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	<title>attività fisica | Sanità Senza Problemi</title>
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	<description>CUP e Farmacia dei Servizi</description>
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		<title>Palestra e proteine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Laura Paone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Appena ci si decide a <strong>tornare in forma</strong> la prima scelta è iscriversi in <strong>palestra</strong> perché, senza ombra di dubbio, lo sport è di grande aiuto.</p>
<p>I <strong>problemi</strong> iniziano quando nelle suddette palestre ci sono <strong>personal trainer</strong> che, senza alcuna nozione di nutrizione, decidono di dare piani alimentari al nuovo arrivato, credendo che stilare un <strong>piano alimentare</strong> sia una cosa facile e che per stilarlo non sia necessario studiare chissà che.</p>
<p>Questo modus operandi è in primo luogo fuori legge, si tratta di abuso di professione, e in secondo luogo comporta dei <strong>rischi</strong> per la salute non indifferenti.</p>
<p>Proviamo a fare un po’ di chiarezza: una persona che decide di iniziare a fare attività fisica,e che quindi non è un atleta, durante la giornata ha bisogno delle stesse <strong>identiche percentuali di macronutrienti di chiunque altro</strong>.</p>
<p>È  per me fondamentale, ora, sfatare questo <strong>falso ed inutile mito</strong> che “chi fa palestra necessita di più proteine”.</p>
<p>Una persona che fa regolarmente attività fisica ha bisogno di più energia di chi non ne fa, ma la divisione percentuale è esattamente la stessa, circa 60% carboidrati, 20 % grassi, 20% proteine.</p>
<p>Quei mix di aminoacidi, proteine ecc. non sono necessari se la persona che frequenta la palestra, anche più volte alla settimana, ha un piano alimentare equilibrato e vario caratterizzato da carboidrati complessi non raffinati, proteine sia vegetali che animali e grassi buoni.</p>
<p>Discorso diverso è quando si chiede ad un <a href="http://salutedintorni.it/i-professionisti-della-nutrizione-scopri-a-chi-ti-puoi-rivolgere/" target="_blank">professionista</a> del settore di avere <strong>definizione e tonicità muscolare</strong>, a quel punto è necessaria una <strong>collaborazione</strong> tra le diverse figure professionali. Ci si dovrà rivolgere ad un nutrizionista, dietista o dietologo chiedendogli esplicitamente un piano alimentare per definire la muscolatura. In associazione al piano alimentare ci si dovrà rivolgere ad un personal trainer che di sicuro saprà dare le giuste indicazioni per l’allenamento da svolgere.</p>
<p>Di solito un <strong>piano alimentare per definire</strong> la muscolatura differisce dalla classica visione di dieta perché prevede i carboidrati in determinati momenti della giornata, perché la cosa che tutti dovrebbero tenere sempre bene in mente è che sono i <strong>carboidrati a fare i muscoli</strong>. Dunque in linea di massima uno schema per definire la muscolatura è caratterizzato da percentuali di proteine, grassi e carboidrati abbastanza simili alle percentuali della dieta mediterranea ma messi in <strong>momenti giusti della giornata</strong>. Ad esempio è sempre importante e fondamentale introdurre una piccola porzione di carboidrati prima dell’allenamento e introdurne una quantità più cospicua dopo l’allenamento, senza mai dimenticare la reintegrazione di sali minerali.</p>
<p>Ovviamente la sola alimentazione non può fare tutto, dunque a questo punto entra in gioco il <strong>personal trainer</strong> che saprà indicare alla persona il <strong>giusto allenamento</strong> per ottenere la definizione desiderata e il risultato migliore.</p>
<p>Quindi la chiave per far funzionare le cose è la collaborazione di più figure professionali. Ognuno ha il suo campo ed insieme si possono ottenere ottimi risultati.</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-laura-paone/" target="_blank">Dott.ssa Laura Paone</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/palestra-e-proteine/">Palestra e proteine</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Attività fisica: aumentare il movimento con piccoli accorgimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 16:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[calorie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attività fisica rappresenta circa il 30% della nostra spesa energetica, dove per spesa energetica intendiamo tutte le calorie spese dal nostro organismo nell’arco di una giornata. Questo valore può aumentare fino al 50% negli atleti, mentre nelle persone sedentarie scende al 15% circa. La sedentarietà...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attività fisica rappresenta circa il 30% della nostra <strong>spesa energetica</strong>, dove per spesa energetica intendiamo tutte le calorie spese dal nostro organismo nell’arco di una giornata. Questo valore può aumentare fino al 50% negli atleti, mentre nelle persone sedentarie scende al 15% circa.</p>
<p>La sedentarietà è uno dei <strong>fattori di rischio</strong> più importanti per quanto riguarda le patologie metaboliche come le malattie cardio-vascolari, dislipidemie (ipertrigliceridemie e ipercolesterolemia), diabete di tipo II, ed è anche un fattore di rischio molto importante per le patologie tumorali. Infatti, la nuova piramide alimentare della Dieta Mediterranea, vede alla sua base (sulla quale si deve basare il nostro stile di vita), almeno 30 minuti di attività fisica al giorno. Quindi una certa quota di attività fisica dovrebbe essere fatta <strong>tutti i giorni in modo regolare</strong> poiché rappresenta un elemento fondamentale per il mantenimento dello stato di salute.</p>
<p>Purtroppo, in una società sempre più accelerata, dove <strong>tutti vanno di fretta</strong> e le giornate sembrano trascorrere sempre più velocemente, sembra che nessuno abbia più il tempo per dedicarsi ad un po&#8217; di sano movimento. Inoltre, molte persone, risucchiate nel vortice frenetico di giornate sempre più piene di impegni, optano di conseguenza sempre più spesso per <strong>cibi pronti</strong> dalla rapida preparazione e dal rapido utilizzo, mangiandoli velocemente. Quest’abitudine poco sana, unita allo <strong>stile di vita sedentario</strong>, si riflettono in uno squilibrio del quadro metabolico che interessa sempre più persone.</p>
<p>Fare attività fisica, però, non significa solo iscriversi in palestra o iniziare a fare un determinato sport. Fare attività fisica significa semplicemente <strong>muoversi</strong>. Non ce ne rendiamo conto, ma ogni giorno potremmo aumentare la nostra spesa energica (e non di poco), adottando dei piccoli accorgimenti. Vediamo quali:</p>
<ul>
<li><strong>Fai le scale</strong>: sembra una cosa da poco, ma scegliere di fare le scale invece di prendere l’ascensore, o le scale mobili, aumenta tantissimo la nostra spesa energetica. Fare 15 minuti di scale al giorno equivale a fare circa 30min di corsa.</li>
<li><strong>Cammina a piedi</strong>: se dobbiamo raggiungere luoghi non troppo lontani da casa, lasciamo l’auto nel garage. Eviteremo la scocciatura del parcheggio, risparmiamo benzina, bruciamo calorie e salviamo l’ambiente. Se poi l’auto è necessaria si può parcheggiare a 10 minuti di distanza dal luogo da raggiungere.</li>
<li><strong>Rispolverate la cara bicicletta</strong>: usatela al posto dell’auto per raggiungere posti di media distanza. Inoltre con l’arrivo della primavera e delle belle giornate fare una bella passeggiata in bici può solo essere piacevole.</li>
<li><strong>Pulisci casa a ritmo di musica</strong>: consiglio per il nostro pubblico femminile (ma non è detto che non lo possano fare anche gli uomini). Accendere la radio mentre si pulisce casa ci dà uno sprint in più, mettendo più energia nei movimenti e bruciando più calorie. Inoltre la fatica si sente mento quando ci si diverte e la musica ci mette di buon umore.</li>
<li><strong>Fai movimenti consapevoli</strong>: a chi non è capitato di consumare il pavimento della stanza andando avanti e indietro, mentre si è a telefono con qualcuno? No? iniziate a farlo! Chiamate una cara amica (o un caro amico) e mentre vi aggiornate sulle ultime novità, passeggiate per casa. I gestori telefonici sono dalla vostra parte con tariffe sempre più agevolate, quindi potete trattenervi anche più a lungo, camminando di più.</li>
<li><strong>Giocate con i più piccoli</strong>: chi ha la fortuna di avere pargoletti per casa sa bene quante calorie si sprecano per stargli dietro. Ma purtroppo anche in questo caso, questa è un’attività che al giorno d’oggi viene un po&#8217; trascurata. I bambini, lasciati sempre più spesso dai nonni, passano poco tempo a giocare con i genitori e spesso il gioco si riduce solo a quello virtuale. Portate i vostri piccoli al parco, giocate con loro, ricorreteli, giocate a nascondino, farà bene a voi e anche a loro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/attivita-fisica-aumentare-il-movimento-con-piccoli-accorgimenti/">Attività fisica: aumentare il movimento con piccoli accorgimenti</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fegato grasso: dieta come base del trattamento della steatosi epatica</title>
		<link>https://sanitasenzaproblemi.it/fegato-grasso-dieta-come-base-del-trattamento-della-steatosi-epatica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 04:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
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		<category><![CDATA[steatosi epatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per steatosi epatica si intende l’accumulo anomalo di trigliceridi nel fegato. L’insorgenza di questa patologia, in particolar modo la forma non alcolica detta NAFLD (Non-Alcholic Fatty Liver Desease) è strettamente connessa alle abitudini alimentari. IL RUOLO DEL FEGATO NEL METABOLISMO DEI GRASSI L’accumulo di trigliceridi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>Per steatosi epatica si intende l’accumulo anomalo di trigliceridi nel fegato. L’insorgenza di questa patologia, in particolar modo la forma non alcolica detta NAFLD (<em>Non-Alcholic Fatty Liver Desease</em>) è strettamente connessa alle abitudini alimentari.</p>
<h1></h1>
<p><strong>IL RUOLO DEL FEGATO NEL METABOLISMO DEI GRASSI</strong><br />
L’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche è diretta conseguenza di un’eccessiva introduzione di lipidi. L’elevata percentuale di questi nella dieta e soprattutto l’elevata presenza di <strong>grassi saturi</strong>, determina una sorta di distorsione nei meccanismi metabolici che regolano la produzione nel fegato e lo <em>stoccaggio</em> dei grassi nel tessuto adiposo. Fisiologicamente, i nutrienti assorbiti a livello intestinale arrivano tramite la circolazione sanguigna al fegato, che ha una funzione simile a quella di una grande <em>stazione di smistamento</em> (per i lipidi il percorso per arrivare al fegato comprende un passaggio attraverso il sistema linfatico). Attraverso una serie complessa di meccanismi biochimici, il fegato è in grado di convertire la maggior parte dei nutrienti in acidi grassi e viceversa. A seconda delle esigenze dell’organismo poi, i grassi prodotti potranno essere utilizzati, ad esempio, come carburante per i muscoli in caso di <strong>attività fisica</strong> oppure stanziare nell’adiposo costituendo una <strong>riserva</strong> energetica.</p>
<h1></h1>
<p><strong>QUANDO IL MECCANISMO S’INCEPPA</strong><br />
Nei soggetti in cui un’alimentazione ad elevato contenuto di grassi non è adeguatamente bilanciata da un buon livello di attività fisica, può determinarsi un <strong>ingorgo</strong> nella nostra stazione di smistamento. La quantità di grassi che provengono dall’assorbimento intestinale supera la velocità del fegato ad impacchettarli e inviarli alle <em>stazioni successive</em> (muscolo scheletrico o tessuto adiposo). Ciò si traduce in una <strong>presenza costante</strong> di una quantità eccessiva di trigliceridi nel fegato. Se la quantità di questi aumenta oltre un certo livello può determinare un malfunzionamento generale della stazione a cui segue il danneggiamento e quindi l’instaurarsi dello stato patologico.</p>
<h1></h1>
<p><strong>IL RUOLO DELLA DIETA</strong><br />
Alla luce di quanto spiegato finora, la domanda è: “Come si può liberare l’ingorgo generatosi in una stazione di smistamento?”. Due sono le alternative: aumentare la velocità di smistamento della stazione (e nel caso del fegato questo non si può ottenere) oppure <strong>diminuire la quantità di carico da smistare</strong>.<br />
La maggior parte degli studi individua ad esempio nell’olio d’oliva un buon alleato nella prevenzione di questa patologia. Una dieta che preveda la diminuzione selettiva dell’apporto di grassi saturi a favore dei mono e polinsaturi si rivela ancora una volta un valido alleato nella battaglia alla steatosi. Aumentare quindi il consumo di cibi di origine vegetale e selezionare quelli di origine animale, evitare bevande alcoliche e zuccherate si rivela la base di una dieta che possa contribuire sostanzialmente alla risoluzione di questa condizione patologica.</p>
<h1></h1>
<p>Giuseppe Amato</p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/fegato-grasso-dieta-come-base-del-trattamento-della-steatosi-epatica/">Fegato grasso: dieta come base del trattamento della steatosi epatica</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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