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	<title>cucina | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>I fagioli e le sue varietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 10:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi articoli si è prestata attenzione alle leguminose ed alle loro caratteristiche, cominciando a parlare in particolare dei fagioli; oltre a conoscere le qualità e gli utilizzi di questi legumi, è interessante conoscerne anche le varietà che possiamo trovare in circolazione. Partiamo dal fagiolo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi articoli si è prestata attenzione alle <a href="http://salutedintorni.it/leguminose/">leguminose</a> ed alle loro caratteristiche, cominciando a parlare in particolare dei <a href="http://salutedintorni.it/fagioli/">fagioli</a>; oltre a conoscere le qualità e gli utilizzi di questi legumi, è interessante conoscerne anche le varietà che possiamo trovare in circolazione. Partiamo dal <em>fagiolo di Lima</em> coltivato ai Caraibi e in alcune zone dell&#8217;America, giunse in Europa grazie agli esploratori spagnoli&#8230; i suoi baccelli sono piatti ed allungati con le estremità arrotondate con semi che possono essere di colore bianco, rosso, porpora, neri, di un solo colore oppure a macchie e con una consistenza farinosa. Per l&#8217;acquisto devono essere brillanti e puliti evitando esemplari rigati o ingialliti e questo tipo di fagiolo, quando non maturo, può essere consumato fresco in insalata oppure aggiunto alle minestre e, grazie al suo sapore dolce, può essere utilizzato in molte preparazioni ma dato che, quando cucinato, tende a sfarinarsi molto in seguito all&#8217;ammollo, è bene evitare la cottura prolungata. Esso è molto ricco di acido folico e potassio così come di magnesio e ferro ed inoltre è una buona fonte di fibre. Il <em>fagiolo mungo</em> è maggiormente conosciuto in India e Pakistan in cui ha un ruolo molto importante. I baccelli si presentano fini, leggermenti vellutati e lunghi, comunemente con un seme di colore verde. Si impiega come qualsiasi leguminosa ed in Asia viene consumato specialmente sotto forma di purea o farina; presenta le stesse caratteristiche qualitative degli altri fagioli. Una sua varietà è il <em>fagiolo mungo a semi neri</em> che cresce principalmente nei climi tropicali: i baccelli sono dritti e pelosi, lunghi e racchiudono piccolissimi semi nero grigiastri con un piccolo occhio bianco. I baccelli non ancora maturi sono commestibili e si usano come ortaggio mentre il fagiolo a semi neri può essere utilizzato come le altre leguminose. Il <em>fagiolo azuki</em> è probabilmente originario del Giappone o della Cina ed oggi è la seconda leguminosa per importanza dopo il fagiolo di soia. In Cina si ritiene che il fagiolo azuki porti fortuna e per questo non può mancare sulle tavole nelle festività. I semi sono rettangolari e con i bordi arrotondati di colore rosso brunastro e provvisti di un occhiolino biancastro. I baccelli non ancora maturi sono commestibili e si consumano come il fagiolino verde ma questo fagiolo è più comune essiccato e si utilizza come gli altri legumi, spesso accompagnato al riso. Infine abbiamo il <em>fagiolo di Spagna</em> coltivato soprattutto nelle regioni fredde come in Inghilterra dove è consumato fresco. A piena maturazione i semi si consumano freschi o si fanno seccare, si associano bene con la cipolla, il pomodoro ed il tonno. In cucina è stimolante variare e assaporare nuovi cibi legati anche a tradizioni di paesi lontani, quindi impariamo a conoscere le varietà dei cibi a noi più familiari!</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fagioli-2/">I fagioli e le sue varietà</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Basilico: aroma mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:00:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pianta aromatica originaria dell&#8217;Asia, coltivata ormai ovunque e presente in tutti i giardini per il suo particolare profumo. Produce dei fiori piccoli e bianchi ma vengono utilizzate soltanto le foglie raccolte da primavera fino a fine estate; va consumato preferibilmente fresco. Oltre ad essere conosciuto come aroma per eccellenza, ha notevoli qualità: è stimolante e disinfettante; è utile in caso di digestione difficile, alitosi, emicrania e spasmi gastrici. Viene usato crudo sul cibo per insaporire le pietanze ma anche per aiutarne la digestione. Le sue qualità e metodi di utilizzo non sono terminati: può essere utilizzato come decotto o infuso per indigestione, influenza, mal di testa, nausea e l&#8217;infuso può essere utilizzato per fare gargarismi contro l&#8217;alito cattivo. Unito all&#8217;acqua, durante il bagno, tonifica e profuma la pelle. In cucina trova impiego anche nella preparazione dei liquori. Una curiosità riguardante il basilico proviene dal passato: gli si attribuivano virtù magiche e afrodisiache; il suo nome significa &#8216;degno della casa del Re&#8217;. Qualche ricetta interessante per farne un largo uso fitoterapico, per usufruire a pieno delle sue caratteristiche è riportata:</p>
<ul>
<li>Infuso 1: 2 cucchiai di fiori di camomilla, 2 cucchiai di salvia 2 foglie di arancio, 2 foglie di basilico in 1 l di acqua &#8211; lasciare in infusione in acqua bollente gli ingredienti, filtrare e bere 1 bicchierino dopo i pasti per aiutare la digesione difficile</li>
<li>Infuso 2: 2 foglie di basilico in 1 l di acqua &#8211; versare l&#8217;acqua bollente sul basilico, lasciare in infusione per almeno 15 minuti, filtrare e bere una tazza di questo infuso in caso di bruciore addominale dopo il pasto oppure per combattere l&#8217;ansia, la stanchezza e lo stress. Lo stesso infuso può essere utilizzato in caso di alito cattivo</li>
<li>infuso 3: 2 foglie di basilico, 2 foglie di tarassaco, 2 foglie di timo e 2 di melissa &#8211; preparare una miscela con le erbe a secco. Prelevarne un cucchiaio e lasciarlo in infusione per 10 minuti in una tazza di acqua bollente e filtrare. Bevuto 2 volte al giorno, questo infuso gradevolissimo, costituisce una valida alternativa al caffè per aiutare la digestione e attenuare i mal di testa che a volte derivano dalla digestione stessa.</li>
</ul>
<p>Utilizziamo gli alimenti in tutte le loro valide alternative!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/basilico/">Basilico: aroma mediterraneo</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Nutrizionista a tavola: il racconto di una cena Etiope</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/cena-etiope-i-piatti-tipici-e-le-loro-proprieta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 10:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La settimana scorsa sono stata invitata in un locale che proponeva una cena etiope. La cosa mi ha incuriosita non poco e la mia deformazione professionale mi ha spinta a studiare le proprietà nutrizionali del menù e ho pensato di condividere con voi il tutto....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa sono stata invitata in un locale che proponeva una <strong>cena etiope</strong>. La cosa mi ha incuriosita non poco e la mia deformazione professionale mi ha spinta a studiare le proprietà nutrizionali del menù e ho pensato di condividere con voi il tutto.</p>
<p>La serata si è aperta con il <strong>pane</strong> <strong>Injera </strong>a base di<strong> farina di teff</strong> a fermentazione acido batterica <strong>senza lievito</strong>.</p>
<p>Il <strong>Teff</strong> o Estate lovegrass o Eragrostis TEF è un antico cereale conosciuto solo in Etiopia fino a poco tempo fa. Il suo nome deriva dalla parola amarico &#8220;<em>teffa</em>&#8221; (<em>perdita</em>) ad indicare la sua facilità nell&#8217;essere disperso in quanto esso <strong>è il più piccolo cereale esistente</strong> (misura 1,5 mm di lunghezza e 1 mm di diametro). Poiché questo grano è così piccolo da non poter essere mondato o trasformato in alcun modo, la farina contiene ogni parte del suo seme tra cui la <strong>crusca</strong>, le angiosperme e il germe che ha <strong>la più alta</strong> <strong>quantità di fibra </strong>tra i cereali ed è per questo anche<strong> integrale</strong>. Esistono in natura 4 tipi principali di Teff, ma le più diffuse sono due tipologie: <strong>Teff bianco,</strong> più costoso e pregiato, e <strong>Teff rosso</strong>, più scuro con una maggiore consistenza aromatica e dal gusto più intenso.</p>
<p>Dal punto di vista nutrizionale ha il pregio di essere un cereale <strong>naturalmente privo di glutine. </strong>Contiene il <strong>14%</strong> delle <strong>proteine</strong> tra cui ben<strong> 8 amminoacidi essenziali. </strong>Detiene il primato per il maggior contenuto di minerali di<strong> ferro, calcio, fosforo e vitamine </strong>(in particolare ha una maggior quota di<strong> vitamina B1 rispetto </strong>a orzo, frumento e altri cereali).<strong> </strong>E&#8217; uno dei cereali più nutrienti e<strong> digeribili </strong>al mondo,<strong> stimola la flora del colon </strong>ed è considerato un grande<strong> deterrente per il diabete. </strong>Per il suo contenuto in<strong> fibre, ferro </strong><strong>(nella forma maggiormente assimilabile) </strong>e<strong> digeribilità </strong>è idoneo per<strong> sportivi </strong>e<strong> bambini</strong>.<br />
Il pane Injera  è stato accompagnato dal <strong>Doro wot, </strong>ossia del<strong> </strong>pollo cotto in umido con uova e cardamomo nero. <strong>Wot, </strong>infatti,<strong> </strong>è il termine etiope per indicare uno <strong>spezzatino piccante </strong>e<strong> speziato </strong>che si accompagna alle profumatissime sfoglie di <strong>injera <em>usato &#8220;come forchetta&#8221;</em></strong> nel senso che il piatto viene composto con una sfoglia di injera su cui viene adagiato lo spezzatino che si mangia prendendolo con parte dell’injera, direttamente con le mani. Si usa mangiare tutti nello stesso grande piatto, come da tradizione, ed è un&#8217;esperienza molto bella!</p>
<p>Molto importante è la presenza del <strong>cardamomo nero</strong>, spezia stimolante e carminativa, usata per lo più nella medicina tradizionale cinese, indiana e iraniana contro la <strong>cattiva digestione </strong>e <strong>alcune forme di dissenteria</strong>. E&#8217; aromatizzante ed esalta i sapori sia dolci sia amari. Il profumo che emana è intenso ed è talmente piacevole che viene usato anche per profumare l’alito cattivo. La capsula esterna è usata contro il <strong>mal di testa</strong> e l’infuso delle capsule intere pare che sia un <strong>ottimo febbrifugo</strong>. Una curiosità: è usato anche come antidoto contro il morso degli scorpioni e di alcuni serpenti.</p>
<p>A seguire <strong>Zighinì, </strong>il<strong> piatto nazionale </strong>tra i più conosciuti della cucina eritrea, somala e etiope:<strong> uno spezzatino di carne </strong>o<strong> pesce piccante </strong>cotto in un intingolo di<strong> burro, cipolla, pomodoro </strong>e <strong><strong>berberè. </strong></strong>La variante a me servita era lo stufato di manzo al berberè, sempre su &#8220;letto&#8221; di sfoglia di Injera.</p>
<p>Il <strong>berberè</strong> è una <strong>miscela di spezie</strong> composta da<strong> peperoncino</strong>,<strong> coriandolo</strong>,<strong> chiodi di garofano</strong>,<strong> cardamomo nero</strong>,<strong> ajowan </strong>(o sedano di montagna dal sapore di timo, ma intenso e piccante),<strong> pimento</strong>,<strong> pepe nero</strong>,<strong> fieno greco</strong>,<strong> <a href="http://salutedintorni.it/zenzero-perche-se-ne-parla-tanto/" target="_blank">zenzero</a> </strong>e<strong> <a href="http://salutedintorni.it/la-cannella-favorisce-il-dimagrimento-ecco-perche/" target="_blank">cannella</a>.</strong></p>
<p>Anche la portata <strong>Allichià, </strong>una zuppa di verza, patate e cavolo nero è stata insaporita con <a href="http://salutedintorni.it/curcuma-proprieta-terapeutiche-della-spezia/" target="_blank">curcuma</a> e berberè.</p>
<p>A seguire <strong>Scirò</strong>, una deliziosa polentina di ceci.</p>
<p>Per finire <strong>sweets</strong> e <strong>caffè etiope</strong>. Quest&#8217;ultimo viene preparato utilizzando <strong>chicchi verdi di caffè tostati</strong> al momento e poi pestati in un mortaio per ottenere la polvere che viene aggiunta ad acqua bollente e portando tutto a bollore si ottiene il caffè. Quest&#8217;ultimo viene infine servito in tazzine senza manico con aggiunta di zucchero e di un <strong>ramoscello di ruta</strong>.<br />
<span class="text_exposed_show"><br />
</span></p>
<p><strong><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-michela-capuzzoni/" target="_blank">Dott.ssa Michela Capuzzoni</a></strong></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/cena-etiope-i-piatti-tipici-e-le-loro-proprieta/">Nutrizionista a tavola: il racconto di una cena Etiope</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La cottura cambia tutto. Scopri perchè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Michela Capuzzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 10:00:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cottura è un processo che altera non solo il colore, l&#8217;odore e il sapore dei cibi, ma anche le <strong>proprietà nutritive</strong> di un alimento. A volte ciò avviene positivamente, ad esempio pensiamo alla modificazione strutturale delle proteine contenute nella carne che la rendono commestibile e più digeribile; altre volte l&#8217;alterazione è negativa, pensiamo alla perdita delle vitamine idrosolubili.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.adiitalia.net/" target="_blank">ADI</a> (Associazione Nazionale Dietisti) ha analizzato i pro e i contro dei vari metodi di cottura:</p>
<ul>
<li><strong>Bollitura</strong>. Consiste nel cuocere, in acqua o in brodo, verdure, legumi, pasta e riso, ma anche pesce, carne e uova. Se la temperatura dell&#8217;acqua arriva a <strong>95°C</strong> si parla di <strong>lessatura</strong>, a<strong> 100°C</strong> di <strong>bollitura. </strong>Una variante è la<strong> sbollentatura</strong>, quando la temperatura è <strong>inferiore ai 95°C. </strong> La quantità di acqua da aggiungere in pentola varia molto a seconda dell&#8217;alimento. Il consiglio è di non metterne molta quando si cucinano verdure e legumi.</li>
</ul>
<p><strong><em>Vantaggi</em></strong>: Consente di evitare l&#8217;aggiunta dei grassi da condimento.</p>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>:  Le vitamine idrosolubili (vitamina C, B1, B3, B5 e acido folico) tendono a perdersi nell&#8217;acqua di cottura.</p>
<ul>
<li><strong>Pressione</strong>. Grazie all&#8217;utilizzo della così detta <em><strong>pentola a pressione</strong></em> si riesce a cuocere l&#8217;alimento in acqua alla temperatura di <strong>120°C</strong> con un tempo di cottura ridotto rispetto alla normale bollitura.</li>
</ul>
<p><em><strong>Vantaggi</strong></em>: Tempo di cottura ridotto, minor perdita di vitamine idrosolubili e riduzione della quantità di acqua di cottura.</p>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>: Se non si rispetta il giusto tempo di cottura si ha un&#8217;alterazione della qualità delle proteine.</p>
<ul>
<li><strong>Brasatura </strong>e<strong> stufatura</strong>. Sono tecniche che prevedono la cottura dell&#8217;alimento a fuoco basso per tempi lunghi come può essere, ad esempio, la preparazione di un ragù.</li>
</ul>
<p><em><strong>Vantaggi</strong></em>: Questa cottura permette grazie al tempo prolungato di migliorare la morbidezza e la digeribilità della carne.</p>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>: Le perdite di vitamine e di minerali idrosolubili raggiungono il 50%. Il prolungamento della cottura ha inoltre come effetto la degradazione di composti lipidici e di vitamine liposolubili (A, D, E e K).</p>
<ul>
<li><em><strong>Al forno</strong></em>. Questa tecnica prevede l&#8217;utilizzo di calore secco. In genere la temperatura all’interno di un forno casalingo varia <strong>dai 150°C ai 240°C</strong> e l’aria calda raggiunge direttamente il cibo. Molti forni sono &#8220;<strong>ventilati</strong>&#8221; ossia hanno un ventilatore interno che distribuisce l&#8217;aria calda più velocemente e uniformemente sull&#8217;alimento riducendo il tempo di cottura.</li>
</ul>
<p><em><strong>Vantaggi</strong></em>: impedisce la perdita di acqua e vitamina e sali minerali dall&#8217;alimento. Se si usano alcuni accorgimenti, come ad esempio l&#8217;utilizzo della carta forno, si riesce anche a ridurre l&#8217;utilizzo dei <a href="http://salutedintorni.it/grassi-non-tutti-fanno-male-davvero-essenziali/" target="_blank">grassi</a>. Il forno inoltre permette numerose varianti di cottura dalla classica, al sale, al cartoccio.</p>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>: Se il forno non è ventilato, il getto di aria calda viene condotto solo sulla superficie dell&#8217;alimento che tenderà, quindi, a seccarsi e a formare una crosta. Se non si possiede un forno ventilato è bene preriscaldare il forno prima della cottura. Inoltre se si protrae la cottura e si carbonizza l&#8217;alimento si producono sostanze tossiche.</p>
<ul>
<li><strong>Frittura</strong>. Da sempre noto come metodo di cottura <strong>poco sano</strong>.</li>
</ul>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>: Porta alla produzione di sostanze tossiche per l&#8217;organismo come l&#8217;acreolina. Inoltre ogni alimenti assorbe circa il 10% di olio rispetto al suo peso e questa percentuale varia molto in base al tipo di alimenti, alla dimensione e alla pezzatura.</p>
<p><em><strong>Consiglio!</strong></em> E&#8217; bene non prediligerlo come metodo di cottura, tuttavia se, sporadicamente, si vuole almeno cucinare un fritto meno nocivo bisogna innanzitutto:</p>
<ol>
<li>utilizzare <a href="http://salutedintorni.it/olio-evo-condimento-per-eccellenza/" target="_blank">olio EVO</a> o olio di arachidi, ma non olio di semi vari, margarina o burro;</li>
<li>preriscaldare l&#8217;olio ad una temperatura di 170/180°C;</li>
<li>immergere completamente gli alimenti nell&#8217;olio sufficientemente caldo per permettere la formazione immediata della classica crosta croccante che, oltre a conferirgli sapore, garantisce un fritto più “leggero” perché gli alimenti assorbono meno olio;</li>
<li>evitare sempre di riutilizzare per successive fritture oli già cotti.</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Microonde</strong>. Grazie a questo elettrodomestico è possibile non solo riscaldare o scongelare gli alimenti, ma anche cuocerli grazie al flusso di microonde che genere e che agita le molecole d’acqua contenute negli alimenti. L&#8217;agitazione delle molecole d&#8217;acqua determina un riscaldamento della parte più interna dell&#8217;alimento che, in tal modo, si cuocerà.</li>
</ul>
<p><em><strong>Vantaggi</strong></em>: Riduzione del tempo di cottura. Minor perdita di vitamina e sali minerali.</p>
<p><em><strong>Svantaggi</strong></em>: Basso potere penetrante delle microonde che cuoceranno l&#8217;alimento all&#8217;interno, facendolo risultare bollente, e non all&#8217;esterno, facendolo risultare tiepido. Perdita di vitamina C.<br />
Importante: non ci sono studi che dimostrano la pericolosità della cottura a microonde per l&#8217;alimentazione umana.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-michela-capuzzoni/" target="_blank">Dott.ssa Michela Capuzzoni</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/metodi-di-cottura-degli-alimenti/">La cottura cambia tutto. Scopri perchè</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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