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	<title>expo | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Dopo Expo: Milano capitale mondiale dell’alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 06:21:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 febbraio è stato pubblicato il Manifesto dal <em>Centro internazionale sul diritto all&#8217;alimentazione</em>, fondato a Milano il 17 febbraio 2014, da Camera di commercio, Regione Lombardia e Comune. <strong>Il Milan Center</strong> ha riunito un primo importante nucleo di soggetti istituzionali e pubblici attorno al progetto di investire sul patrimonio di idee, pratiche ed economie nate con Expo Milano 2015. Un passaggio importante per il centro che certifica l’impegno delle associazioni milanesi di non disperdere “l’eredità di Expo” ma di tenere sempre vivo il focus sulle tematiche relative all’alimentazione.</p>
<p>Expo ha toccato temi molto importanti come la fame nel mondo, l’accesso a cibo sano, evitare lo spreco alimentare ma anche sostenibilità e sviluppo per stimolare l’innovazione tecnologica in campo agroalimentare. Si devono combattere la fame nel mondo ma anche condurre in modo più efficace la lotta alla contraffazione alimentare, rischiosa per la salute dei consumatori e che reca danno all’economia. Questi fattori stimolano Governo e Parlamento a far sì che l’Italia sia sempre più all’avanguardia su temi come alimentazione e difesa dell’ambiente, ha dichiarato il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.</p>
<p>Milano ha dato vita anche al <strong>Milan Urban Food Policy Pact</strong>, primo patto tra Sindaci delle grandi città del mondo per politiche alimentari urbane sostenibili. Centinaia di metropoli di tutti i continenti, a rappresentare oltre 400 milioni di cittadini, si sono impegnate per il diritto al cibo sano e all’acqua per tutti con regole che governino tutta la catena alimentare.</p>
<p><strong>Il diritto al cibo</strong>, tema che era rimasto fuori dalla prima redazione della <a href="http://salutedintorni.it/giornata-mondiale-della-fame/" target="_blank">Carta di Milano</a> e che invece riveste una capitale importanza nelle dinamiche mondiali, è stato ora inserito. Il diritto al cibo è una sfida a livello globale e non deve essere dimenticato dopo Expo 2015. <strong>Livia Pomodoro</strong>, <strong>Presidente del Milan Center</strong>, ha dichiarato che le associazioni cittadine si stanno impegnando affinché il tema del “diritto al cibo” venga inserito come in ogni prossima esposizione internazionale. “La regolazione è la sola condizione perché si realizzi il diritto al cibo. Per questo noi diciamo: non c&#8217;è cibo senza diritto. La regolazione governa tutta la catena alimentare e determina la qualità del cibo. Dà vita ad un&#8217;alleanza tra economia e diritto che l&#8217;Italia già conosce: l&#8217;eccellenza del prodotto italiano dipende dall&#8217;osservanza di una legislazione rigorosa. Il Milan Center &#8211; continua la Presidente &#8211; ha lanciato l&#8217;idea di una Milano capitale mondiale dell&#8217;alimentazione, prima di Expo, l&#8217;ha rafforzata partecipando alla Carta di Milano, dobbiamo ora accendere i motori dell&#8217;eredità di Expo rendendo Milan o punto di riferimento internazionale per l&#8217;alimentazione, saldando sempre di più la nostra azione agli obiettivi delle grandi istituzioni multilaterali: l&#8217;Onu, la Fao, la Commissione Europea&#8221;.</p>
<p><strong>Hilal Elver</strong>, relatrice speciale sul diritto al cibo per l’Alto Commissariato per i Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite ha dichiarato: “Sono contenta di poter salutare questa ulteriore iniziativa degli amici del <strong>Milan Center</strong> dedicata a Milano Capitale mondiale dell’alimentazione. Anch’io penso infatti che sia importante raccogliere l’eredità di Expo Milano 2015 e fare in modo che la sua anima viva ancora nel tempo in uno stretto legame strutturale con le istituzioni multilaterali globali e con l’agenda ONU ed i suoi obiettivi ed in un ponte ideale con le prossime Expo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Carmen Pagano Biologa Nutrizionista</p>
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		<title>Ad Expo 2015 la Giornata Mondiale della Fame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 10:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-407" src="http://salutedintorni.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1-1024x295.jpg" alt="Expo" width="550" height="158" srcset="https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1-1024x295.jpg 1024w, https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1-300x87.jpg 300w, https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1-768x222.jpg 768w, https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1-700x202.jpg 700w, https://sanitasenzaproblemi.it/wp-content/uploads/2015/10/Expo1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le celebrazioni annuali della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la FAO ha scelto Expo come location per la presentazione dello storico report annuale. Tra gli ospiti, particolare attenzione è stata riservata agli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Segretario dell’ONU Ban Ki Moon.</p>
<h1></h1>
<p>Il Presidente Mattarella ha consegnato la Carta di Milano, contenente i resoconti e le prospettive future scaturite dall’esperienza Expo, al Segretario che, nel suo intervento, ha sottolineato come l’agenda per il 2030 tracciata dal Presidente della FAO Graziano De Silva, sia la rotta che l’ONU intende fare propria e seguire fino in fondo.<br />
Il Presidente ha invece evidenziato come la sfida per la pace nel mondo sia inscindibile dalla lotta alla fame, una condizione che ha definito di estrema ingiustizia. Inoltre, il Presidente ha affermato che &lt;&lt;la generazione Fame Zero sta per nascere e noi vogliamo accoglierla&gt;&gt;.</p>
<h1></h1>
<p>«La fame e la carestia sono l’ingiustizia più grande del nostro tempo» ha invece affermato il Presidente della FAO De Silva mettendo in evidenza come debba essere l’impegno strettamente personale di chi ha compiti di governo a portarci avanti nel percorso verso un mondo a fame zero.<br />
Le celebrazioni hanno segnato l’ormai imminente conclusione della serie di incontri ospitati da Expo affermandosi come evento di spicco di tutta la kermesse. Nell’evento che ha celebrato, tra l’altro, il settantesimo anniversario dell’istituzione della FAO, anche il messaggio di Papa Francesco ha contribuito al tenore degli inerventi. Per il Pontefice, l’iniqua distribuzione dei frutti della terra può essere combattuta con la diffusione di un’agricoltura sostenibile tra le popolazioni maggiormente colpite. Il problema della fame non può, in sostanza, essere legato solo a meccanismi di natura economica ma è necessario considerarlo anche un vero e proprio problema di diseguaglianza.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/giornata-mondiale-della-fame/">Ad Expo 2015 la Giornata Mondiale della Fame</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>WWF: una sola terra per nutrire il pianeta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 15:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “La natura del cibo” è il titolo che il WWF ha voluto dare all’iniziativa che ha lo scopo di coinvolgere tutti noi in una riflessione di ampio respiro sul tema dello spreco alimentare. Nel dossier pubblicato dall’associazione, è possibile leggere come il settore agroalimentare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“La natura del cibo” è il titolo che il WWF ha voluto dare all’iniziativa che ha lo scopo di coinvolgere tutti noi in una riflessione di ampio respiro sul tema dello <strong>spreco alimentare</strong>.</p>
<h1></h1>
<p>Nel dossier pubblicato dall’associazione, è possibile leggere come il settore agroalimentare produca attualmente circa <strong>un terzo</strong> delle emissioni globali di gas serra e di come la maggior parte dell’acqua che utilizziamo sia “nascosta” nel cibo che mangiamo. Si ritiene, infatti, che i litri d’acqua richiesti per i processi di coltivazione e di allevamento si collochino tra i 2.000 e i 5.000.<br />
Vengono toccati anche altri aspetti come, ad esempio, quelli legati al sovrasfruttamento delle risorse ittiche. Si calcola che la pesca non sostenibile ha portato molte specie sull’orlo dell’estinzione, in special modo nel nostro Mediterraneo.<br />
Anche la deforestazione contribuisce a fotografare lo stato dolente del pianeta.<br />
Ogni giorno vengono disboscati circa <strong>tredici milioni</strong> di ettari di foresta, privando la natura del loro prezioso contributo alla biodiversità.<br />
Lo slogan scelto per la campagna di sensibilizzazione è “Quello che consumi, consuma il pianeta”. Eppure, come riportato nel dossier, “se escludiamo Groenlandia e Antartide, il 40% della superficie del Pianeta è dedicato alla produzione di cibo e il 70% dell’acqua che consumiamo viene utilizzato per irrigare le coltivazioni. Oltre a un prelievo eccessivo, l’acqua subisce anche un pesante inquinamento chimico. Questo rende l’agricoltura intensiva la maggiore responsabile della perdita di biodiversità e della scarsità idrica globale. Per garantire la salute a lungo termine del Pianeta si devono ridurre drasticamente gli impatti negativi dell’agricoltura e della zootecnici”.</p>
<h1></h1>
<p><strong>Le dieci regole per rispettare il pianeta</strong><br />
In occasione di Expo 2015, il WWF ha elaborato anche dieci regole per contribuire alla salvaguardia delle risorse messe a disposizione dalla natura.<br />
1. Acquista prodotti locali<br />
Mangia prodotti freschi, acquista prodotti tipici e sostieni l’economia locale, riduci le emissioni di CO2 limitando i trasporti.<br />
2. Mangia prodotti di stagione<br />
La frutta e la verdura hanno una propria stagionalità, segui le stagioni riduci i costi per te e per il pianeta.<br />
3. Riduci i consumi di carne<br />
Limita le porzioni e il numero di volte in cui la mangi a settimana, consuma quella prodotta con zootecnia tradizionale e biologica e sostituiscila con proteine vegetali (es. legumi).<br />
4. Scegli il <a href="http://salutedintorni.it/littico-italiano-sempre-piu-straniero-due-prodotti-su-tre-vengono-dallestero/" target="_blank">pescato giusto</a><br />
Dai priorità alle specie locali, rispetta la regola della taglia minima di vendita e diversifica le tue scelte.<br />
5. Riduci gli sprechi: se l&#8217;hai acquistato, mangialo!<br />
Quasi 1/3 del cibo acquistato finisce nella spazzatura. Oltre alla perdita di denaro, sprecare ha un elevato impatto ambientale.<br />
6. Privilegia i prodotti biologici<br />
L’agricoltura biologica si basa sul rispetto dei processi ecologici, delle risorse (in primis suolo e acqua) e della biodiversità, eliminando l’uso di sostanze chimiche di sintesi.<br />
7. Cerca di non acquistare prodotti con troppi imballaggi<br />
Possiamo scegliere di acquistare merci con meno imballaggi che diventano un rifiuto da smaltire con alti costi a carico dell’ambiente.<br />
8. Cerca di evitare i cibi eccessivamente elaborati<br />
Questi cibi richiedono molte risorse per essere prodotti e conservati e hanno un impatto elevato sull’ambiente. Contengono inoltre molti zuccheri, sali e grassi.<br />
9. Bevi l&#8217;acqua di rubinetto<br />
La migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia: se tuteliamo fiumi, laghi e falde idriche possiamo avere acqua potabile di qualità dai rubinetti di casa.<br />
11. Evita sprechi anche ai fornelli<br />
Oltre a riciclare quello che avanza in cucina, anche l’uso corretto dei fornelli può aiutare a non “bruciare” risorse.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/wwf-una-sola-terra-per-nutrire-il-pianeta/">WWF: una sola terra per nutrire il pianeta</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Alla ricerca della vera dieta mediterranea: il manifesto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 04:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero salute]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministero della Salute ha promosso di recente l’avvio di un tavolo tecnico allo scopo di fotografare la situazione italiana in tema di <strong>obesità</strong> e patologie associate. Sarà al centro dell’attenzione l’individuazione delle criticità esistenti e lo studio di possibili contromisure da adottare. Al tavolo parteciperanno ben quaranta tra associazioni scientifiche, esperti, Regioni. L’annuncio è stato divulgato ad Expo dal direttore generale per l’Igiene e la Sicurezza deli alimenti Giuseppe Ruocco allin occasione dell’incontro organizzato dalla Società di Dietetica e nutrizione clinica. Il documento prodotto a seguito dell’incontro prende atto del completo scardinamento della classica dieta mediterranea, soppiantata da zuccheri e grassi. Tenendo presente che dieta vuol dire “stile di vita”, il documento constata anche come l’associazione tra distorsione della dieta mediterranea e aumento della <strong>sedentarietà</strong> abbiano avuto un enorme impatto negativo sulla salute degli italiani. Dal sito del ministero della salute riportiamo le dichiarazioni del Direttore:</p>
<h1></h1>
<p>&#8220;In Italia ci sono oggi circa un milione di obesi gravi &#8211; afferma Ruocco &#8211; Tra i bambini con meno di 9 anni, 250mila sono in sovrappeso e 115mila obesi: un problema la cui gestione comporta costi enormi&#8221;. Altro problema è la malnutrizione calorico proteica, &#8220;che non vuol dire fame ma un&#8217;alterata assunzione di calorie e nutrienti, dovuta a vari fattori. Interessa un milione e 900mila anziani e 73mila bambini&#8221;.</p>
<h1></h1>
<p>&#8220;Su impulso del ministro Lorenzin &#8211; spiega Ruocco all&#8217;AGI &#8211; abbiamo infatti promosso questo tavolo, che nel giro di un anno produrrà un documento da sottoporre poi in Conferenza Stato-Regioni. Formazione per gli operatori, informazione per i cittadini, sono tante le iniziative da intraprendere per fare prevenzione e comunicazione su quanto conta una dieta sana e salutare, quante malattie possono essere evitate semplicemente stando più attenti a cosa mangiamo&#8221;.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/alla-ricerca-della-vera-dieta-mediterranea-il-manifesto/">Alla ricerca della vera dieta mediterranea: il manifesto</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Basilico subacqueo: nuova sfida per l&#8217;agricoltura sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 04:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ha letto i romanzi Jules Verne può gioire. Un altro passo verso la conquista degli abissi è stato mosso a Noli, in provincia di Savona, grazie alla tecnologia applicata a uno dei nostri più grandi tesori: il cibo. Il progetto “Orto di Nemo” consiste...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha letto i romanzi Jules Verne può gioire. Un altro passo verso la conquista degli abissi è stato mosso a Noli, in provincia di Savona, grazie alla tecnologia applicata a uno dei nostri più grandi tesori: <strong>il cibo</strong>.</p>
<h1></h1>
<p>Il progetto “<strong>Orto di Nemo</strong>” consiste nella sperimentazione della coltura del basilico nostrano in ambienti, per così dire, non convenzionali. A circa cento metri dalla costa, sono state installate una serie di biosfere subacquee a una profondità di otto metri. All’interno di queste strutture ad alta tecnologia sono coltivate delle piantine di basilico mentre un team di esperti monitora costantemente i parametri chimico-fisici dell’interno di ogni biosfera. L’obiettivo è di consentire appieno la crescita delle piante ricreando il più possibile un ambiente simile a quello terrestre. <strong>L’idea</strong> delle colture subacquee nasce per soddisfare la crescente necessità di suolo per l’agricoltura e per sfruttare una serie di vantaggi che il mare può offrire. In queste condizioni infatti, è possibile evitare l’utilizzo di qualsiasi tipo di antiparassitario o insetticida in quanto, per ovvi motivi, i parassiti non potrebbero raggiungere le colture, a meno che non siano presenti già in quelle di partenza. Anche in questo caso, i responsabili del progetto assicurano che la riproduzione degli insetti risulterebbe inibita dall’ambiente molto selettivo delle biosfere. Altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di avviare colture anche in regioni in cui l’agricoltura tradizionale è in difficoltà a causa del clima sfavorevole, con ad esempio fenomeni continui di siccità o elevate escursioni termiche.<br />
Alcuni paesi come l’Arabia Saudita si stanno mostrando molto interessati al progetto, tanto da aver già ordinato alcune biosfere e richiesto la condivisione delle informazioni tecnologiche alla base del sistema di coltura. A breve, i responsabili del progetto valuteranno i dati sulla resa della produzione di basilico. Finora il team ha già registrato la crescita delle piantine fino a 8 centimetri. Per quanto riguarda il confronto delle proprietà organolettiche del “basilico marino” con quello tradizionale, già nel 2014 il Centro di sperimentazione e assistenza agricola di Albenga ha effettuato una ricerca che ha mostrato come queste risultino equivalenti. I ricercatori hanno precisato però che i pochi etti di basilico ottenuto costituiscono un campione ancora troppo esiguo per poter giungere a una conclusione certa. Ecco perché si preparano sempre nuovi test per valutare l’effettiva efficienza del sistema e la <strong>qualità</strong> del prodotto.<br />
Come se non bastasse, gli ingegneri dichiarano di voler valutare la possibilità di impiego delle biosfere per la <strong>produzione di acqua dolce</strong>. Ogni struttura è infatti dotata di sistemi che la convertono in un micro-dissalatore di acqua marina.<br />
Tanto risalto è stato dato a questa iniziativa. L’Orto di Nemo è riuscito infatti a meritarsi una vetrina a “Expo 2015” dove è stato scelto tra i progetti più singolari. Il team che gestisce il progetto pensa molto anche alla comunicazione, specialmente via web. Il <a href="http://www.nemosgarden.com/" target="_blank">sito</a> dedicato all’iniziativa è ricco di informazioni, curiosità e offre anche la <a href="http://www.ustream.tv/channel/nemosgarden" target="_blank">diretta streaming</a> delle coltivazioni subacquee sul proprio canale Ustream.</p>
<h1></h1>
<p><a href="http://salutedintorni.it/dr-giuseppe-amato-biologo-nutrizionista/" target="_blank">Giuseppe Amato</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/basilico-subacqueo-orto-di-nemo/">Basilico subacqueo: nuova sfida per l’agricoltura sostenibile</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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