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	<title>Dott.ssa Carmen Pagano | Sanità Senza Problemi</title>
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		<title>Carote: abbronzatura perfetta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 05:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo imminente dell’estate, due sono i chiodi fissi che iniziano inondare le nostre menti: 1) tornare in forma, per essere al top e sfoggiare il fisico perfetto sulle spiagge, e 2) prepararsi per avere un’abbronzatura perfetta. Parte dunque il via al “tutti a dieta”,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo imminente dell’estate, due sono i chiodi fissi che iniziano inondare le nostre menti: 1) tornare in forma, per essere al top e sfoggiare il fisico perfetto sulle spiagge, e 2) prepararsi per avere un’abbronzatura perfetta. Parte dunque il via al “tutti a dieta”, magari seguendo l’ultima dieta del momento, e tutti si scoprono improvvisamente mangiatori di carote.</p>
<p>Ma perché? Cosa centrano le carote?</p>
<p>Per chi non lo sapesse, è ormai entrato nella concezione comune il fatto che per abbronzarsi meglio bisognerebbe consumare tante carote nei mesi precedenti all’esposizione solare. Questo perché si ritiene che il Beta Carotene contenuto nelle carote abbia il potere di stimolare la produzione di <strong>melanina</strong>. Ma sarà vero?</p>
<p>Innanzitutto scopriamo qualcosa in più su quest’ortaggio e sulle sue proprietà.</p>
<p>La carota (Dacus carota) è una pianta erbacea della famiglia delle Apiaceae, di cui si consuma la radice. Originaria del Mediterraneo entra al 100% a far parte della Dieta Mediterranea. È ricca di vitamine, C, B1, B2, D, E, e provitamina A (Beta Carotene), di Sali minerali come sodio, potassio, calcio, fosforo, di fibra (soprattutto solubile) ma soprattutto è ricca di acqua (per il 95%). Questa proprietà, la rende perfetta come fresco snack estivo e (come i finocchi) possono essere utilizzate come “spezza fame” durante un piano dietetico ipocalorico.</p>
<p>Grazie al suo contenuto vitaminico, e soprattutto per il suo contenuto di beta carotene, le carote hanno una valida azione <strong>antiossidante</strong>. Come ho scritto anche nel mio articolo precedente infatti, il beta carotene, detto anche provitamina A, oltre a svolgere un ruolo molto importante nel processo di visione notturna, svolge anche un’importante azione di protezione nella pelle, combattendo la formazione di radicali liberi, proteggendola quindi dai danni dei raggi UV, e contrastando i processi di invecchiamento cellulare.</p>
<p>Dunque, il collegamento carote/beta carotene/esposizione ai raggi solari sembra comunque essere presente. Tuttavia però sembra che il beta carotene <strong>non</strong> aumenti la produzione di melanina, e dunque non sembrerebbe esserci uno stretto collegamento tra carote e abbronzatura. Il processo di <strong>melanogenesi</strong>, quindi la sintesi di melanina, è infatti un processo molto complesso che trova le sue basi a livello genetico. Il nostro organismo produce questo pigmento al fine di proteggere le cellule della pelle dai raggi ultravioletti, creando uno schermo protettivo che limita l’assorbimento dei raggi UV. Il Beta Carotene, dunque <strong>non</strong> interverrebbe in questo processo ma, se assunto comunque in eccesso, si va a depositare a livello del derma conferendo alla pelle una colorazione giallo-arancio, dando l’impressione di avere una pelle più dorata dopo l’esposizione solare.</p>
<p>Tirando le somme, consumare carote per preparare l’organismo all’esposizione solare, non è comunque sbagliato. I raggi UV, infatti, promuovono comunque la formazione di <strong>radicali</strong> <strong>liberi</strong> nella pelle e il Beta Carotene, con la sua azione antiossidante, può proteggerci dai danni ossidativi causati dall’esposizione al sole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/carote-abbronzatura-perfetta/">Carote: abbronzatura perfetta?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Vitamina A: per la salute di pelle e vista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2016 05:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina A è una vitamina indispensabile per il mantenimento dello stato di salute delle mucose e degli epiteli in generale. Per vitamina si intende una sostanza, una molecola, o un gruppo di molecole, che sono essenziali al nostro organismo e che devono assolutamente essere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vitamina A è una vitamina indispensabile per il mantenimento dello stato di salute delle mucose e degli epiteli in generale.</p>
<p>Per vitamina si intende una sostanza, una molecola, o un gruppo di molecole, che sono <strong>essenziali</strong> al nostro organismo e che devono assolutamente essere introdotti con la dieta.</p>
<p>La vitamina A svolge diversi ruoli nel nostro organismo: protegge la <strong>vista</strong>, rinforza la <strong>pelle</strong> dove svolge un importante azione <strong>antiossidante</strong> e interviene nei meccanismi di riparazione dell’epitelio, interviene nell’accrescimento delle <strong>ossa </strong>e dello scheletro, ha un ruolo nei meccanismi di assorbimento e ha un ruolo fondamentale in <strong>gravidanza</strong> per lo sviluppo del feto.</p>
<p><strong>Cos’è?</strong></p>
<p>La vitamina A è una <strong>vitamina liposolubile</strong>, il che vuol dire che si solubilizza bene nei composti idrofobici, cioè “grassi”. Per questo motivo la Vitamina A, si trova concentrata soprattutto a livello del tessuto adiposo degli animali (un’ottima fonte di vitamina A è ad esempio l’olio di pesce), ma anche nel latte e i suoi derivati.</p>
<p>Per vitamina A, tuttavia, non si intende solo una singola molecola, ma un insieme di composti che sono inter-convertibili l’uno con l’altro e che sono tutti in grado di dare la molecola biologicamente attiva per il nostro organismo. Distinguiamo infatti la vitamina A di origine animale, che si trova appunto nei cibi di origini animale, di cui sono presenti tre forme e cioè <strong>Retinale</strong>, <strong>Retinolo</strong> e <strong>Acido</strong> <strong>retinoico</strong>, e la vitamina A di origine vegetale, che si trova invece negli alimenti di origine vegetale, e cioè il <strong>Beta</strong> <strong>Carotene</strong>.</p>
<p>Tutte queste molecole, una volta entrate nel nostro organismo verranno tutte convertite nella vitamina A attiva, cioè il Retinolo, anche se bisogna dire che la biodisponibilità (e quindi la capacità di assorbimento) diminuisce molto quando la vitamina deriva da fonti vegetali.</p>
<p><strong>A cosa serve?</strong></p>
<p>Come abbiamo già accennato, la vitamina A svolge numeri ruoli nel nostro organismo, ma possiamo dire che i suoi effetti principali si esplicano a due livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Vista</strong>: è implicata soprattutto nella visione in mancanza di luce, una sua carenza infatti determina proprio quella che viene definita “<strong>cecità notturna</strong>”. Questo perché nelle cellule della retina, troviamo due molecole fondamentali per la vista che sono i <strong>coni</strong> e i <strong>bastoncelli</strong>. Questi ultimi sono responsabili della visione notturna e il loro corretto funzionamento dipende proprio dai livelli di Vitamina A.</li>
<li><strong>Pelle</strong>: assicura l’integrità dei tessuti epiteliali proteggendoli da attacchi fisici e microbici. Una sua carenza, infatti, provoca quella che viene chiamata “<strong>metaplasia squamosa”</strong>, e cioè una desquamazione dell’epitelio che viene facilmente attaccato e distrutto dai patogeni.</li>
</ul>
<p>Pertanto, questa vitamina non deve mai mancare nella nostra alimentazione proprio per evitare di compromettere la salute della pelle e della nostra vista.</p>
<p><strong>In quali alimenti si trova?</strong></p>
<p>Essendo, come abbiamo detto, un composto liposolubile, la vitamina A, soprattutto nella forma di Retinolo, si trova nei tessuti grassi degli animali, come <strong>fegato</strong>, <strong>tessuto</strong> <strong>adiposo</strong>, <strong>latte e derivati</strong>, <strong>uova</strong>, mentre come Beta Carotene la ritroviamo invece nella frutta e nella verdura di colore arancione, quindi <strong>carote</strong>, <strong>zucca</strong>, <strong>peperoni</strong>, <strong>albicocche</strong>, <strong>meloni</strong>, <strong>pesche</strong> <strong>gialle</strong>, <strong>pompelmo</strong> <strong>rosa</strong> e <strong>papaya</strong>.</p>
<p><strong>Attenzione però!</strong></p>
<p>La vitamina A è una vitamina per la quale esiste un “<em>upper limit</em>” e cioè una dose raccomandata oltre la quale non si dovrebbe andare. Questo perché, per la sua natura lipofila, essa viene assorbita senza meccanismi di regolazione, accumulandosi nel nostro tessuto adiposo. Questo è molto rischioso soprattutto in <strong>gravidanza</strong>, perché la vitamina A interviene anche nel differenziamento cellulare e potrebbe alterare il corretto sviluppo fetale ed essere causa di malformazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank" rel="noopener">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/la-vitamina-a-per-la-salute-della-pelle-e-della-vista/">Vitamina A: per la salute di pelle e vista</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Gambe gonfie e pesanti: cause e rimedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 05:00:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello delle gambe gonfie e pesanti è un problema molto comune che affligge gran parte della popolazione, con una percentuale maggiore in quella femminile. Con l’arrivo del <strong>caldo</strong>, soprattutto, questo disturbo si amplifica e se unito ad uno stile di vita sbagliato e ad una scorretta alimentazione, i sintomi di questa problematica riescono ad essere davvero debilitanti.</p>
<p>I sintomi si manifestano con dolore, pesantezza, gonfiore, formicolio, bruciore e talvolta anche prurito, soprattutto alla sera, segno di un aumento della pressione venosa sulla parete dei vasi.</p>
<p><strong>Quali sono le cause?</strong></p>
<p>Le gambe gonfie e pesanti sono tuttavia solo il sintomo di un problema più interno e cioè <strong>l’insufficienza venosa</strong>. In parole semplici si tratta di un’alterazione di un tipo di valvole presenti all’interno delle vene, dette “valvole a nido di rondine”, che si assicurano che il sangue fluisca sempre verso il cuore e mai nel senso opposto. Quando queste valvole non funzionano bene, si ha di conseguenza anche un’alterazione della circolazione venosa.</p>
<p>I fattori che incidono su questa problematica sono diversi, ma sembra che la <strong>familiarità</strong> abbia un ruolo molto importante, con un’incidenza circa dell’85%.</p>
<p>Anche la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> possono predisporre al problema, e infatti dati statistici dimostrano come le donne che hanno avuto figli e che soffrono di insufficienza venosa siano in una percentuale maggiore rispetto alle donne che non hanno affrontato gravidanze.</p>
<p>Tuttavia, <strong>stile di vita</strong> e <strong>alimentazione</strong> giocano un ruolo chiave anche in questo caso. L’obesità, il sovrappeso, e scorrette abitudini alimentari e comportamentali, sembrano infatti favorire l’insorgenza del disturbo, come ad esempio l’abitudine di consumare cibi molto salati e grassi, la sedentarietà, oppure lo stare per molto tempo in piedi o esporsi per molto tempo a fonti di calore.</p>
<p><strong>Quali possono essere i rimedi?</strong></p>
<p>Poiché, purtroppo, non si può agire sulla familiarità e di certo non possiamo privarci della gioia di un figlio, bisogna agire innanzitutto sullo stile di vita e sull’alimentazione.</p>
<ul>
<li><strong>Mantenere il peso ideale</strong>: obesità e sovrappeso sono i primi fattori che dobbiamo eliminare per evitare il peggioramento dei sintomi. Seguire una sana alimentazione e svolgere un’adeguata attività fisica sono i primi passi da compiere verso la risoluzione del problema.</li>
<li><strong>Camminare</strong>: è fondamentale per riattivare circolazione. Infatti, ogni volta che si fa un passo, una parte di sangue viene spinta dal piede e dal polpaccio, in alto verso la coscia e da qui verso il cuore, mettendo in moto tutto il sistema cardiovascolare.</li>
<li><strong>Alimentazione giusta</strong>: il gonfiore e l’edema possono essere causati anche da ritenzione idrica che associandosi all’insufficienza venosa amplifica i sintomi. È dunque sempre bene agire anche su questo aspetto, limitando dunque l’uso del <a href="http://salutedintorni.it/alla-ricerca-del-sale-nascosto/" target="_blank" rel="noopener">sale</a>, salumi e insaccati in generale, prodotti in scatola e cibi pronti. Si devono limitare i cibi molto grassi, e in particolare le fritture e i formaggi molto stagionati.</li>
<li><strong><a href="http://salutedintorni.it/fragole-a-primavera/" target="_blank" rel="noopener">Fragole</a>, ribes, mirtilli, kiwi e agrumi</strong>: aumentare il consumo di questi alimenti può portare sicuramente ad un giovamento. Questi frutti infatti sono noti per favorire la circolazione sanguigna e la depurazione dell’organismo.</li>
</ul>
<p>Tuttavia se si tratta di un problema cronico e ad uno stadio già avanzato sarebbe sempre oppure consultare un medico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank" rel="noopener">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gambe-gonfie-e-pesanti-cause-e-rimedi/">Gambe gonfie e pesanti: cause e rimedi</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cattiva digestione: cause, rimedi e alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La cattiva digestione è un problema molto diffuso nella popolazione occidentale. I disturbi digestivi, definiti con il termine generico di dispepsia, causano una serie di sintomi, tra cui i più comuni sono: bruciore di stomaco, pesantezza, rigurgito acido, eruttazione, sensazione di gonfiore addominale e talvolta...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cattiva digestione è un problema molto diffuso nella popolazione occidentale. I disturbi digestivi, definiti con il termine generico di <strong>dispepsia</strong>, causano una serie di sintomi, tra cui i più comuni sono: bruciore di stomaco, pesantezza, rigurgito acido, eruttazione, sensazione di <a href="http://salutedintorni.it/pancia-gonfia-ecco-il-modo-per-rimediare/" target="_blank">gonfiore addominale</a> e talvolta anche dolore nella parte alta dell’addome.</p>
<p><strong>Le cause</strong></p>
<p>Le cause possono essere molteplici. La cattiva digestione può essere il sintomo di diversi disturbi o patologie, che vanno dalle più lievi come <a href="http://salutedintorni.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/" target="_blank">gastrite</a>, ulcere, <a href="http://salutedintorni.it/reflusso-gastrico-la-dieta-la-differenza-perche/" target="_blank">reflusso gastrico</a> causato da <a href="http://salutedintorni.it/helicobacter-pylori-cosa-mangiare/" target="_blank">H. Pylori</a>, calcolosi biliare, <a href="http://salutedintorni.it/celiachia-e-sensibilita-al-glutine/" target="_blank">celiachia</a>, alle più serie, come il cancro allo stomaco o altre patologie tumorali.</p>
<p>Anche l’uso di <strong>farmaci</strong> antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’aspirina, possono alterare la funzionalità del nostro apparato digerente e influire sulla cattiva digestione.</p>
<p>Ma non spaventatevi perché il più delle volte la causa risiede nelle cattive <strong>abitudini alimentari</strong>, quindi in una dieta scorretta, la sedentarietà, e in altri elementi come l’obesità o l’abuso di fumo e alcol. Lo stile di vita, infatti, può incidere profondamente sulla digestione, come ad esempio l’abitudine di consumare cibi già di per sé difficili da digerire perché ricchi di grassi, come carni conservate, insaccati, formaggi stagionati, fritture, oppure cibi precotti o semi-pronti dalla rapida preparazione.  Inoltre, in una società dai ritmi più frenetici, si dà sempre meno spazio alla pausa pranzo, finendo per consumare il nostro pasto in tempi troppo brevi che non danno modo al nostro organismo di digerire in modo appropriato.</p>
<p><strong>Rimedi e Alimentazione</strong></p>
<p>Innanzitutto bisogna accertarsi che la causa della cattiva digestione non sia la presenza di qualche altra patologia. Dunque bisogna indagare con il proprio medico in modo adeguato ed eventualmente iniziare una <strong>terapia farmacologia</strong> per risolvere il possibile problema alla base.</p>
<p>Eliminare gli eventuali <strong>fattori di rischio</strong>, come l’assunzione di farmaci FANS, o il vizio del fumo e il consumo di alcol.</p>
<p>Agire sullo stile di vita e sull’<strong>alimentazione</strong>. Mangiare di fretta e masticare in modo approssimativo e inadeguato influisce tantissimo sulla digestione. La digestione infatti inizia già nella bocca ad opera di un enzima presente nella saliva che è l’amilasi salivare, deputato alla digestione dell’amido. Quindi più mastichiamo più diamo a questo enzima il tempo di agire e di rendere migliore la nostra digestione; inoltre masticare in modo appropriato ci permette di triturare il cibo in frammenti molto piccoli che, per le loro ridotte dimensioni, saranno meglio digeriti nello stomaco.</p>
<p>Inoltre sarebbe opportuno preferire di suddividere l’alimentazione giornaliera in <strong>pasti più piccoli e frequenti</strong>, piuttosto di fare un unico pasto abbondante. Questo ci permette anche di svuotare più frequentemente la colecisti che spesso è alla causa del problema.</p>
<p>Anche il <strong>metodo di <a href="http://salutedintorni.it/metodi-di-cottura-degli-alimenti/" target="_blank">cottura</a></strong> fa la differenza, la frittura ad esempio rende molto difficoltosa la digestione, come anche la parte abbrustolita delle pietanze grigliate, mentre la cuocere gli alimenti al vapore o lessi, condendoli con olio evo a crudo, li rende sicuramente più leggeri.</p>
<p>Le <strong>verdure crude</strong>, come finocchio, sedano o cetrioli, consumate prima del pasto sembrano essere un valido aiuto contro la cattiva digestione; il finocchio d&#8217;altronde possiede di per sé proprietà digestive.  Anche un bicchiere di acqua frizzante, magari con una premuta di limone (solo se non siamo in presenza di gastrite o di ulcere gastriche), bevuto dopo il pasto può aiutarvi a digerire meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/metodi-di-cottura-degli-alimenti/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/cattiva-digestione-cause-rimedi-e-alimentazione/">Cattiva digestione: cause, rimedi e alimentazione</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il finocchio: utile “spezza fame” nelle diete dimagranti</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 05:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il finocchio (Foeniculum vulgare) è un ortaggio che fa parte della famiglia delle Ombrellifere. Croccante e profumato non può mancare sulle tavole della tradizione mediterranea dove riesce ad essere presente quasi per tutto l’anno, anche se la sua coltivazione preferisce un clima non molto freddo....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il finocchio (<em>Foeniculum vulgare</em>) è un ortaggio che fa parte della famiglia delle <em>Ombrellifere</em>. Croccante e profumato non può mancare sulle tavole della tradizione mediterranea dove riesce ad essere presente quasi per tutto l’anno, anche se la sua coltivazione preferisce un clima non molto freddo. Il suo sapore particolare è dato dalla presenza dell’<strong>anetolo</strong>, essenza che viene utilizzata anche nella preparazione di alcuni liquori, come la sambuca (infatti il suo sapore ce lo ricorda).</p>
<p>Le sue proprietà e il suo <strong>bassissimo contenuto calorico</strong>, lo rendono un valido alleato nelle diete dimagranti. Il finocchio infatti ha solo 9 kcal per 100g ed è considerato in assoluto l’alimento con il minor apporto energetico. Per questo motivo infatti, ma non solo, viene consigliato come spuntino dietetico in regimi alimentari ipocalorici, mirati alla perdita di peso. Questo, unito al suo elevato <strong>potere saziante</strong>, dovuto al il suo alto contenuto di <a href="http://salutedintorni.it/acqua-quanta-quando-e-come-berla/" target="_blank">acqua</a> e <a href="http://salutedintorni.it/fibra-alimentare/" target="_blank">fibra</a>, lo rende perfetto per chi fatica a combattere la fame durante un regime dietetico. Dunque, se siete a dieta e si fanno sentire i morsi della fame, sentitevi pure liberi di mangiare finocchi a volontà senza sensi di colpa!</p>
<p>Inoltre, il finocchio, possiede molte altre proprietà e benefici che lo rendono un validissimo alimento sia per chi è a dieta, sia per chi non lo è.</p>
<p>La sua proprietà più conosciuta è forse quella <strong>digestiva</strong>, infatti nella tradizione culinaria il finocchio viene consumato verso la fine del pasto proprio per aiutare la digestione. Esistono infatti, per lo stesso scopo, tisane digestive proprio fatte a base di finocchio.</p>
<p>Inoltre contrasta i processi fermentativi che avvengono nell’intestino, eliminando il gas che si forma nello stomaco e a livello intestinale, <strong><a href="http://salutedintorni.it/pancia-gonfia-ecco-il-modo-per-rimediare/" target="_blank">sgonfiando pancia e addome</a></strong>. Per tale motivo è consigliato anche alle mamme in allattamento, poiché le sostanze contenute in questo ortaggio, passando nel latte materno, non solo lo rendono più gradevole al gusto, ma la sua azione anti-gas può contrastare la formazione delle coliche gassose di cui soffrono i neonati.</p>
<p>Ha un’azione <strong>diuretica</strong> e <strong>depurativa</strong>. Il finocchio presenta circa il 93% di acqua che insieme al suo elevato contenuto di potassio e basso contenuto di sodio, favorisce la diuresi contrastando la ritenzione idrica.</p>
<p>Inoltre, sempre grazie al suo contenuto di <a href="http://salutedintorni.it/acqua-quanta-quando-e-come-berla/" target="_blank">acqua</a> e <a href="http://salutedintorni.it/fibra-alimentare/" target="_blank">fibra </a>(soprattutto solubile), aiuta anche a <strong>regolarizzare l’intestino</strong>, rendendo il finocchio un possibile alleato anche contro la <a href="http://salutedintorni.it/stitichezza/" target="_blank">stitichezza</a>.</p>
<p>Ha potere <strong>antiossidante</strong>, grazie al suo contenuto di flavonoidi e Vitamina C, che contrastano la formazione dei <a href="http://salutedintorni.it/radicali-liberi-e-alimentazione-antiossidante/" target="_blank">radicali liberi</a> e rafforzano il sistema immunitario. I flavonoidi contenuti sono la rutina (utile a rinforzare la parete dei capillari e quindi a ridurre sintomi di sanguinamento), la quercetina (dai poteri antinfiammatori), e soprattutto l&#8217;anetolo, che oltre a definirne l&#8217;aroma ha potenti proprietà antibatteriche e fungicide. Dunque, queste stesse sostanze lo rendono anche un possibile alimento <strong>anti-tumorale</strong>.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>Sapete da dove deriva il termine “infinocchiare”? il verbo infinocchiare, e cioè imbrogliare, raggirare, deriverebbe dal fatto che i semi del finocchio hanno la capacità di alterare il gusto. Per questo motivo i suoi semi venivano aggiungi al vino quando questo era scadente per mascherare il sentore di aceto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/il-finocchio-utile-spezza-fame-nelle-diete-dimagranti/">Il finocchio: utile “spezza fame” nelle diete dimagranti</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Rispettare la stagionalità: perché è importante?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 05:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’importanza di rispettare la stagionalità degli alimenti, in particolare di frutta e verdura, è un concetto purtroppo sottovalutato. Ormai, con la globalizzazione e le sempre più avanzate tecnologie alimentari, ci siamo abituati ad avere sempre a disposizione sul banco dell’ortofrutta, qualsiasi alimento noi desideriamo. Questo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’importanza di rispettare la stagionalità degli alimenti, in particolare di frutta e verdura, è un concetto purtroppo sottovalutato.</p>
<p>Ormai, con la globalizzazione e le sempre più avanzate tecnologie alimentari, ci siamo abituati ad avere sempre a disposizione sul banco dell’ortofrutta, qualsiasi alimento noi desideriamo. Questo però comporta un aumento del consumo di prodotti da serra con un elevato contenuto di <strong>conservanti</strong>, come ad esempio gli antimicrobici.</p>
<p>La nostra cara <strong>Dieta Mediterranea</strong> ci dice, però, che in una corretta alimentazione devono essere presenti almeno 5porzioni di frutta e verdura al giorno se si vuole mantenere, o raggiungere, un buono stato di salute dell’organismo. Quindi possiamo capire come introdurre una gran quantità di prodotti da serra, ad elevato contenuto di<strong> sostanze chimiche</strong>, potenzialmente dannose per la salute, rischi di diventare una vera e propria contraddizione in termini.</p>
<p>Inoltre, la frutta e la verdura di stagione, soprattutto se parliamo di quelle locali (a chilometro zero), impiegano molto poco tempo ad arrivare sulle nostre tavole, quindi sono più fresche, più buone e conservano una quantità di <strong>vitamine</strong> decisamente più elevata rispetto alla frutta e alla verdura fuori stagione o di importazione, che devono percorrere molta strada prima di raggiungere le nostre tavole. Inoltre, è esperienza comune, notare come i prodotti fuori stagione, e quelli di importazione, abbiano un <strong>costo </strong>decisamente più elevato.</p>
<p>Dunque, rispettare la stagionalità, si riflette anche nel <strong>rispetto dell’ambiente</strong> e del pianeta e ci permette di nutrirci con prodotti di qualità superiore ad un prezzo inferiore.</p>
<p>Un altro aspetto importante da considerare è che una corretta alimentazione, per essere quanto più sana possibile, deve essere<strong> varia</strong>, e consumare frutta e verdura di stagione ci aiuta a rispettare questo principio. Infatti, se imparassimo a rispettare la stagionalità e a consumare solo ciò che la natura ci offre in un determinato periodo dell’anno, non dovremmo neanche sforzarci per cercare di variare la nostra alimentazione. Inoltre le nostre esigenze nutrizionali non sono sempre le stesse durante tutto l’anno, ma a seconda della stagione il nostro organismo può aver bisogno di vitamine, oligoelementi e sali minerali differenti.</p>
<p>Quasi per magia, sembra che la natura ci offre proprio ciò di cui abbiamo bisogno, nel momento in cui il nostro organismo lo richiede.</p>
<p>In <strong>inverno</strong>, ad esempio, troviamo verdure come cavoli, cavolfiori, broccoli, bietole, spinaci e frutta come arance, mandarini, kiwi, mele, pere, tutti molto <strong>ricchi di vitamina C</strong> e ci aiutano a rafforzare le nostre difese immunitarie per far fronte ai malanni dell’inverno, come raffreddore e influenza.</p>
<p>In <strong>primavera</strong>, invece, predominano carciofi, <a href="http://salutedintorni.it/gli-asparagi-protagonisti-della-primavera/" target="_blank">asparagi</a>, ravanelli, finocchi, <a href="http://salutedintorni.it/fragole-a-primavera/" target="_blank">fragole</a>, alimenti che hanno in comune il fatto di avere un <strong>effetto diuretico e depurante</strong>, perfetti per eliminare un po&#8217; di tossine che potremmo aver accumulato durante l’inverno.</p>
<p>In <strong>estate</strong> invece, il nostro organismo necessita di una maggiore idratazione, poiché a causa delle elevate temperature aumenta la sudorazione e corriamo il rischio di andare in contro a disidratazione. Ecco che ad aiutarci intervengono alimenti <strong>ricchi d’acqua</strong>, come l’anguria, il melone, le pesche, i pomodori, peperoni, zucchine e melenzane, che contengono anche una buona quota di carotenoidi, sostanze antiossidanti che proteggono la nostra pelle dai raggi del sole.</p>
<p>In <strong>autunno</strong>, poi, la natura ci permette di prepararci al lungo e freddo inverno, regalandoci prodotti molto nutrienti come mele, pere, patate, castagne, zucche, cachi, ricchi di carboidrati e proteine da usare come <strong>riserva</strong> nel periodo invernale. Matura inoltre la <a href="http://salutedintorni.it/frutta-secca-noci-e-mandorle-alleate-della-salute/" target="_blank">frutta secca</a>, che oltre a vitamine e oligoelementi, ci offre anche una buona quota di acidi grassi essenziali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/rispettare-la-stagionalita-perche-e-importante/">Rispettare la stagionalità: perché è importante?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambio di stagione: la dieta contro la stanchezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 05:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Aprile, dolce dormire” non è solo un modo di dire, ma come ogni proverbio, frutto della saggezza popolare, trova il suo significato proprio nell&#8217;esperienza comune di manifestare alcune sensazioni, come stanchezza, spossatezza e agitazione, tipiche della primavera. Con l’arrivo della primavera, infatti, molte persone risentono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Aprile, dolce dormire” non è solo un modo di dire, ma come ogni proverbio, frutto della saggezza popolare, trova il suo significato proprio nell&#8217;esperienza comune di manifestare alcune sensazioni, come stanchezza, spossatezza e agitazione, tipiche della primavera.</p>
<p>Con l’arrivo della primavera, infatti, molte persone risentono del cosiddetto “cambio di stagione”, con il manifestarsi di veri e propri sintomi: senso di stanchezza, sonnolenza, mal di testa, apatia, <a href="http://salutedintorni.it/insonnia-agire-con-la-giusta-alimentazione/" target="_blank">insonnia</a>, difficoltà di concentrazione, irritabilità, e sbalzi d’umore. Questo perché con l’allungarsi delle giornate e della durata quindi delle ore di luce, il nostro <strong>orologio biologico </strong>deve riadattarsi ai nuovi ritmi, che cambiano rispetto all’inverno. Questi ritmi di cui parliamo hanno un nome specifico e sono i <strong>ritmi circadiani</strong>, ossia il nostro ciclo di sonno e veglia nell’arco delle 24 ore.</p>
<p>L’esposizione alla luce o al buio, è in grado di regolare la produzione di alcuni ormoni che hanno un grande impatto sul nostro organismo. Quando in inverno le giornate sono più corte e le ore di luce sono di meno, il nostro organismo produce più <strong>melatonina</strong>, ormone del sonno, che induce il letargo in alcuni animali, mentre d’estate i raggi solari stimolano la produzione di <strong>serotonina</strong>, l’ormone del buon umore, e di <strong>vitamina D</strong>, indispensabile per l’<a href="http://salutedintorni.it/calcio-miglioriamone-lassorbimento/" target="_blank">assorbimento del calcio</a> nelle ossa. La primavera rappresenta un periodo di transizione in cui il nostro organismo deve abituarsi gradualmente a questi cambiamenti.</p>
<p>L’aumento delle temperature, poi, per alcune persone che già tendenzialmente soffrono di <strong>pressione bassa</strong>, può essere un problema in quanto può accentuare il senso di spossatezza e di stanchezza.</p>
<p>Inoltre, se consideriamo che con l’arrivo della primavera si dà il via al “<a href="http://salutedintorni.it/e-primavera-tutti-a-dieta/" target="_blank">tutti a dieta</a>” e iniziano a farsi largo le diete fai da te e le eccessive ristrettezze caloriche in vista della stagione estiva, possiamo bene immaginare come tutto questo si rifletta in una condizione di grande <strong>stress</strong> per il nostro organismo, stress che potrebbe avere un effetto negativo anche sulle nostre difese immunitarie, che abbassandosi ci portano ad essere più suscettibili ai malanni di stagione.</p>
<p><strong>Cosa fare allora? </strong></p>
<p>Ancora una volta la parola d’ordine è “alimentazione”. Una giusta alimentazione, infatti, ci può aiutare a combattere la stanchezza del cambio di stagione. Ma qual è dieta giusta?</p>
<p><strong>La Dieta Mediterranea</strong></p>
<p><strong>Frutta e verdura</strong>: nel modello mediterraneo l’alimentazione quotidiana dovrebbe prevedere almeno 5 porzioni di frutta e verdura. Questo ci permette di fare un pieno di Vitamine e Sali minerali che ci aiutano ad innalzare le difese immunitarie e a combattere il senso di stanchezza. Inoltre il fruttosio contenuto nella frutta ci dà la giusta energia per affrontare le giornate che diventano più lunghe.</p>
<p><strong>Cereali</strong>: i carboidrati sono il nostro carburante e devono essere il nutriente base dal quale ricaviamo la nostra energia. È sempre meglio preferire quelli integrali, come farro, orzo, kamut e avena per mantenere basso l’indice glicemico.</p>
<p><strong>Olio extravergine di oliva</strong>: deve essere la nostra principale fonte di grassi. <a href="http://salutedintorni.it/olio-evo-condimento-per-eccellenza/" target="_blank">L’olio EVO</a> con il suo contenuto di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi rappresenta il condimento di eccellenza della dieta mediterranea, con un’azione protettiva cardiovascolare e antinfiammatoria.</p>
<p><strong>Pesce azzurro</strong>: ricco di acidi grassi essenziali (omega 3) <a href="http://salutedintorni.it/pesce-azzurro-benefici-e-proprieta-nutrizionali/" target="_blank">il pesce azzurro</a> è importantissimo per il sistema cardiovascolare e immunitario.</p>
<p><strong>Frutta secca</strong>: ricca di acidi grassi essenziali (omega 6), vitamine del gruppo B e Sali minerali, ed in particolare per il suo ricco contenuto di magnesio, <a href="http://salutedintorni.it/frutta-secca-noci-e-mandorle-alleate-della-salute/" target="_blank">la frutta secca</a> è perfetta contro la stanchezza fisica.</p>
<p><strong>Acqua</strong>: bere tanta <a href="http://salutedintorni.it/acqua-quanta-quando-e-come-berla/" target="_blank">acqua</a> è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo. Una buona idratazione si riflette in una migliore capacità del nostro organismo di utilizzare al meglio i nutrienti, migliorando il metabolismo e contrastando il senso di spossatezza dato dalla disidratazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/cambio-di-stagione-la-dieta-contro-la-stanchezza/">Cambio di stagione: la dieta contro la stanchezza</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Rallegriamo la nostra tavola con i 5 colori della salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 05:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Portare allegria sulla nostra tavola, dando ai nostri piatti un tocco di colore, migliora il nostro umore e la nostra salute. Nella scelta di un cibo i sensi giocano un ruolo fondamentale, sapore e gusto sono quelli che maggiormente ci spingono verso un alimento o...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Portare allegria sulla nostra tavola, dando ai nostri piatti un tocco di colore, migliora il nostro umore e la nostra salute.</p>
<p>Nella scelta di un cibo i sensi giocano un ruolo fondamentale, sapore e gusto sono quelli che maggiormente ci spingono verso un alimento o un altro, ma anche l’occhio vuole la sua parte. L’aspetto di un cibo, i suoi colori, e il modo in cui ci viene presentato sono in grado di suscitare in noi determinate sensazioni ed emozioni e possono migliorare il nostro umore a tavola.</p>
<p>I colori degli alimenti però nascondono qualità che vanno ben oltre il semplice aspetto estetico. I pigmenti contenuti per esempio nella <strong>frutta</strong> e nella <strong>verdura</strong> (detti anche <strong>fitonutrienti</strong>), hanno un’azione antiossidante e salutare per il nostro organismo.</p>
<p>Non è un caso, infatti, che i cibi più colorati siano rappresentati proprio da frutta e verdura, perché la presenza di queste sostanze, sono uno dei motivi del per cui questi alimenti dovrebbero essere alla base della nostra alimentazione. Secondo le linee guida dell’<a href="http://www.who.int/en/" target="_blank">Organizzazione Mondiale della Sanità</a>, per il mantenimento di un buono stato di salute, ognuno di noi dovrebbe consumare almeno <strong>5 porzioni di frutta e verdura al giorno</strong>.</p>
<p>Dunque frutta e verdura fresche e colorate non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole.</p>
<p><strong>Quali sono i colori della salute?</strong></p>
<p>Gli alimenti possono essere suddivisi in <strong>5 diversi gruppi cromatici</strong>, ognuno dei quali porta con sé delle caratteristiche specifiche:</p>
<p><strong>Verde</strong>: è dato dalla presenza della <strong>clorofilla</strong>, che ha una potente azione antiossidante. Di solito gli alimenti di colore verde sono ricchi di<strong> magnesio</strong> che oltre a fare molto bene ai muscoli perché riducono lo stress e l’affaticamento, stimola il metabolismo di carboidrati e proteine e migliora l’assorbimento di altri minerali, come il calcio, il potassio, fosforo e sodio. Gli ortaggi a foglia verde sono ricchi di <strong>acido folico</strong>, fondamentale in gravidanza e inoltre broccoli, prezzemolo, spinaci e kiwi sono molto ricchi di <strong>vitamina C</strong>, che oltre ad avere un’azione antiossidante favorisce anche l’assorbimento del ferro contenuto nella verdura.</p>
<p><strong>Rosso</strong>: frutta e verdura di colore rosso svolgono azioni protettive nei confronti del <strong>cuore</strong>, rafforzano la memoria e migliorano <strong>circolazione delle gambe</strong> e la <strong>fragilità dei capillari</strong>. Questo grazie al contenuto delle <strong>antocianine</strong> presenti nelle <a href="http://salutedintorni.it/fragole-a-primavera/" target="_blank">fragole</a>, ciliegie, arance rosse, angurie. Inoltre il <strong>licopene</strong> contenuto nel pomodoro e nell’anguria, insieme al contenuto di vitamina C, è un valido alleato per la prevenzione delle patologie tumorali.</p>
<p><strong>Giallo/arancione</strong>: il colore dipende dalla presenza dei <strong>flavonoidi</strong> e del <strong>beta carotene</strong>. Come gli alimenti rossi, aiutano a prevenire l’insorgenza del cancro e le patologie cardiovascolari. Il betacarotene inoltre è il precursore della vitamina A, importante per la pelle e per la vista. Dunque carote, albicocche, pesche, melone e peperoni, grazie anche ad un buon contenuto di vitamina C, rinforzano il <strong>cuore</strong>, gli <strong>occhi</strong>, e il <strong>sistema immunitario. </strong></p>
<p><strong>Blu/viola</strong>: melenzane, radicchio, fichi, mirtilli, ribes, uva e prugne sono importanti per la <strong>circolazione sanguigna </strong>e per<strong> le vie urinarie</strong> (soprattutto i frutti di bosco). Questi alimenti sono ricchi di <strong>antocianine</strong>, fitonutrienti che svolgono un’importante azione antiossidante e antitumorale e di protezione per il sistema circolatorio.</p>
<p><strong>Bianco</strong>: alimenti come aglio, cipolla, porro, scalogno e finocchio aiutano a <strong>combattere il colesterolo</strong> migliorando il quadro lipidico. La <strong>quercitina</strong> e gli <strong>isocianati</strong> contenuti hanno un forte potere antiossidante proteggendo l’organismo dal rischio di cancro e dall’invecchiamento cellulare. Inoltre <strong>l’allilsolfuro</strong> contenuto in aglio, porro e cipolla, ha un’<strong>azione fluidificante sul sangue</strong>, prevenendo l’insorgenza di infarto e ictus.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli asparagi: protagonisti della primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo della Primavera ortaggi e verdure tipicamente invernali iniziano pian piano a lasciare le nostre tavole per dare spazio a verdura e ortaggi più primaverili. Sul bancone dell’ortofrutta, infatti, inizia a spuntare tanta frutta e verdura di stagione come fragole, ravanelli, fave e asparagi....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo della Primavera ortaggi e verdure tipicamente invernali iniziano pian piano a lasciare le nostre tavole per dare spazio a verdura e ortaggi più primaverili. Sul bancone dell’ortofrutta, infatti, inizia a spuntare tanta frutta e verdura di stagione come <a href="http://salutedintorni.it/fragole-a-primavera/" target="_blank">fragole</a>, ravanelli, fave e asparagi.</p>
<p>Tipicamente primaverili, gli asparagi (<em>Asparagus officinalis</em>) sono ortaggi teneri e gustosi dalle tante proprietà benefiche. La loro coltivazione iniziò in Europa oltre mille anni fa ed erano ortaggi così pregiati e dal gusto ricco che gli imperatori romani costruivano navi apposte che venivano ribattezzate “asparagus”.</p>
<p>Il sapore dell’asparago ricorda quello del carciofo e se ne distinguono tre varietà:</p>
<ul>
<li><strong>L’asparago bianco</strong>: non ha colorazione poiché germoglia nella terra e ha un sapore delicato</li>
<li><strong>L’asparago violetto</strong>: è in realtà un asparago bianco che riesce a uscire dalla terra e iniziando il processo di fotosintesi si colora di lilla. Ha un sapore più amaro</li>
<li><strong>L’asparago verde</strong>: germoglia alla luce del sole e i suoi germogli sono quelli più utilizzati in cucina e possiedono un gusto forte e dolciastro. È l’unica varietà che non va pelata.</li>
</ul>
<p>Tali differenze però si riflettono solo sull’aspetto cromatico e sul sapore dell’asparago, ma non sulle proprietà nutritive, che in tutte le varietà restano invariate.</p>
<p><strong>Proprietà Nutrizionali</strong></p>
<p>Gli asparagi possiedono notevoli proprietà nutrizionali che hanno un impatto benefico sul nostro organismo. Vediamo quali:</p>
<p>Come tutti gli alimenti vegetali sono <strong>ricchi di fibra</strong> e sono <strong>poco calorici</strong> (solo 25kcal per 100g), quindi perfetti per chi vuole seguire un regime alimentare ipocalorico mirato alla perdita di peso.</p>
<p>Sono ricchi di <strong>vitamine</strong>. Gli asparagi infatti contengono <strong>vitamina C </strong>che aiuta a rafforzare le difese antiossidanti dell’organismo, <strong>carotenoidi</strong> (precursori della <strong>vitamina A</strong>) con un’azione antiossidante e protettiva per il benessere della pelle e delle mucose, e <strong>vitamine del gruppo B</strong>.</p>
<p>Contengono numerosi <strong>sali minerali</strong>, come calcio, fosforo, potassio e <strong>cromo</strong>. Quest’ultimo è molto importante poiché sembrerebbe essere in grado di migliorare la tolleranza al glucosio interagendo con l’insulina e con i suoi recettori. <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12081828" target="_blank">Studi</a> hanno infatti dimostrato come una dieta integrata con cromo abbia l’effetto di <strong>abbassare la glicemia</strong> nel sangue, rendendo gli asparagi un ottimo alimento per persone che soffrono di <strong>Diabete di tipo II</strong>.</p>
<p>Sono ricchi di glutatione, un’altra sostanza antiossidante che favorisce la <strong>depurazione</strong> dell’organismo, migliorando la capacità di liberarsi di sostanze di rifiuto, dannose e potenzialmente cancerogene, oltre che dai <a href="http://salutedintorni.it/radicali-liberi-e-alimentazione-antiossidante/" target="_blank">radicali liberi</a>. Per tali motivi, il consumo di asparagi potrebbe essere considerato utile per la <strong>prevenzione del cancro</strong>.</p>
<p>Gli asparagi sono anche ritenuti benefici per il nostro apparato digerente, in particolare per la salute della nostra flora batterica intestinale. È ormai risaputo che la salute del nostro <strong>microbioma</strong> intestinale è fondamentale per la salute dell’intero organismo. Gli asparagi, infatti, contengono una sostanza chiamata <strong>inulina</strong>, un carboidrato che funge da nutrimento ai lactobacilli presenti nel nostro intestino, favorendo la crescita di questi ultimi a discapito di quella di altri batteri che potrebbero essere addirittura patogeni.</p>
<p>Inoltre, la presenza dell’amminoacido <strong>asparagina,</strong> lo rende un <strong>diuretico naturale</strong>, migliorando le funzioni renali, accelerando la diuresi ed eliminando i sedimenti, e rendendo gli asparagi adatti anche a chi vuol contrastare gli inestetismi causati dalla ritenzione idrica, e cioè la <a href="http://salutedintorni.it/la-cellulite-come-eliminarla/" target="_blank">cellulite</a>. Tuttavia potrebbero causare problemi a chi soffre di patologie renali e gotta.</p>
<p>Alcuni composti contenuti negli asparagi, inoltre, vengono metabolizzati ed eliminati con le urine, dando a queste ultime un odore particolare, ritenuto sgradevole. Questo è causato da alcuni prodotti della degradazione che contengono <strong>zolfo</strong>, come tioli e tioesteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/gli-asparagi-protagonisti-della-primavera/">Gli asparagi: protagonisti della primavera</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Helicobacter Pylori: cosa mangiare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Carmen Pagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 05:00:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
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		<category><![CDATA[reflusso gastrico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Helicobacter Pylori: la Dr.ssa Pagano ci spiega quali sono le cause, i sintomi e come la terapia nutrizionale può favorire il processo di guarigione del paziente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Helicobacter Pylori</strong></em> è un batterio gram negativo, di forma ricurva, che riesce a colonizzare la mucosa gastrica nonostante il pH molto acido dello stomaco crei un ambiente generalmente ostile per la crescita batterica.</p>
<p>Il nostro stomaco, infatti, attraverso la produzione di acido cloridrico da parte di alcune cellule appositamente deputate, le <strong>cellule ossintiche</strong> (o parietali), ha proprio il compito di rendere il cibo più sicuro, eliminando l’eventuale presenza di batteri patogeni che potremmo introdurre con l’alimentazione. Il batterio <em>Helicobacter Pylori</em> invece, non solo riesce a sopravvivere alle condizioni estreme di acidità gastrica, ma grazie ad alcuni meccanismi propri della fisiologia del batterio, riesce a creare attorno a sé un microambiente alcalino che lo protegge e gli permette di colonizzare e proliferare in corrispondenza della mucosa gastrica.</p>
<p>Questo batterio è il principale responsabile di <strong><a href="http://salutedintorni.it/gastrite-e-corretta-alimentazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gastrite</a></strong> e di <strong>ulcera</strong> (sia gastrica che duodenale), perché grazie alla sua forma a spirale e alla presenza di flagelli (strutture locomotrici tipiche dei batteri), <em>Helicobacter Pylori</em> riesce a non essere trasportato passivamente dallo strato più superficiale del muco gastrico e di raggiungere la parte più profonda, meno viscosa e mobile, penetrando nel tessuto. Inoltre H.P. produce sostanze che richiamano i mediatori dell’infiammazione, causando uno <strong>stato infiammatorio</strong> che nella maggior parte dei casi diventa cronico. Tutto ciò può comportare la degenerazione dell’epitelio e un aumento della secrezione acida.</p>
<p>I sintomi più comuni sono <strong>bruciore</strong> o <strong>dolore</strong> nella parte alta dello stomaco soprattutto a digiuno, e a livello addominale se l’ulcera è duodenale, difficoltà digestive, nausea e <strong><a href="http://salutedintorni.it/reflusso-gastrico-la-dieta-la-differenza-perche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">reflusso gastroesofageo</a></strong>.</p>
<p>Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. La terapia è fondamentale poiché è ormai risaputo che casi di gastrite cronica da H.P. non curati o trascurati, possono anche portare all’insorgenza di <strong>cancro allo stomaco</strong>.</p>
<p><strong>Quale può essere la terapia nutrizionale?</strong></p>
<p>La terapia nutrizionale deve essere mirata ad evitare alcuni cibi che vanno ad aumentare la secrezione di succhi gastrici, che esercitano una pressione sullo stomaco favorendo il reflusso gastrico.</p>
<p><strong>Vanno evitati:</strong> il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l’alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle <strong>piccanti</strong>, i cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini, cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa. È utile infatti in questi casi <strong>ripartire l’alimentazione in più pasti</strong>, cioè mangiare poco e più spesso.</p>
<p><strong>Sono consigliati</strong>: frutta e verdura, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida, ortaggi, come le patate, e legumi. Sì agli <strong>acidi grassi polinsaturi</strong>, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche. Si consiglia inoltre un’integrazione di <strong>Vitamina C e Zinco</strong>, poiché queste sostanze aiutano la riparazione dell’epitelio danneggiato.  Inoltre è importante aumentare il consumo di <strong>fibra</strong>, poiché persone che effettuano terapie con antiacidi potrebbero avere l’effetto collaterale della <strong><a href="http://salutedintorni.it/stitichezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stitichezza</a></strong>.</p>
<p>Un altro consiglio è quello di <strong>masticare molto lentamente</strong> per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane. Pertanto è importante favorire una predigestione, a livello della bocca, attraverso una lunga masticazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://salutedintorni.it/author/dott-ssa-carmen-pagano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott.ssa Carmen Pagano</a></p>The post <a href="https://sanitasenzaproblemi.it/helicobacter-pylori-cosa-mangiare/">Helicobacter Pylori: cosa mangiare?</a> first appeared on <a href="https://sanitasenzaproblemi.it">Sanità Senza Problemi</a>.]]></content:encoded>
					
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