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	<title>grassi saturi | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>La panna, derivata del latte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 11:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato negli articoli precedenti delle proprietà del latte e di uno dei suoi derivati: il burro, per capire qualcosa in più sul loro utilizzo e sulle loro qualità. Un altro derivato del latte che andiamo a conoscere è la panna, il cui termine, in Europa, è riservato al prodotto ottenuto a partire dal latte vaccino contenente almeno il 30% di grassi ed oggi si ottiene per centrifugazione dal latte in cui sono necessari 9 litri di latte per 1 litro di panna. Il mercato ne offre vari tipi, ognuna contenete una determinata quantità di grassi ma, in particolare, la panna da montare ne contiene il 30% e quella da cucina il 20% (è più leggera). I succedanei della panna sono pratici ma il loro valore nutritivo è discutibile visto che sono privi di vitamine e possiedono scarse quantità di minerali; tra l&#8217;altro sono più ricchi di acidi grassi saturi a causa di un fenomeno di idrogenazione che comporta la loro formazione causando un innalzamento del colesterolo del sangue. E&#8217; molto utilizzata in cucina perché conferisce agli alimenti un sapore e una consistenza particolari; si aggiunge al caffè, a creme e minestre, a dolci e viene spesso sostituita dallo yogurt e dal latte per controllare l&#8217;assunzione di grassi e calorie ma è importante sapere che la panna fornisce meno calorie di burro, margarina e olio, nonostante possa raggiungere una quantità di grassi pari al 35%. In  particolare, quella da montare, è molto energetica perché è piuttosto ricca di grassi soprattutto saturi, ed essendo di origine animale contengono colesterolo che può raggiungere  i 38mg per 30mL; riassumiamo dicendo che, ogni tanto ci si può concedere un dolce con la panna o  un piatto a base di panna da cucina ma preferiamoli raramente e piuttosto utilizziamo i loro derivati, il latte o lo yogurt.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/panna/">La panna, derivata del latte</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Grassi saturi. E&#8217; ora di rivalutarli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 04:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Nutrition Foundation of Italy (NFI), Andrea Poli, ha di recente evidenziato come si stia riconsiderando in ambito scientifico, il ruolo dei grassi. Alimenti come formaggi, latte e altri latticini, passando anche per il burro, non sarebbero del tutto condannabili. Una recente ricerca...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Nutrition Foundation of Italy (NFI), Andrea Poli, ha di recente evidenziato come si stia riconsiderando in ambito scientifico, il <strong>ruolo dei grassi</strong>. Alimenti come formaggi, latte e altri latticini, passando anche per il burro, non sarebbero del tutto condannabili.</p>
<h1></h1>
<p>Una recente ricerca pubblicata sul British Medical Journal, mostra risultati che vanno in questa direzione. Si tratta di un’analisi approfondita e incrociata dei risultati di una serie di ricerche effettuate negli anni. I risultati indicano che i grassi saturi non sono correlati necessariamente all’aumento di rischio di morte per ictus, diabete tipo II e altre patologie dell’apparato cardiocircolatorio.</p>
<p>Nonostante possano aprirsi dibattiti tra varie scuole di pensiero su questo risultato, non è da sottovalutare il fatto che la ricerca ha messo in evidenza, invece, il ruolo degli <strong>acidi grassi trans</strong> nell’aumento dell’incidenza delle malattie a base metabolica. Gli acidi grassi trans sono acidi grassi che possiedono, a livello della loro struttura chimica, un diverso posizionamento degli atomi di idrogeno legati a quelli di carbonio uniti da un doppio legame chimico. Senza scendere troppo nei particolari della struttura chimica, basti sapere che questi acidi grassi non vengono ossidati con lo stesso meccanismo fisiologico che agisce sugli altri acidi grassi. Ciò crea una sorta di <strong>tilt</strong> del sistema di ossidazione, in particolar modo per la corretta ossidazione degli omega 3. Gli acidi grassi trans sono presenti in quantità considerevoli in alcuni alimenti come nei prodotti cosiddetti “idrogenati” (es. margarina) oppure in prodotti fritti con olio scaldato oltre il punto di fumo.</p>
<h1></h1>
<p>La ricerca sostiene che gli acidi grassi trans sono associati all’aumento del 28% di morte per patologia coronarica, 21% per patologia cardiovascolare, 34% di morte in generale.<br />
È ovvio che i risultati vanno presi con cautela in quanto, anche se si scorgono segnali di allentamento della morsa sugli acidi grassi saturi, ciò non vuol dire poterne consumare in quantità eccessive. Moderare il consumo di acidi grassi saturi, con una buona proporzionalità rispetto agli insaturi e evitare quelli trans potrebbe profilarsi come la strategia migliore da perseguire.</p>
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<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/grassi-saturi-e-ora-di-rivalutarli/">Grassi saturi. E’ ora di rivalutarli?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fegato grasso: dieta come base del trattamento della steatosi epatica</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/fegato-grasso-dieta-come-base-del-trattamento-della-steatosi-epatica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 04:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[fegato grasso]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[steatosi epatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per steatosi epatica si intende l’accumulo anomalo di trigliceridi nel fegato. L’insorgenza di questa patologia, in particolar modo la forma non alcolica detta NAFLD (Non-Alcholic Fatty Liver Desease) è strettamente connessa alle abitudini alimentari. IL RUOLO DEL FEGATO NEL METABOLISMO DEI GRASSI L’accumulo di trigliceridi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>Per steatosi epatica si intende l’accumulo anomalo di trigliceridi nel fegato. L’insorgenza di questa patologia, in particolar modo la forma non alcolica detta NAFLD (<em>Non-Alcholic Fatty Liver Desease</em>) è strettamente connessa alle abitudini alimentari.</p>
<h1></h1>
<p><strong>IL RUOLO DEL FEGATO NEL METABOLISMO DEI GRASSI</strong><br />
L’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche è diretta conseguenza di un’eccessiva introduzione di lipidi. L’elevata percentuale di questi nella dieta e soprattutto l’elevata presenza di <strong>grassi saturi</strong>, determina una sorta di distorsione nei meccanismi metabolici che regolano la produzione nel fegato e lo <em>stoccaggio</em> dei grassi nel tessuto adiposo. Fisiologicamente, i nutrienti assorbiti a livello intestinale arrivano tramite la circolazione sanguigna al fegato, che ha una funzione simile a quella di una grande <em>stazione di smistamento</em> (per i lipidi il percorso per arrivare al fegato comprende un passaggio attraverso il sistema linfatico). Attraverso una serie complessa di meccanismi biochimici, il fegato è in grado di convertire la maggior parte dei nutrienti in acidi grassi e viceversa. A seconda delle esigenze dell’organismo poi, i grassi prodotti potranno essere utilizzati, ad esempio, come carburante per i muscoli in caso di <strong>attività fisica</strong> oppure stanziare nell’adiposo costituendo una <strong>riserva</strong> energetica.</p>
<h1></h1>
<p><strong>QUANDO IL MECCANISMO S’INCEPPA</strong><br />
Nei soggetti in cui un’alimentazione ad elevato contenuto di grassi non è adeguatamente bilanciata da un buon livello di attività fisica, può determinarsi un <strong>ingorgo</strong> nella nostra stazione di smistamento. La quantità di grassi che provengono dall’assorbimento intestinale supera la velocità del fegato ad impacchettarli e inviarli alle <em>stazioni successive</em> (muscolo scheletrico o tessuto adiposo). Ciò si traduce in una <strong>presenza costante</strong> di una quantità eccessiva di trigliceridi nel fegato. Se la quantità di questi aumenta oltre un certo livello può determinare un malfunzionamento generale della stazione a cui segue il danneggiamento e quindi l’instaurarsi dello stato patologico.</p>
<h1></h1>
<p><strong>IL RUOLO DELLA DIETA</strong><br />
Alla luce di quanto spiegato finora, la domanda è: “Come si può liberare l’ingorgo generatosi in una stazione di smistamento?”. Due sono le alternative: aumentare la velocità di smistamento della stazione (e nel caso del fegato questo non si può ottenere) oppure <strong>diminuire la quantità di carico da smistare</strong>.<br />
La maggior parte degli studi individua ad esempio nell’olio d’oliva un buon alleato nella prevenzione di questa patologia. Una dieta che preveda la diminuzione selettiva dell’apporto di grassi saturi a favore dei mono e polinsaturi si rivela ancora una volta un valido alleato nella battaglia alla steatosi. Aumentare quindi il consumo di cibi di origine vegetale e selezionare quelli di origine animale, evitare bevande alcoliche e zuccherate si rivela la base di una dieta che possa contribuire sostanzialmente alla risoluzione di questa condizione patologica.</p>
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<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fegato-grasso-dieta-come-base-del-trattamento-della-steatosi-epatica/">Fegato grasso: dieta come base del trattamento della steatosi epatica</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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