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	<title>Helicobacter pylori | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Helicobacter Pylori: cosa mangiare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 05:00:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Helicobacter Pylori: la Dr.ssa Pagano ci spiega quali sono le cause, i sintomi e come la terapia nutrizionale può favorire il processo di guarigione del paziente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Helicobacter Pylori</strong></em> è un batterio gram negativo, di forma ricurva, che riesce a colonizzare la mucosa gastrica nonostante il pH molto acido dello stomaco crei un ambiente generalmente ostile per la crescita batterica.</p>
<p>Il nostro stomaco, infatti, attraverso la produzione di acido cloridrico da parte di alcune cellule appositamente deputate, le <strong>cellule ossintiche</strong> (o parietali), ha proprio il compito di rendere il cibo più sicuro, eliminando l’eventuale presenza di batteri patogeni che potremmo introdurre con l’alimentazione. Il batterio <em>Helicobacter Pylori</em> invece, non solo riesce a sopravvivere alle condizioni estreme di acidità gastrica, ma grazie ad alcuni meccanismi propri della fisiologia del batterio, riesce a creare attorno a sé un microambiente alcalino che lo protegge e gli permette di colonizzare e proliferare in corrispondenza della mucosa gastrica.</p>
<p>Questo batterio è il principale responsabile di <strong><a href="http://salutedintorni.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gastrite</a></strong> e di <strong>ulcera</strong> (sia gastrica che duodenale), perché grazie alla sua forma a spirale e alla presenza di flagelli (strutture locomotrici tipiche dei batteri), <em>Helicobacter Pylori</em> riesce a non essere trasportato passivamente dallo strato più superficiale del muco gastrico e di raggiungere la parte più profonda, meno viscosa e mobile, penetrando nel tessuto. Inoltre H.P. produce sostanze che richiamano i mediatori dell’infiammazione, causando uno <strong>stato infiammatorio</strong> che nella maggior parte dei casi diventa cronico. Tutto ciò può comportare la degenerazione dell’epitelio e un aumento della secrezione acida.</p>
<p>I sintomi più comuni sono <strong>bruciore</strong> o <strong>dolore</strong> nella parte alta dello stomaco soprattutto a digiuno, e a livello addominale se l’ulcera è duodenale, difficoltà digestive, nausea e <strong><a href="http://salutedintorni.it/reflusso-gastrico-la-dieta-la-differenza-perche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">reflusso gastroesofageo</a></strong>.</p>
<p>Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. La terapia è fondamentale poiché è ormai risaputo che casi di gastrite cronica da H.P. non curati o trascurati, possono anche portare all’insorgenza di <strong>cancro allo stomaco</strong>.</p>
<p><strong>Quale può essere la terapia nutrizionale?</strong></p>
<p>La terapia nutrizionale deve essere mirata ad evitare alcuni cibi che vanno ad aumentare la secrezione di succhi gastrici, che esercitano una pressione sullo stomaco favorendo il reflusso gastrico.</p>
<p><strong>Vanno evitati:</strong> il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l’alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle <strong>piccanti</strong>, i cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini, cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa. È utile infatti in questi casi <strong>ripartire l’alimentazione in più pasti</strong>, cioè mangiare poco e più spesso.</p>
<p><strong>Sono consigliati</strong>: frutta e verdura, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida, ortaggi, come le patate, e legumi. Sì agli <strong>acidi grassi polinsaturi</strong>, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche. Si consiglia inoltre un’integrazione di <strong>Vitamina C e Zinco</strong>, poiché queste sostanze aiutano la riparazione dell’epitelio danneggiato.  Inoltre è importante aumentare il consumo di <strong>fibra</strong>, poiché persone che effettuano terapie con antiacidi potrebbero avere l’effetto collaterale della <strong><a href="http://salutedintorni.it/stitichezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stitichezza</a></strong>.</p>
<p>Un altro consiglio è quello di <strong>masticare molto lentamente</strong> per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane. Pertanto è importante favorire una predigestione, a livello della bocca, attraverso una lunga masticazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/helicobacter-pylori-cosa-mangiare/">Helicobacter Pylori: cosa mangiare?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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