomeno di svezzamento passando da frutta e legumi passati fino alla ripresa dei cibi solidi. Quando si segue questo tipo di dieta e soprattutto quando ci troviamo difronte a queste patologie caratterizzate da un forte malassorbimento (dato che vengono alterate porzioni di intestino) è consigliabile introdurre integratori. Ricapitolando, le regole alimentari da seguire con queste patologie sono:</p>
<p>&#8211;          Dieta povera di grassi saturi e ricca di acidi grassi a corta catena</p>
<p>&#8211;          Evitare cibi contenenti lattosio</p>
<p>&#8211;          Diminuire l’introduzione di alimenti ricchi di acido ossalico</p>
<p>&#8211;          Supplementare la dieta con integratori</p>
<p>&#8211;          Durante le fasi acute assumere una dieta liquida</p>
<p>&#8211;          Evitare il consumo eccessivo di fibra solubile ed insolubile</p>
<p>Convivere con queste condizioni decisamente gravi è sicuramente difficile ma non impossibile!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/intestino/">Patologie infiammatorie dell’intestino</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sanitasenzaproblemi.it/intestino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gotta: l&#8217;alimentazione da seguire</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/gotta-alimentazione-prenota-esami/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/gotta-alimentazione-prenota-esami/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[acido urico]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alluce]]></category>
		<category><![CDATA[articolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[gotta]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[purine]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://salutedintorni.it/?p=1664</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopriamo insieme l'alimentazione consigliata per chi soffre di gotta e dove è possibile prenotare gli esami per rilevare i livelli di acido urico nel sangue usufruendo dell'app di Sanità Senza Problemi.</p>
The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gotta-alimentazione-prenota-esami/">Gotta: l’alimentazione da seguire</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>gotta</strong> è una malattia del metabolismo e quindi fortemente legata alla nostra <strong>alimentazione</strong>. Si manifesta in un&#8217;infiammazione che colpisce le <strong>articolazioni</strong>, in particolare quella dell&#8217;<strong>alluce</strong> viene colpita più frequentemente. L&#8217;articolazione colpita si <strong>gonfia</strong>, si <strong>arrossa</strong> e <strong>duole</strong> fortemente. Talvolta possono formarsi nella zona interessata anche dei noduli detti<strong> tofi</strong>.</p>
<p>La <strong>causa</strong> della gotta è il deposito dei cristalli di acido urico a livello delle articolazioni. I cristalli di acido urico possono essere prodotti in eccesso dall&#8217;organismo oppure vi può essere un deficit nella capacità di smaltire alcune componenti degli acidi nucleici, chiamate <strong>purine</strong>, contenute nei cibi di origine animale.</p>
<p>E’ nota l’associazione tra iperuricemia e manifestazioni cliniche della “<strong>sindrome metabolica</strong>”<br />
come <strong>ipercolesterolemia</strong>, <strong>ipertensione arteriosa</strong>, <strong>diabete</strong> e <strong>insulino-resistenza</strong> e <strong>obesità</strong>.</p>
<p>E&#8217; quindi bene seguire una <strong>dieta adeguata</strong> associata a <strong>terapia farmacologica</strong> e all&#8217;<strong>attività fisica</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gotta: alimenti <strong>da evitare</strong></h3>
<ul>
<li>Alcool: in particolare birra e superalcolici;</li>
<li>Bevande zuccherine contenenti fruttosio come cola e succhi di frutta;</li>
<li>Selvaggina;</li>
<li>Carni come: cervello, rognone, milza, polmone, fegato e cuore;</li>
<li>Frattaglie;</li>
<li>Insaccati;</li>
<li>Pesce azzurro come acciughe, sardine, sgombri;</li>
<li>Molluschi e frutti di mare;</li>
<li>Dado da brodo;</li>
<li>Condimenti come lardo e strutto;</li>
<li>Frittura.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Alimenti da consumare <strong>con moderazione</strong></h4>
<ul>
<li>Carne: vitello, manzo, maiale, tacchino e pollo;</li>
<li>Pesce: spigola, orata, salmone, platessa, triglia, merluzzo;</li>
<li>Verdure: asparagi, spinaci, cavolfiore e funghi;</li>
<li>Legumi: piselli, fagioli, lenticchie e ceci;</li>
<li>Cereali: pane e pasta integrali;</li>
<li>Bevande: caffè e tè.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Alimenti <strong>consentiti</strong></h4>
<ul>
<li>Latte e derivati come yogurt, ricotta e formaggi come asiago, bel paese, crescenza, stagionati;</li>
<li>Uova;</li>
<li>Frutta: albicocche, arance, kiwi, mele, melone, pere, pesche;</li>
<li>Verdura: barbabietole, bietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolini di bruxelles, indivia, insalata,<br />
lattuga, patate, pomodori, rape, zucca.</li>
<li>Cereali: Pasta e riso non integrale, grissini, crackers, fette biscottate, cereali;</li>
<li>Olio extravergine di oliva per condire le pietanze preferibilmente a crudo, aggiunto con<br />
moderazione e dosato con il cucchiaino;</li>
<li>Acqua oligominerale almeno 1,5-2 Litri di liquidi al giorno.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al di là degli alimenti consentiti o vietati, la cosa più importante è affidarsi ad un <a href="http://salutedintorni.it/i-professionisti-della-nutrizione-scopri-a-chi-ti-puoi-rivolgere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">professionista della nutrizione</a> per farsi stilare un piano alimentare personalizzato. Quest&#8217;ultimo aspetto è di estrema importanza per due motivi:</p>
<ol>
<li>La quantità di purine varia negli alimenti e deve essere tenuta strettamente sotto controllo. Per tanto solo una persona esperta può conoscere il contenuto di purine degli alimenti e indicarvi la giusta grammatura di ognuno e il giusto abbinamento nei vari pasti della giornata.</li>
<li>Bisogna tener conto delle altre eventuali complicanze presenti (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, insulino-resistenza e diabete) e in funzione di ciò possono variare le porzioni e le tipologie di alimenti.</li>
</ol>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div class="wWOJcd" tabindex="0" role="button" aria-controls="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM25" aria-expanded="true" aria-labelledby="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM24">
<h2 id="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM24" class="iDjcJe IX9Lgd wwB5gf">Gotta: gli esami del sangue consigliati</h2>
</div>
<div></div>
<div class="wWOJcd" tabindex="0" role="button" aria-controls="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM25" aria-expanded="true" aria-labelledby="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM24">
<h3 class="r21Kzd" data-hveid="CBMQAQ" data-ved="2ahUKEwiW-cG8nrrzAhUlKVkFHdPKDzwQuk56BAgTEAE"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-19508 size-full" src="https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2016/04/lab-gfc7f638d3_640.jpg" alt="gotta sanità senza problemi" width="640" height="438" srcset="https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2016/04/lab-gfc7f638d3_640.jpg 640w, https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2016/04/lab-gfc7f638d3_640-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></h3>
<h3 class="r21Kzd" data-hveid="CBMQAQ" data-ved="2ahUKEwiW-cG8nrrzAhUlKVkFHdPKDzwQuk56BAgTEAE">Test di Laboratorio</h3>
</div>
<div id="exacc_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM25" class="MBtdbb" data-ved="2ahUKEwiW-cG8nrrzAhUlKVkFHdPKDzwQ7NUEegQIExAD">
<div class="ymu2Hb">
<div id="_DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM28" class="t0bRye a2qtDc r2fjmd" data-hveid="CBMQBA" data-ved="2ahUKEwiW-cG8nrrzAhUlKVkFHdPKDzwQu04oAHoECBMQBA">
<div id="DOxfYZbDGaXS5NoP05W_4AM__16">
<div class="wDYxhc" data-md="61">
<div class="LGOjhe" role="heading" data-attrid="wa:/description" aria-level="3" data-hveid="CA4QAA"><span class="ILfuVd NA6bn"><span class="hgKElc"><br />
Acido Urico – per rilevare livelli elevati di acido urico <b>nel sangue</b>; dopo la diagnosi, questo test può essere utile nel monitoraggio dell&#8217;efficacia terapeutica. Pannello metabolico di base – un gruppo di <b>esami</b> utilizzati <strong>per</strong> valutare e monitorare la funzionalità renale.</span></span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-michela-capuzzoni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott.ssa Michela Capuzzoni</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 role="heading" data-attrid="wa:/description" aria-level="3" data-hveid="CA4QAA"><strong>Prenota il tuo Esame</strong></h3>
<p>Vuoi effettuare un esame per rilvare i livelli di acido urico nel sangue? Sei nel posto giusto!</p>
<p>Non perdere ulteriore tempo e prenota subito, in maniera facile e veloce il tuo esame, con Sanità Senza Problemi.</p>
<p>Scegli tra le seguenti modalità quella che fa al caso tuo:</p>
<ol>
<li>compila il modulo di prenotazione online: <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/prenotazione-online/"><strong>link</strong>;</a></li>
<li>scarica l&#8217;app gratuita di Sanità Senza Problemi da <strong><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.sanita.senzaproblemi&amp;hl=it&amp;gl=US">Google Play Store</a> </strong>o<strong> <a href="https://apps.apple.com/it/app/sanit%C3%A0-senza-problemi/id1556890426">App Store</a></strong>;</li>
<li>prenota tramite CUP, il Centro Unico di Prenotazione attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18.30: chiama allo<strong> 0810010202.</strong></li>
</ol>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gotta-alimentazione-prenota-esami/">Gotta: l’alimentazione da seguire</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sanitasenzaproblemi.it/gotta-alimentazione-prenota-esami/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gastrite e corretta alimentazione</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 10:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[bruciore di stomaco]]></category>
		<category><![CDATA[diarrea]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[gastrite]]></category>
		<category><![CDATA[gonfiore addominale]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[vomito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://salutedintorni.it/?p=1568</guid>

					<description><![CDATA[<p>La gastrite è una condizione di infiammazione della mucosa gastrica. Normalmente lo stomaco è internamente rivestito da una mucosa che lo protegge dai succhi acidi che contiene e responsabili del processo digestivo. Quando la mucosa si indebolisce o viene danneggiata i succhi acidi digestivi corrodono...</p>
The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/">Gastrite e corretta alimentazione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>gastrite</strong> è una condizione di <strong>infiammazione</strong> della mucosa gastrica. Normalmente lo stomaco è internamente rivestito da una mucosa che lo protegge dai succhi acidi che contiene e responsabili del processo digestivo. Quando la mucosa si indebolisce o viene danneggiata i succhi acidi digestivi corrodono la parete dello stomaco danneggiandola e causando infiammazione.</p>
<p><strong>Sintomi</strong></p>
<ul>
<li>Bruciore di stomaco che può  peggiorare dopo i pasti;</li>
<li>Nausea;</li>
<li>Vomito;</li>
<li>Eruttazione;</li>
<li>Senso di gonfiore dopo i pasti;</li>
<li>Dimagrimento e riduzione del senso di fame.</li>
</ul>
<p>Se i sintomi compaiono all&#8217;improvviso e si protraggono per breve tempo si ha una condizione di <strong>gastrite acuta</strong>. Se, invece, si protraggono per un tempo più lungo si ha la condizione di <strong>gastrite cronica</strong>. Quest&#8217;ultima situazione è più subdola perché può trasformarsi in <em><strong>ulcera gastrica</strong> </em>ed aumentare il rischio di <em><strong>tumore allo stomaco</strong></em>.</p>
<div id="adv-video-article"> <strong>Cause</strong></div>
<div>Molte possono essere le cause che scatenano una gastrite. Ad esempio:</div>
<ul>
<li>L&#8217;uso abituale di <strong>farmaci analgesici</strong> e <strong>anti-infiammatori</strong> riducono la produzione di mucina, una sostanza che aiuta la parete dello stomaco a proteggersi dall&#8217;acidità;</li>
<li><strong>Infezione batterica</strong>. Helicobacter pylori, ma i medici ritengono che la vulnerabilità al batterio possa essere ereditaria oppure sia provocata dallo stile di vita errato, ad esempio dal fumo e dagli alti livelli di stress.</li>
<li><strong>Consumo eccessivo di alcool</strong> che corrode la mucosa gastrica;</li>
<li>Condizioni di grave <strong>stress fisico</strong> come ustioni, interventi o infezioni possono causare la gastrite.<strong> </strong></li>
<li><strong>Reflusso biliare</strong>. Normalmente la bile è prodotta dal fegato, accumulata nella cistifellea e secreta nell&#8217;intestino tenue. Se il piloro, una valvola che separa lo stomaco dall&#8217;intestino, non funziona si ha il passaggio della bile nello stomaco e insorge infiammazione che causa la gastrite.</li>
<li><strong>Gastrite autoimmune. </strong>Condizione che si instaura quando le cellule dell&#8217;organismo che non riconoscono le cellule delle pareti dello stomaco le attaccano scatenando una reazione immunitaria in grado di logorare la mucosa gastrica. La gastrite autoimmune si verifica con maggior frequenza nei pazienti affetti da altre patologie autoimmuni quali per esempio l&#8217;ipotiroidismo di Hashimoto.</li>
</ul>
<p><strong>Alimenti non consentiti</strong></p>
<ul>
<li><strong>Alcool</strong>, soprattutto i superalcolici e vino bianco;</li>
<li><strong>Tè</strong>, <strong>caffè</strong>, <strong>bevande gassate</strong> e altre bevande nervine;</li>
<li>Salse con panna, piatti pronti, sughi cotti con abbondanti quantità di creme con olio, margarina, burro, strutto, dolci;</li>
<li>Liquidi troppo caldi e <strong>alimenti freddi</strong> (bevande ghiacciate, gelati, granite) specialmente a stomaco vuoto;</li>
<li><strong>Brodo </strong>di carne, estratti per brodo, minestre già pronte con tali ingredienti;</li>
<li>Carni molto cotte: stracotti e bolliti;</li>
<li><strong>Insaccati</strong>: mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino, zampone, ecc.;</li>
<li>Grasso visibile di carni e affettati;</li>
<li><strong>Fritture</strong>, in quanto aumentano il contenuto di acreolina che peggiora l&#8217;infiammazione della<br />
mucosa;</li>
<li>Tonno in scatola, acciughe, pesce grasso in salamoia o affumicato;</li>
<li>Formaggi grassi, piccanti e fermentati  (gorgonzola e pecorino);</li>
<li>Frutta secca e Frutta acidula (limoni, mandarini, arance, cedro, ananas, ribes, melograno);</li>
<li><strong>Spezie</strong> (pepe, aglio, peperoncino), aceto, pomodori, peperoni.</li>
</ul>
<p><strong>Alimenti da consumare moderatamente</strong></p>
<ul>
<li>Latte o yogurt parzialmente scremati e privi di lattosio;</li>
<li>Cioccolato, agrumi e succo d’agrumi, pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro,<br />
cipolla, peperoni, menta;</li>
<li>Vino rosso (massimo 2 bicchieri al giorno per i maschi, 1 per le femmine).</li>
</ul>
<p><strong>Alimenti consentiti</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pasta</strong> e <strong>pane</strong> (ben cotto, senza mollica o leggermente tostato), riso e cereali integrali, avena, patate, crackers, fette biscottate;</li>
<li>Frutta matura e verdura di stagione (variando i colori per favorire un idoneo introito di<br />
vitamine e sali minerali);</li>
<li>Olio EVO a crudo, aggiunto con moderazione e dosato con il cucchiaino;</li>
<li><strong>Carni magre</strong> e affettati quali prosciutto crudo, cotto, speck, bresaola, affettato di tacchino/pollo, privati del grasso visibile (1-2 volte a settimana);</li>
<li>Pesce fresco;</li>
<li>Formaggi come il Grana Padano DOP;</li>
<li><strong>Acqua</strong>, piccole quantità durante i pasti, ma non meno di 1,5 litri al giorno;</li>
<li><strong>Finocchi, carote, zucchine, cavolo</strong> (possono <em>attenuare i dolori di stomaco</em>);</li>
<li><strong>Tisane </strong>e<strong> infusi</strong> a base di finocchio, camomilla, malva, liquirizia.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Michela Capuzzoni</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/">Gastrite e corretta alimentazione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sanitasenzaproblemi.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Endometriosi: lenire il dolore con l&#8217;alimentazione</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/endometriosi-lenire-il-dolore-con-lalimentazione/</link>
					<comments>https://sanitasenzaproblemi.it/endometriosi-lenire-il-dolore-con-lalimentazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 11:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dolorabilità]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://salutedintorni.it/?p=1515</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che in Italia colpisce circa 3 milioni di donne e che è causa del 30-40% dei casi di infertilità femminile.  Col termine &#8220;endometriosi&#8221; si intende la presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell&#8217;utero (sua normale sede) e precisamente a livello...</p>
The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/endometriosi-lenire-il-dolore-con-lalimentazione/">Endometriosi: lenire il dolore con l’alimentazione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Endometriosi </strong>è una<strong> malattia infiammatoria cronica </strong>che in Italia colpisce<strong> circa 3 milioni di donne </strong>e che è causa del <strong>30-40%</strong> <strong>dei casi di</strong> <strong>infertilità femminile. </strong></p>
<p>Col termine &#8220;endometriosi&#8221; si intende la presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell&#8217;utero (sua normale sede) e precisamente a livello delle ovaie, delle tube, del peritoneo, della vagina e dell&#8217;intestino.</p>
<p>Le <strong>cause</strong> della patologia <em>non sono ancora chiare</em>, tuttavia uno <a href="http://humrep.oxfordjournals.org/content/23/7/1511.full.pdf+html" target="_blank">studio</a> ha dimostrato che l&#8217;<strong>enzima telomerasi</strong>, normalmente poco presente nelle cellule dell&#8217;organismo, risulta essere, invece, molto concentrato nelle cellule dell&#8217;endometrio. La telomerasi è un enzima implicato nel processo di proliferazione cellulare e serve per rigenerare l&#8217;endometrio (la porzione di tessuto distrutta ed espulsa durante il ciclo mestruale, fenomeno che causa i classici <a href="http://salutedintorni.it/dolori-mestruali-no-farmaci/" target="_blank">dolori mestruali</a>) al termine del <a href="http://salutedintorni.it/alimentazione-donna/" target="_blank">ciclo</a>. La concentrazione elevata di questo enzima determinerebbe un&#8217;eccessiva proliferazione delle cellule endometriali sia in sede intra- che extrauterina con conseguente insorgenza di dolori fortissimi in vari distretti corporei, a partire da alcuni giorni precedenti la comparsa del ciclo fino al termine dello stesso.</p>
<p>In particolare, il <strong>dolore pelvico</strong> (principale sintomo della malattia) può diventare <strong>cronico</strong> rendendo la situazione <strong>fortemente invalidante per la donna</strong> affetta dalla patologia, al punto che spesso essa si ritrova costretta a sospendere l&#8217;attività fisica o addirittura a stare a letto.</p>
<p>Premesso che la dieta<strong> NON rappresenta la cura</strong> per la patologia, cosa possiamo fare con l&#8217;alimentazione?</p>
<p>Possiamo sicuramente alleviare il dolore<strong> </strong>prediligendo il consumo di quegli alimenti che riducono il processo infiammatorio alla base dell&#8217;endometriosi. Bisogna quindi consumare cibi ricchi di acidi grassi <strong>omega-3</strong> come il pesce fresco pescato (suri, sgombri, alici e sardine) e non surgelato/congelato, le noci e l&#8217;olio di semi di lino e ridurre il consumo di cibi ricchi di acidi grassi omega-6 come gli oli vegetali di mais e di semi vari e le margarine perché i primi portano alla produzione di prostaglandine che riducono l&#8217;<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3614254/" target="_blank">infiammazione</a>, mentre i secondi alla produzione delle prostaglandine che la favoriscono.</p>
<p>E&#8217; consigliabile aumentare il consumo di alimenti ricchi di<strong> vitamina A, C </strong>ed<strong> E,</strong> coinvolte nella risposta immunitaria e contenute nei seguenti cibi: fragole, kiwi, agrumi, peperoni, spinaci e vegetali a foglia verde scuro, olio extravergine d’oliva, salmone e tuorlo delle uova biologiche. Le 3 vitamine citate agiscono meglio se assunte contemporaneamente e quando presenti naturalmente nello stesso cibo come evidenziato da questo <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Darling+AM%2C+Chavarro+JE%2C+Malspeis+S%2C+Harris+HR%2C+Missmer+SA+-+A+prospective+cohort+study+of+vitamin+B%2C+C%2C+E%2C+and+multivitamin+intake+and+endometriosis+-+J+Endometr+2013+Jan+1%3B5(1)%3A17-26" target="_blank">studio</a>. Pertanto usare integratori che contengono una sola di queste vitamine (monocomposti) è inutile.</p>
<p>Utile è il consumo di<strong> <a href="http://salutedintorni.it/zenzero-perche-se-ne-parla-tanto/" target="_blank">zenzero</a></strong> e <strong>curcuma</strong> per le loro proprietà anti-infiammatorie.</p>
<p>E&#8217; stato, inoltre, evidenziato dal seguente <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23334113" target="_blank">studio</a> che le donne che soffrono di endometriosi sembrano avere una sensibilità maggiore al <strong><a href="http://salutedintorni.it/celiachia-e-sensibilita-al-glutine/" target="_blank">glutine</a></strong>. Pertanto è consigliabile l&#8217;utilizzo di pane e pasta preparati con farine prive di glutine quali farina di<strong> </strong>castagne, miglio, grano saraceno, mais e mandorle.</p>
<p><strong>Evitare</strong> il consumo di <strong>caffeina</strong> per il semplice fatto che provoca fastidiosi crampi addominali anche se uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24481690" target="_blank">studio</a> ha dimostrato che non ci sono correlazioni dirette tra consumo di caffeina ed endometriosi.</p>
<p>L&#8217;endometriosi è una patologia che determina anche un forte aumento degli <strong>estrogeni</strong> quindi bisogna preferire il consumo di <strong>carne</strong> (sia bianca che <a href="http://salutedintorni.it/i-risultati-delloms-su-carne-rossa-e-lavorata-come-comportarsi-per-il-futuro/" target="_blank">rossa</a>) proveniente <strong>da allevamenti biologici</strong> e perdere un pò di peso (sotto il controllo di un professionista del settore). Inoltre, per favorire la funzionalità depurativa del <a href="http://salutedintorni.it/il-fegato-essenziale-per-la-buona-salute/" target="_blank">fegato</a>, bisogna evitare l&#8217;assunzione di alcol e preferire invece in consumo di <a href="http://salutedintorni.it/dolori-mestruali-no-farmaci/" target="_blank">tisane</a> di capitolo, carciofo, bardana e finocchio.</p>
<p>Andrebbe evitata la <strong>soia. </strong>Uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17474167" target="_blank">studio</a> che ha dimostrato che il suo consumo riduce probabilmente il rischio di endometriosi. Siccome però si tratta di uno studio limitato, preferisco sconsigliarne l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Concludo dicendo che la risposta dell&#8217;organismo a determinati tipi di alimenti è soggettiva e varia da donna a donna e pertanto è sempre bene farsi aiutare da un <a href="http://salutedintorni.it/i-professionisti-della-nutrizione-scopri-a-chi-ti-puoi-rivolgere/" target="_blank">professionista della nutrizione</a> che elaborerà un piano nutrizionale specifico e personalizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-michela-capuzzoni/" target="_blank">Dott.ssa Michela Capuzzoni</a></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/endometriosi-lenire-il-dolore-con-lalimentazione/">Endometriosi: lenire il dolore con l’alimentazione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://sanitasenzaproblemi.it/endometriosi-lenire-il-dolore-con-lalimentazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
