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	<title>caffè | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>Caffè, miscela antica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Lucia D'Anzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 11:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè è tra le bevande più diffuse in assoluto e la sua storia è molto antica, infatti risale all&#8217;850 nell&#8217;attuale Etiopia. Sulla sua origine ci sono varie leggende: un pastore avrebbe notato che le sue capre erano eccitate dopo aver mangiato le foglie ed i frutti di un arbusto e ne avrebbe portato alcuni rami ad un monaco che con i semi della pianta preparò una bevanda; stupiti per il suo effetto esaltante i monaci ne attribuirono una divinità. Un&#8217;altra leggenda, invece, narra che il monaco, dopo aver osservato l&#8217;agitazione delle capre che si erano nutrite di bacche di caffè, ebbe l&#8217;idea di far bollire i semi per ottenere una pozione che l&#8217;avrebbe aiutato a restare sveglio durante le notti dedicate alla preghiera. Gli arabi avviarono la cultura del caffè nel 1575 e per lungo tempo hanno mantenuto il monopolio, arrivando a vendere esclusivamente i chicchi bolliti perché non potesse essere seminato; nel 1615 furono i veneziani a riuscire ad importarne una pianta in Italia. Oggi ha grande importanza commerciale tanto che da collocarlo al secondo posto fra gli scambi mondiali dopo il petrolio. Ad oggi, il Brasile è il primo produttore mondiale di caffè. Esistono circa una cinquantina di varietà del genere <em>Coffea </em>ma soltanto due monopolizzano il mercato mondiale: la <em>Coffea arabica</em> e la <em>Coffea robusta</em>. La prima presenta chicchi  grossi, allungati e con un solco; ha un sapore dolce ed aromatico che lo rendono il più apprezzato; presenta un contenuto di caffeina basso, pari soltanto all&#8217;1%; i semi della varietà robusta sono più corti, tondi e con un solco dritto e presentano un sapore meno raffinato e piuttosto acre rispetto all&#8217;arabica, presentando anche un contenuto di caffeina più elevato, pari al 2%. Il caffè perde rapidamente aroma e sapore, soprattutto se è macinato e conservato in un contenitore non ermetico, perciò è consigliabile acquistarlo in confezioni sotto vuoto ed in piccole quantità che rispondono alle necessità immediate. L&#8217;ideale sarebbe macinare il caffè prima dell&#8217;uso e scegliere un macinato adatto: troppo fine darà un caffè acre invece troppo grosso darà un caffè insapore. E&#8217; povero di proteine, zuccheri e grassi ed i chicchi racchiudono molte sostanze tra cui caffeina, tannini, oli e sostanze azotate. La caffeina, in particolare, è uno stimolante appartenente al gruppo delle xantine come la teobromina presente in tè e cacao i cui effetti sull&#8217;organismo sono numerosi e vari: è diuretica, stimola il sistema nervoso centrale e l&#8217;apparato respiratorio ed esercita un&#8217;azione vasodilatatrice, accelera il battito cardiaco, accresce il lavoro dei muscoli  e contrasta l&#8217;affaticamento muscolare e cerebrale.  Aumenta poi la vigilanza in condizioni di affaticamento  e soggetti che sono abituati ad un apporto giornaliero di caffeina possono provare sintomi di privazione; si consiglia tuttavia di limitare il consumo di caffè a 3 al giorno. E&#8217; consigliabile, anche, moderarne il consumo in gravidanza e durante l&#8217;allattamento perché la caffeina attraversa la placenta e passa nel latte materno. Innegabile è il suo effetto sul sonno che si manifesta nelle prime 4 ore dopo l&#8217;ingestione del caffè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Lucia D&#8217;Anzi &#8211; biologa nutrizionista</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/caffe/">Caffè, miscela antica</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Caffè: da sorvegliato speciale a elisir di lunga vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 12:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentzione]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Coffee’s back!</em> Sembra questa l’esclamazione che emerge dall’ottimismo degli autori dello studio che ne ha valutato l’impatto sulla nostra salute.<br />
I ricercatori hanno basato la loro analisi su tre lavori ancora in corso. Si tratta dei risultati registrati dalle analisi sulle 74.890 donne del <em>Nurses’ Health Study</em>, sulle 93.054 donne del <em>Nurses’ Health Study 2</em> e sui 40.557 uomini del <em>Health Professionals Follow-up Study</em>. Ogni quattro anni sono state esaminate le abitudini riguardanti il consumo di caffè di queste persone. La raccolta dei dati è avvenuta mediante appositi questionari validati, monitorando i partecipanti per un lasso di tempo che in alcuni casi si è esteso anche fino a <strong>trent’anni</strong>. Per affinare il metodo di monitoraggio e di analisi dei dati, i ricercatori hanno separato i partecipanti che non hanno mai fumato dalla restante parte. In tal modo è stato possibile evidenziare come il caffè possa avere un effetto ancor più protettivo in questi soggetti. Il set di abitudini del consumatore medio di caffè è stato suddiviso anche in base alla dieta, all’indice di massa corporea, all’attività fisica e al consumo di alcol. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, lo studio ha evidenziato come i consumatori di caffè tendano a ridurre l’apporto di bevande alcoliche.<br />
Il professore di Nutrizione ed Epidemiologia ad Harvard <a href="http://www.hsph.harvard.edu/frank-hu/" target="_blank">Frank Hu</a>, tra i più autorevoli autori dello studio, commenta i risultati affermando che “Una dieta bilanciata e salutare dovrebbe dunque includere anche un consumo regolare di caffè. Naturalmente categorie di soggetti quali donne incinte e bambini dovrebbero fare molta attenzione all’assunzione di caffeina, sia dal caffè che da altre bevande”.</p>
<p>I ricercatori ipotizzano che <strong>non sia la caffeina in sé</strong> ad apportare questo effetto protettivo ma altre sostanze contenute nel chicco di caffè. Questo spiega perché gli stessi effetti positivi sono stati evidenziati sia col consumo del caffè classico che con quello di caffè decaffeinato. Lo studio mette in risalto, inoltre, come il caffè possa apportare effetti positivi nella prevenzione di alcune patologie come <strong>diabete tipo II</strong>, <strong>morbo di Parkinson</strong> e <strong>malattie cardiovascolari</strong>. Su questo aspetto però gli autori si mostrano cauti. Lo studio, infatti, ha registrato questi effetti benefici da un punto di vista &#8220;squisitamente epidemiologico&#8221; mentre i meccanismi molecolari alla base non sono ancora noti. Infine, gli autori confermano le raccomandazioni di autorevoli linee guida quali quelle contenute nel “<em>2015 Dietary Guidelines Advisory Report</em>” che assesta il consumo ideale della bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua tra le tre e le cinque tazzine al giorno. L’Università di Harvard ha pubblicato di recente un <a href="http://www.hsph.harvard.edu/news/multimedia-article/animation-coffees-healthy-benefits/" target="_blank">video</a> che sintetizza in maniera estremamente fruibile tutti i principali risultati dello studio del Prof. Hu.<br />
Non ci resta che domandarci: “pausa caffè?”</p>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/caffe-da-sorvegliato-speciale-a-elisir-di-lunga-vita/">Caffè: da sorvegliato speciale a elisir di lunga vita</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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